Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 novembre 1999
11-Nov-1999
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Buongiorno,
sono alle prese con lo spinoso problema del cambio di secolo, e vorrei avere un parere circa la seguente problematica:
a carico di chi sono le spese per rendere "Y2K Compliant", ovvero Anno 2000 Compatibili, le applicazioni software e gli archivi da queste generate? Spettano al cliente od al fornitore?
Cercherò di riassumere brevemente il problema di un mio conoscente, per conto del quale sto scrivendo questa lettera:
- il programma in suo possesso è, a detta degli stessi programmatori, incompatibile con il cambio di secolo (gestisce le date in modo scorretto);
- la software house, che incassa annualmente un canone di assistenza, si offre di fornire, dietro pagamento di un'ulteriore esborso, la nuova versione del software e la conversione dei vecchi archivi.
Tuttavia non essendo il Millenium Bug un virus, ma una pecca dovuta ad una scorretta programmazione, che gli addetti ai lavori non potevano non ignorare (visto che per esempio i prodotti Apple sono 2000 compatibili dalla nascita), ci si trova di fronte ad un vero e proprio errore di "fabbricazione".
Detto questo, il problema diventebbe paragonabile a quello della famosa autovettura, che non garantendo la tenuta di strada, la casa costruttrice ha dovuto sostituire.
1. Come deve essere affrontato il problema?
2. In quali modi ci si deve tutelare?
3. In generale, qual'è la posizione italiana in materia di risarcimenti per il Millenium Bug?
Grazie
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Buongiorno,
sono alle prese con lo spinoso problema del cambio di secolo, e vorrei avere un parere circa la seguente problematica:
a carico di chi sono le spese per rendere "Y2K Compliant", ovvero Anno 2000 Compatibili, le applicazioni software e gli archivi da queste generate? Spettano al cliente od al fornitore?
Cercherò di riassumere brevemente il problema di un mio conoscente, per conto del quale sto scrivendo questa lettera:
- il programma in suo possesso è, a detta degli stessi programmatori, incompatibile con il cambio di secolo (gestisce le date in modo scorretto);
- la software house, che incassa annualmente un canone di assistenza, si offre di fornire, dietro pagamento di un'ulteriore esborso, la nuova versione del software e la conversione dei vecchi archivi.
Tuttavia non essendo il Millenium Bug un virus, ma una pecca dovuta ad una scorretta programmazione, che gli addetti ai lavori non potevano non ignorare (visto che per esempio i prodotti Apple sono 2000 compatibili dalla nascita), ci si trova di fronte ad un vero e proprio errore di "fabbricazione".
Detto questo, il problema diventebbe paragonabile a quello della famosa autovettura, che non garantendo la tenuta di strada, la casa costruttrice ha dovuto sostituire.
1. Come deve essere affrontato il problema?
2. In quali modi ci si deve tutelare?
3. In generale, qual'è la posizione italiana in materia di risarcimenti per il Millenium Bug?
Grazie
Risposta ADUC
le alleghiamo la direttiva in merito.
Se comunque questo tipo di contratto di assistenza non prevede questa operazione, la stessa e' a carico del cliente. Non si tratta tanto di un errore di fabbricazione, quanto di un prodotto con determinate caratteristiche che -note sin dall'inizio- non possono essere considerate come un malfunzionamento.
DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 settembre 1999.
( pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 1999, n. 226 )
ADEGUAMENTO DEI SISTEMI INFORMATICI AL CAMBIO DI DATA DELL'ANNO 2000.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto l'art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Considerato che il "problema informatico dell'anno 2000" consiste nell'incapacità di molti programmi e sistemi informatici e computerizzati di utilizzare e gestire correttamente le date successive al 31 dicembre 1999;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 1998 e successive modificazioni ed integrazioni, con il quale, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato istituito il comitato di studio ed indirizzo per l'adeguamento dei sistemi informatici e computerizzati all'anno 2000 "Comitato Anno 2000";
Visto l'art. 19 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
Sentito il Comitato di Ministri di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 luglio 1999, nella seduta dell'8 settembre 1999;
E m a n a la seguente direttiva:
1. Premessa.
Il problema del cambio di data dell'anno 2000 è conosciuto da tempo nel campo dell'informatica (c.d. Millennium Bug) e consiste, come è noto, nell'inidoneità di molti programmi e sistemi informatici e computerizzati ad utilizzare e gestire correttamente le date successive al 31 dicembre 1999. Ciò in quanto già nei primi anni di utilizzazione delle tecnologie dell'informazione il dato relativo all'anno veniva codificato in campi a due cifre, considerando soltanto le due cifre finali dell'anno stesso (per cui il campo "00" veniva inteso come 1900, "01" come 1901 ecc.).
