Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 luglio 2001
Domanda 3 luglio 2001
Napoli, 28.6.2001
Spett. ADUC
ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI DEGLI
UTENTI E CONSUMATORI
Gentili Signori,
Innanzitutto vorrei complimentarmi con Voi per l'idea del sito che frequento spesso e del quale sono convinto sostenitore.
Vi chiedo un consiglio circa una vicenda accaduta ad un mio carissimo amico in relazione ad un investimento finanziario fatto fare da una banca, il Banco di Napoli, senza avvisare il cliente del rischio insito nel Fondo d'investimento azionario Flessibile fatto sottoscrivere.
Di seguito potete leggere la lettera di reclamo che ho spedito alla banca summenzionata per conto dell'amico in questione, il dott. **** ****, nella quale abbiamo ricostruito fedelmente i fatti come erano accaduti e, a conclusione, abbiamo chiesto un risarcimento di circa £42.000.000. Il **** ha ricevuto purtroppo una laconica risposta nella quale si diceva che l'Istituto aveva portato avanti delle ricerche che avevano avuto esito negativo nel senso che si comunicava l'inaccoglibilita' delle richieste del cliente causa la regolarita' accertata delle operazioni invece contestate dallo stesso.
Spero che Voi abbiate la cortesia di leggere la lettera di reclamo sottostante e mi forniate un parere sulla vicenda.
Inoltre, vorrei chiederVi un consiglio su quali mezzi adottare, a chi rivolgermi, prima di ricorrere, tramite un avvocato, all'Autorita' Giudiziaria, posto che non possiamo rivolgerci all'Ombudsman bancario che ammette ricorsi solo per richieste di risarcimento entro i 10 milioni.
Potrei scrivere alla Consob, alla Banca d'Italia oppure ai mezzi di informazione, (tv rai 3 o riviste specializzate) o a chi altri?
Vorrei infine sapere se esista una giurisprudenza sull'argomento, quindi delle sentenze giudiziarie su tali controversie tra banche e clienti e se siano stai pubblicati di recente degli articoli di stampa specializzata da poter procurare.
Vi ringrazio e attendo fiducioso una Vostra risposta prima di intraprendere altre iniziative.
Cordiali Saluti.
RACCOMANDATA A.R.
Pomigliano d'Arco, 30.3.2001
Spett. BANCO DI NAPOLI
DIREZIONE GENERALE
UFF.RECLAMI
Via Toledo 177-178
80132 NAPOLI
OGGETTO: reclamo relativo a rapporto intestato Piccolo Teresa e **** **** (cod.cliente ****) presso la Vostra Filiale di Pomigliano d'Arco ubicata in via F.Terracciano n.45.
Il sottoscritto **** ****, insieme alla madre, Teresa Piccolo, intendono protestare per una serie di comportamenti, a dir poco, scorretti da parte dei Vostri impiegati della Filiale di Pomigliano d'Arco che sono venuti a contatto negli ultimi 3 anni, in particolare con la succitata Teresa Piccolo.
Suddetti comportamenti rasentano il codice penale o, quanto meno, sono passibili di denuncia verso le autorita' di vigilanza e controllo (Banca d'Italia e Consob) come pure verso gli organi di informazione.
I fatti hanno inizio nel marzo del 1998 quando l'impiegato consiglia mia madre, Teresa Piccolo, a cambiare il tradizionale modo d'investire i propri risparmi, che da anni la vedeva preferire il classico investimento in Bot e Certificati di Deposito, e la convince a sottoscrivere, per 50 milioni di lire, dei Fondi di investimento flessibili denominati Bn Opportunita' che, notoriamente, come ho appreso da poco, sono degli strumenti di investimento destinati a clienti con profilo di rischio molto alto (come d'altra parte recita il Vostro prospetto informativo che solo pochi giorni, su mia richiesta, mi e' stato consegnato).
Nel successivo mese di settembre 98, alla scadenza di un altro bot di 70 milioni di lire, le e' stato proposto un fondo obbligazionario, Bn Obbligazionario Italia, poi denominato BN Eurobbligazioni, ma, dopo 1 anno, nel settembre 1999, non contenti del loro gia' discutibile operato, gli impiegati hanno ricontattato mia madre per convincerla a trasformare i circa 70 mln del fondo obbligazionario in altrettanti 70 mln dello stesso fondo Bn Opportunita'.
A conclusione di questa spiacevole storia ci ritroviamo con un investimento che, valorizzato ai prezzi di fine marzo, e' di circa 96.300.000 (con una perdita di 23,7 milioni rispetto all'investimento iniziale di 120.000.000 e nessun rendimento negli ultimi 3 anni)
Naturalmente, di questi fatti sono venuto a conoscenza pochi giorni fa poiche' i rapporti con la banca li teneva solo mia madre, che si e' fidata delle rassicurazioni dell'impiegato sulla "sicurezza" dell'investimento che andava a fare.
Non le e' mai stato consegnato un prospetto informativo, come prescrive la legge e la Consob, ne' le e' stato mai consegnata la copia della nota intervista circa i propri obiettivi di investimento e la propria propensione al rischio. Tutti comportamenti che sia la legge sia la Consob prescrivono a carico degli intermediari finanziari e che la Banca non ha rispettato.
