Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 luglio 2001
Domanda 5 luglio 2001
Cara ADUC,
eccomi di nuovo a chiedervi un consiglio. E' diverso tempo che tramite internet partecipando ad aste riesco a vendere mie cose all'estero, principalmente negli Stati Uniti. Fino ad ora spedivo i miei piccoli pacchetti (fino a 2 kilogrammi) tramite le Poste Italiane con Posta Raccomandata.
I prezzi variavano dalle 6.000 lire alle 20.000 a seconda del peso e con reciproca soddisfazione mia e del mio acquirente estero.
Ultimamente sono andato in Posta e mi e' stato rifiutato un pacchetto, come Posta Raccomandata, solo perche' superava i 5 centimetri di spessore.
Il risultato e' che secondo l'impiegato dello sportello, ogni utente che debba spedire una qualsiasi cosa che superi come spessore 5 centimetri deve calcolare l'invio non come posta raccomandata ma come pacco!!
Il risultato sapete quale e'??
Che un pacco sotto i due kilogrammi che prima costava poco piu' di 20.000 lire adesso costa oltre 50.000 lire!!!! E' normale un comportamento del genere?
L'unico risultato e' che purtroppo per colpa di queste assurdi costi, da un po di tempo ricevo, alla mia richiesta delle spese di spedizione, un netto rifiuto all'acquisto delle mie cose.
Non posso dare torto a loro, anche io mi rifiuterei di pagare spese postali spropositate rispetto a quello che acquisto. Allora mi chiedo, e' possibile una cosa del genere? E' legittimo portare ad un prezzo superiore un servizio che fino al giorno prima costava la meta'?
Cosa posso fare per tutelare quello che sta diventando un lavoro?
L'ultima chicca, ho provato a contattare il call center delle Poste Italiane,......non ne sapevano nulla!!
Grazie.

Risposta ADUC
Sul sito del ministero clicca qui alla voce "Poste" trovera' le indicazioni in merito alle spese per le spedizioni.
Non abbiamo nessun suggerimento, in quanto le tariffe non sono facilmente modificabili.
Consigliamo di contribuire, con le proprie -corrette- proteste al ministero, ad un'eventuale evoluzione.
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