Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 giugno 2001
Domanda 29 giugno 2001
Grottaferrata, 27 giugno 2001
A gennaio 2001 ho ricevuto l'estratto conto delle mie spese sulla carta American Express, sulla quale sono registrate le spese mie e di mia moglie.
Sulla carta di mia moglie e' contabilizzata una spesa di 3,2 milioni presso il Centro Tim di Morena effettuata il 19 dicembre. Verifico con mia moglie che la spesa non e' stata effettuata, e faccio una prima telefonata al Call Center dell'Amex.
Mi risponde un addetto molto gentile che registra i dati, mi spiega che sara' avviata una procedura di routine in caso di contestazione, e mi dice che la somma sara' riaddebitata immediatamente sul mio conto corrente. Tale addebito va pero' inteso in forma provvisoria, perche' nel frattempo loro faranno i loro accertamenti al termine dei quali sara' presa una decisione.
Inizia un "tamburello" di questa cifra successivamente addebitata e riaccreditata sul mio conto varie volte, con alcuni fiori di umorismo da parte di Amex.
In particolare: il 12 febbraio mi scrive S**** dell'Ufficio Clienti dicendo fra le altre cose "... Stiamo effettuando le opportune verifiche ed abbiamo disposto nel frattempo un accredito temporaneo. Siamo tuttavia spiacenti comunicarLe che potrebbero trascorrere fino a 6 settimane prima di avere notizie al riguardo, ma La informeremo non appena in possesso delle delucidazioni richieste";
successivamente mi arriva una lettera con copia dello scontrino con una firma palesemente diversa da quella di mia moglie, con l'informazione che la cifra mi e' stata di nuovo addebitata. Inferocito telefono al Call Center dicendo che non riconosco la firma e che quindi non riesco a capire come possa essere stato effettuato il nuovo addebito. L'addetta del Call Center mi informa di un nuovo giro di valzer (accredito della cifra).
Il 6 giugno arriva a casa mia una telefonata dell'Amex in cui mi si invita perentoriamente a inviare un fax a Brighton con disconoscimento della firma entro il giorno successivo. Io, che di mestiere non sono a disposizione dell'Amex, riesco ad inviare il fax al numero da loro indicato alle 14 del 7 giugno; poiche' la sera dello stesso giorno trovo nella mia segreteria telefonica di casa un messaggio che mi comunica che non e' ancora arrivato niente il giorno successivo invio di nuovo il fax, pregandoli nella cover di darmi comunicazione dell'eventuale ricezione che in ogni caso e' avvenuta nel "Rapporto Risultato Trasmissione".
Nell'estratto conto pervenuto a giugno trovo di nuovo addebitata la cifra.
Il 27 giugno mi giunge una nuova lettera, datata 20 giugno, nella quale Ga*** Responsabile Ufficio Clienti mi dice: "... facciamo riferimento alle nostre telefonate del 6/6/01 e del 7/6/01 con le quali La pregavamo di inviarci documentazione ad oggi non ancora pervenuta. Abbiamo pertanto stornato l'accredito temporaneo precedentemente disposto. Le consigliamo quindi, per una rapida soluzione del problema di trattare con l'esercizio personalmente....".
Chiamo il loro Call Center e, riuscendo ad essere anche urbano, gliene dico di tutti i colori; mi chiedono allora di inviare un nuovo fax con disconoscimento di firma al numero di Roma dell'Amex. Lo faccio il 28, allegando anche copia del fax spedito due volte a Brighton.
Vi chiedo di consigliarmi la linea di azione migliore per riuscire a far riconoscere i miei diritti e per far terminare questo scempio di "tamburello".
Cordiali saluti.

Risposta ADUC
La invitiamo ad inviare una raccomandata A/R, facendo riferimento ai fax reiteratamente inviati su loro consiglio, ed intimando di prendere coscienza del disconoscimento, provvedendo a darne definitiva conferma entro un termine di giorni indicato, passato il quale fara' causa per danni, considerandoli inadempienti -e provvedendo in tal senso.
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