Cio' nondimeno, mia madre, ha sempre tenuto a ripetere una sola cosa nel corso dei contatti avvenuti in questi 3 anni, con gli impiegati dell'ufficio Borsa di Pomigliano e cioe' che lei desiderava fare un investimento nel quale poteva essere in gioco solo il rendimento ma non il capitale il quale, al contrario, doveva essere garantito.
Non affronto nemmeno il discorso della necessaria politica della diversificazione che deve guidare un consulente, ma mi chiedo che interesse potevano avere i componenti di questo ufficio Borsa a forzare una persona, che chiedeva solo di aver garantito il capitale, a versare il suo intero patrimonio (120 milioni) in un unico Fondo, ad alto rischio, del Vostro Istituto, fornendo peraltro notizie false e fuorvianti a chi, come mia madre, chiedeva loro delle spiegazioni non potendo documentarsi di persona.
Peraltro siamo a conoscenza che tali comportamenti scorretti e ingannevoli sono stati tenuti anche nei confronti di altri clienti della stessa Filiale ad indicare tale ufficio Borsa di Pomigliano come un luogo di gestione, per cosi' dire, approssimativa dei risparmi dei clienti (a voler esser buoni).
D'altra parte il Vostro impiegato, interrogato alcuni giorni fa, circa gli investimenti in questione, ha ammesso apertamente, col capo chino, di aver sbagliato e, non sapendo dire altro, ci ha pregato di attendere che i mercati finanziari azionari risalissero affinche', una volta raggiunto il valore iniziale dell'investimento, poter finalmente tornare all'agognato investimento in bot!!
Era questa la sua soluzione al caso!!
Al contrario, con la presente noi Vi vogliamo chiedere di risarcire i danni che ci avete procurato, danni di natura materiale e morale (stress, ipertensione, stato d'ansia ecc. derivante dalla notizia improvvisa e inattesa che dopo tre anni c'era una perdita ingente sul capitale).
Abbiamo tuttavia quantificato solo i danni materiali ricostruendo l'investimento originario come se dai due bot di 50 e 70 mln, scaduti rispettivamente in marzo e settembre 98 fossero stati sottoscritti dei fondi obbligazionari area euro e non fosse stato fatto alcun cambiamento nel corso degli anni. Con un rendimento del 5,50% all'anno i 120 milion investiti in marzo e settembre 98 sarebbero diventati circa 138.000.000, senza peraltro voler considerare anche la ricapitalizzazione degli interessi.
Il valore attuale del nostro investimento, come ho detto, raggiunge, allo stato attuale, i 96.300.000 di lire, ed e' per questa ragione che richiediamo la differenza che, ad oggi, ammonta a £41.700.000 a titolo di risarcimento danni materiali e che tale importo ci venga messo a disposizione nel piu' breve tempo possibile. In caso contrario saremo costretti ad agire informando le Autorita' di competenza (Consob e Banca d'Italia innanzitutto), gli organi di informazione, nonche' altri clienti che si sono trovati nelle nostre stesse condizioni.
Un'ultima notazione: si dice che chi si rivolge al risparmio gestito deve essere un investitore di lungo periodo ma, se in tre anni (in due dei quali peraltro i mercati sono cresciuti fortemente) questi sono i risultati, c'e' anche da chiedersi, quali sono i veri interessi perseguiti a monte dai gestori di questo Fondo BN Opportunita'?
In attesa di Vostre cortesi e celeri notizie Vi inviamo distinti saluti.

Risposta ADUC
Possiamo ben immaginare quali possano essere stati gli interessi della banca, ma -se la signora risulta capace d'intendere e di volere, come si presume in assenza di diversa specifica- l'unico modo per ottenere qualcosa sarebbe di dimostrare con prove certe le false dichiarazioni di cui e' stata oggetto, e la mancata consegna degli atti. Se cio' non e' dimostrabile, tutto cio' che rimane e' un contratto chiaro, sottoscritto da una persona nel pieno delle proprie facolta' che -salvo dimostrare (anche in questo caso) un momentaneo momento di instabilita' che abbia consentito all'operatore di raggirare, reiteratamente!!, un soggetto anche solo momentaneamente incapace- ha volontariamente firmato degli atti. Un giudice potrebbe valutare, obiettivamente, che la mancanza di esperienza della signora possa averla resa preda dei convincimenti dell'operatore, ma non potrebbe ammettere che chi ha firmato lo abbia fatto senza prendere chiara coscienza della natura e del contenuto dell'impegno sottoscritto.
Dunque, solo l'elemento di truffa e di raggiro consentirebbe a nostro avviso un'azione e non ci pare cosi' agevole addivenire a simili prove. Pertanto, se l'azione fosse promossa per questioni di principio, tenendo ben a mente che esiste la possibilita' di perdere rovinosamente, puo' valere la pena tentare di far valere le proprie ragioni e dimostrare -o quantomeno invogliare il giudice a valutare taluni aspetti- i risvolti penali rilevabili.
Questo -sulla base di quanto esposto- sarebbe il nostro giudizio: il legale eventualmente adito, potra' valutare gli atti specifici e dire qualcosa di piu'.
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