Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 novembre 1999
13-Nov-99
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Vorrei segnalarVi il comportamento della filiale di Pino Torinese (TO) del SAN PAOLO IMI, comportamento che sta creando non pochi disagi ai correntisti che, a decine, chiudono il conto corrente per spostarlo presso altro istituto di credito. Nel caso di conto corrente con linea di credito (transitoria o meno, cioe' con scadenza ad una data certa o valida fino a revoca), a insindacabile giudizio della direzione, si permettono di bloccare la carta bancomat per, come dire, "pilotare" o meglio "costringere" il cliente al rientro prima delle scadenze pattuite, adottando cosi' un comportamento immotivato e vessatorio.
Mi spiego meglio. Ad esempio, il cliente "A" ha una linea di credito di Lire 20.000.000 con scadenza al 31.12.1999 e il suo conto corrente e' a meno 15.000.000; la banca blocca la carta, senza preavviso e senza che il cliente sfori dal plafond mensile, provocando, a seconda del caso, brutte figure e imbarazzo al possessore il quale, ad esempio, facendo la spesa si trova con una carta bloccata. A questo punto il cliente, imbufalito (credetemi, il paese e' tutto sommato piccolo e di questi episodi se ne registrano a decine), chiede spiegazioni alla banca che risponde che "dovrebbe versare dei soldi" (tenete a mente che, come linea di credito, in base all'esempio in oggetto, il cliente "A" potrebbe ancora prelevare Lire 5.000.000). Il cliente si rifiuta perche' ritiene immotivata la richiesta e richiede la riattivazione della carta bancomat. La banca allora passa la questione all'ufficio legale e scrive dichiarando che "le motivazioni sono inconsistenti" e che "l'art. 2 comma 2 delle norme che regolano il servizio Bancomat prevede la facolta', in qualunque momento, di procedere al blocco della carta, anche senza necessita' di preventivo avviso al titolare".
Le domande a questo punto sono le seguenti:
1) IL cliente ha un fido, dunque ha sottoscritto con la banca un "contratto"; in base a quale norma la banca non permette al cliente di prelevare i soldi del fido?
2) Non si ravvisa, nel fatti sopra elencati, un comportamento vessatorio, per non dire "mafioso", della banca, la quale "pilota", con il ricatto del blocco del bancomat, l'andamento del rientro del cliente contrariamente a quanto previsto nella concessione della linea di credito (se "A" ha un fido di Lire 100.000.000 fino a domani, dovrebbe poter disporre di tale somma fino alla scadenza!!)
3) Le clausole del bancomat non sono da ritenersi "vessatorie" e dunque non valide (in fondo e' un contratto tra due parti; credo che, in un paese civile, una parte debba almeno scrivere all'altra prima di agire).
4) E' possibile una denuncia penale (ritengo sia una forma di "estorsione")
5) E' possibile l'azione, e con quali modalita', presso il giudice di pace, per richiedere la riattivazione della carta bancomat.
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Vorrei segnalarVi il comportamento della filiale di Pino Torinese (TO) del SAN PAOLO IMI, comportamento che sta creando non pochi disagi ai correntisti che, a decine, chiudono il conto corrente per spostarlo presso altro istituto di credito. Nel caso di conto corrente con linea di credito (transitoria o meno, cioe' con scadenza ad una data certa o valida fino a revoca), a insindacabile giudizio della direzione, si permettono di bloccare la carta bancomat per, come dire, "pilotare" o meglio "costringere" il cliente al rientro prima delle scadenze pattuite, adottando cosi' un comportamento immotivato e vessatorio.
Mi spiego meglio. Ad esempio, il cliente "A" ha una linea di credito di Lire 20.000.000 con scadenza al 31.12.1999 e il suo conto corrente e' a meno 15.000.000; la banca blocca la carta, senza preavviso e senza che il cliente sfori dal plafond mensile, provocando, a seconda del caso, brutte figure e imbarazzo al possessore il quale, ad esempio, facendo la spesa si trova con una carta bloccata. A questo punto il cliente, imbufalito (credetemi, il paese e' tutto sommato piccolo e di questi episodi se ne registrano a decine), chiede spiegazioni alla banca che risponde che "dovrebbe versare dei soldi" (tenete a mente che, come linea di credito, in base all'esempio in oggetto, il cliente "A" potrebbe ancora prelevare Lire 5.000.000). Il cliente si rifiuta perche' ritiene immotivata la richiesta e richiede la riattivazione della carta bancomat. La banca allora passa la questione all'ufficio legale e scrive dichiarando che "le motivazioni sono inconsistenti" e che "l'art. 2 comma 2 delle norme che regolano il servizio Bancomat prevede la facolta', in qualunque momento, di procedere al blocco della carta, anche senza necessita' di preventivo avviso al titolare".
Le domande a questo punto sono le seguenti:
1) IL cliente ha un fido, dunque ha sottoscritto con la banca un "contratto"; in base a quale norma la banca non permette al cliente di prelevare i soldi del fido?
2) Non si ravvisa, nel fatti sopra elencati, un comportamento vessatorio, per non dire "mafioso", della banca, la quale "pilota", con il ricatto del blocco del bancomat, l'andamento del rientro del cliente contrariamente a quanto previsto nella concessione della linea di credito (se "A" ha un fido di Lire 100.000.000 fino a domani, dovrebbe poter disporre di tale somma fino alla scadenza!!)
3) Le clausole del bancomat non sono da ritenersi "vessatorie" e dunque non valide (in fondo e' un contratto tra due parti; credo che, in un paese civile, una parte debba almeno scrivere all'altra prima di agire).
4) E' possibile una denuncia penale (ritengo sia una forma di "estorsione")
5) E' possibile l'azione, e con quali modalita', presso il giudice di pace, per richiedere la riattivazione della carta bancomat.
Risposta ADUC
occorre il contratto da lei stipulato, sia relativamente al fido sia relativamente al Bancomat, altrimenti non la possiamo aiutare. Apparentemente l'unica cosa possibile sarebbe di lamentare il mancato avviso del fermo del fido, e valutare quali siano le motivazioni del fermo del Bancomat, per vedere se la motivazione possa essere considerata di tale gravita' da non prevedere l'avviso. E di conseguenza chiedere l'intervento del giudice
In particolare, controlli nel contratto che cautele vengono adottate dalla banca nel momento in cui si raggiunga una determinata percentuale di debito. Inoltre, analizzi le clausole contrattuali che regolano il blocco del Bancomat.
In particolare, controlli nel contratto che cautele vengono adottate dalla banca nel momento in cui si raggiunga una determinata percentuale di debito. Inoltre, analizzi le clausole contrattuali che regolano il blocco del Bancomat.
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