Fin dall'inizio dell'"era informatica" gli esperti del settore erano consapevoli degli inevitabili inconvenienti cui la codifica dell'anno su campi a due cifre avrebbe dato luogo a fine secolo, ma si confidava nel fatto che il progredire delle tecnologie informatiche, ed in particolare la disponibilità di memorie più capienti e meno costose, avrebbe consentito di risolvere adeguatamente il problema.
Peraltro, solo negli anni '90 è stata acquisita piena consapevolezza delle possibili conseguenze derivanti dal mancato adeguamento dei sistemi al cambio di data.
In questo contesto, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 14 dicembre 1998, è stato istituito un apposito organismo, denominato "Comitato Anno 2000", con compiti di studio e di indirizzo in materia.
Successivamente, l'art. 19 della legge 17 maggio 1999, n. 144, ha previsto che tale Comitato possa richiedere dati e informazioni ai soggetti pubblici e privati inerenti lo stato di adeguamento dei sistemi informatici e computerizzati all'anno 2000 e svolgere le necessarie attività di rilevazione e sensibilizzazione. A tal fine la disposizione prevede anche che i comitati provinciali per l'euro, opportunamente integrati - che hanno assunto la denominazione CEP 2000 - collaborino, nell'ambito del sistema delle prefetture, con il Comitato Anno 2000.
Infine, in data 22 luglio 1999, è stato istituito un Comitato di Ministri con il compito di coordinare gli interventi necessari per far fronte ai disagi che potranno verificarsi in conseguenza del cambio di data dell'anno 2000.
2. Continuità ed emergenza.
In tutti i Paesi tecnologicamente avanzati, nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno 1999, si intensificheranno le azioni volte a verificare il definitivo adeguamento dei sistemi informatici e computerizzati. In ogni caso è necessario predisporre i piani di continuità ed emergenza per la gestione delle conseguenze derivanti dai possibili malfunzionamenti, tenendo anche presenti le lineeguida predisposte dal Comitato Anno 2000, disponibili all'indirizzo Internet www.comitatoanno2000.it .
Oltre a garantire la sicurezza delle persone, è necessario che non subiscano interruzioni nè disfunzioni i servizi fondamentali per la collettività. Pertanto le amministrazioni, nell'ambito delle proprie competenze, assumeranno tutte le iniziative necessarie affinché siano assicurate: l'erogazione dei servizi fondamentali quali, ad esempio, energia, telecomunicazioni, poste, distribuzione dei combustibili, distribuzione dell'acqua potabile e per uso industriale, smaltimento dei rifiuti e delle acque, trasporti, sanità, sistema dei pagamenti, finanza e credito, distribuzione alimentare, servizi di emergenza; la sicurezza degli stabilimenti in generale, degli stabilimenti industriali e, in particolar modo, degli stabilimenti che trattano sostanze pericolose; la sicurezza dei luoghi pubblici.
Le amministrazioni, pertanto, predisporranno un piano di continuità ed emergenza teso a garantire la continuità dei servizi fondamentali e la gestione degli imprevisti, nonché a limitare le eventuali conseguenze dannose.
I prefetti coordineranno le attività in sede locale, comprese quelle connesse alla gestione unitaria di eventuali emergenze. A tali fini si avvarranno anche dei comitati provinciali euro 2000 (CEP 2000).
Le amministrazioni assumeranno le opportune iniziative nei confronti degli enti e soggetti vigilati affinché sia assicurato il rispetto degli indirizzi della presente direttiva, che è destinata anche alle regioni e agli enti locali territoriali come possibile contributo alle loro determinazioni in materia, nel rispetto della propria autonomia.
Se comunque questo tipo di contratto di assistenza non prevede questa operazione, la stessa e' a carico del cliente. Non si tratta tanto di un errore di fabbricazione, quanto di un prodotto con determinate caratteristiche che -note sin dall'inizio- non possono essere considerate come un malfunzionamento.
DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 settembre 1999.
( pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 1999, n. 226 )
ADEGUAMENTO DEI SISTEMI INFORMATICI AL CAMBIO DI DATA DELL'ANNO 2000.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto l'art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Considerato che il "problema informatico dell'anno 2000" consiste nell'incapacità di molti programmi e sistemi informatici e computerizzati di utilizzare e gestire correttamente le date successive al 31 dicembre 1999;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 1998 e successive modificazioni ed integrazioni, con il quale, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato istituito il comitato di studio ed indirizzo per l'adeguamento dei sistemi informatici e computerizzati all'anno 2000 "Comitato Anno 2000";
Visto l'art. 19 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
Sentito il Comitato di Ministri di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 luglio 1999, nella seduta dell'8 settembre 1999;
E m a n a la seguente direttiva:
1. Premessa.
Il problema del cambio di data dell'anno 2000 è conosciuto da tempo nel campo dell'informatica (c.d. Millennium Bug) e consiste, come è noto, nell'inidoneità di molti programmi e sistemi informatici e computerizzati ad utilizzare e gestire correttamente le date successive al 31 dicembre 1999. Ciò in quanto già nei primi anni di utilizzazione delle tecnologie dell'informazione il dato relativo all'anno veniva codificato in campi a due cifre, considerando soltanto le due cifre finali dell'anno stesso (per cui il campo "00" veniva inteso come 1900, "01" come 1901 ecc.).
Fin dall'inizio dell'"era informatica" gli esperti del settore erano consapevoli degli inevitabili inconvenienti cui la codifica dell'anno su campi a due cifre avrebbe dato luogo a fine secolo, ma si confidava nel fatto che il progredire delle tecnologie informatiche, ed in particolare la disponibilità di memorie più capienti e meno costose, avrebbe consentito di risolvere adeguatamente il problema.
Peraltro, solo negli anni '90 è stata acquisita piena consapevolezza delle possibili conseguenze derivanti dal mancato adeguamento dei sistemi al cambio di data.
In questo contesto, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 14 dicembre 1998, è stato istituito un apposito organismo, denominato "Comitato Anno 2000", con compiti di studio e di indirizzo in materia.
Successivamente, l'art. 19 della legge 17 maggio 1999, n. 144, ha previsto che tale Comitato possa richiedere dati e informazioni ai soggetti pubblici e privati inerenti lo stato di adeguamento dei sistemi informatici e computerizzati all'anno 2000 e svolgere le necessarie attività di rilevazione e sensibilizzazione. A tal fine la disposizione prevede anche che i comitati provinciali per l'euro, opportunamente integrati - che hanno assunto la denominazione CEP 2000 - collaborino, nell'ambito del sistema delle prefetture, con il Comitato Anno 2000.
Infine, in data 22 luglio 1999, è stato istituito un Comitato di Ministri con il compito di coordinare gli interventi necessari per far fronte ai disagi che potranno verificarsi in conseguenza del cambio di data dell'anno 2000.
2. Continuità ed emergenza.
In tutti i Paesi tecnologicamente avanzati, nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno 1999, si intensificheranno le azioni volte a verificare il definitivo adeguamento dei sistemi informatici e computerizzati. In ogni caso è necessario predisporre i piani di continuità ed emergenza per la gestione delle conseguenze derivanti dai possibili malfunzionamenti, tenendo anche presenti le lineeguida predisposte dal Comitato Anno 2000, disponibili all'indirizzo Internet www.comitatoanno2000.it .
Oltre a garantire la sicurezza delle persone, è necessario che non subiscano interruzioni nè disfunzioni i servizi fondamentali per la collettività. Pertanto le amministrazioni, nell'ambito delle proprie competenze, assumeranno tutte le iniziative necessarie affinché siano assicurate: l'erogazione dei servizi fondamentali quali, ad esempio, energia, telecomunicazioni, poste, distribuzione dei combustibili, distribuzione dell'acqua potabile e per uso industriale, smaltimento dei rifiuti e delle acque, trasporti, sanità, sistema dei pagamenti, finanza e credito, distribuzione alimentare, servizi di emergenza; la sicurezza degli stabilimenti in generale, degli stabilimenti industriali e, in particolar modo, degli stabilimenti che trattano sostanze pericolose; la sicurezza dei luoghi pubblici.
Le amministrazioni, pertanto, predisporranno un piano di continuità ed emergenza teso a garantire la continuità dei servizi fondamentali e la gestione degli imprevisti, nonché a limitare le eventuali conseguenze dannose.
I prefetti coordineranno le attività in sede locale, comprese quelle connesse alla gestione unitaria di eventuali emergenze. A tali fini si avvarranno anche dei comitati provinciali euro 2000 (CEP 2000).
Le amministrazioni assumeranno le opportune iniziative nei confronti degli enti e soggetti vigilati affinché sia assicurato il rispetto degli indirizzi della presente direttiva, che è destinata anche alle regioni e agli enti locali territoriali come possibile contributo alle loro determinazioni in materia, nel rispetto della propria autonomia.
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