Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 giugno 2001
Abito in periferia di Trieste, in un rione composto per la maggior parte da casette private, alcuni condomini e terreni adibiti a campagna. Ho finito di costruire la mia abitazione e conseguentemente sono venuto ad abitarci nel 1982.
Di fronte alla mia casa (e al mio giardino) c'e' un condominio con vari appartamenti; al piano terra c'e' un vano adibito a caldaia. Fino al 1989, questa caldaia funzionava a gasolio, era parecchio rumorosa ma andava in moto saltuariamente. Poi e' stata modificata per funzionare a metano. Il rumore e' rimasto ma la frequenza di accensione della caldaia e' aumentata notevolmente (visto che oltre che a riscaldare d'inverno, svolge pure la funzione di boiler per l'acqua).
La distanza tra la caldaia e la mia camera da letto, in linea d'aria, e' di circa 20 m.; la mia camera e' provvista di una finestra con doppio vetro. Devo dirLe che, nonostante il doppio vetro ed il role' tirato giu', quando la caldaia va in moto di notte, il rumore seppur minimo, lo si percepisce. D'inverno la caldaia va in moto quasi ininterrottamente di giorno (ad intervalli di circa 5 minuti), mentre di notte ogni 15-20 minuti. D'estate la frequenza di accensione diminuisce, ma quelle 10-12 volte per notte la caldaia va in moto comunque. La mia stanza da letto, per la sua posizione, e' contro sole tutto il pomeriggio e conseguentemente la temperatura media estiva nottura supera quasi sempre i 30°C; per questo motivo sono praticamente obbligato a dormire con le finestre aperte, visto che oltretutto, non posso installare un condizionatore perche' non mi fa molto bene alla salute.
Il rumore della caldaia e' simile alla ventola di un'automobile, accompagnata da un leggero e fastidioso fischio. Ho parlato con il capocasa, il quale mi ha detto che se voglio eliminare il rumore, devo pagarmi i lavori, perche' a lui non danno fastidio (per forza, abita ben lontano dalla caldaia); ho contattato l'amministratore, il quale mi ha risposto che devo dimostrare che i rumori esistono. Allora ho chiamato un operatore dell'A.S.L. locale, il quale e' venuto a fare un'ispezione. Mi ha detto che effettivamente il rumore esterno e' abbastanza alto e che probabilmente il leggero fischio e' dovuto all'usura dei cuscinetti, ma ha concluso che non e' il caso di rilevare il rumore con un fonometro, perche' la registrazione deve per legge avvenire all'interno della mia stanza con le finestre chiuse e che quindi sicuramente non si riesce a superare il limite della soglia in vigore per intervenire.
Cio' nonostante, io devo subirmi oltre che di giorno, pure di notte questo fastidioso rumore, che mi disturba il riposo e a volte mi impedisce di prender sonno, visto che di notte in questa zona di periferia, regna il silenzio e quindi ogni rumore si sente notevolmente "amplificato". So che dalle 23 alle 7 vige l'orario di riposo; purtroppo durante questo periodo io non posso riposare; so anche che al superamento dei 5°C esterni, la caldaia non dovrebbe andar in moto di notte (perche' cosi' e' segnalato sulla tabella apposta all'esterno del vano); so che pure d'inverno, durante certi orari predefiniti, la caldaia dovrebbe rimaner spenta: purtroppo non e' cosi'.
Il vicino che abita dietro a casa mia, mi ha confermato che d'estate pure lui sente quel rumore.
Chiedo per cortesia, di darmi un consiglio su come procedere. Chiedo inoltre: per legge, quante ore puo' andare al massimo in moto una caldaia giornalmente?
Con i migliori saluti e grazie.
Di fronte alla mia casa (e al mio giardino) c'e' un condominio con vari appartamenti; al piano terra c'e' un vano adibito a caldaia. Fino al 1989, questa caldaia funzionava a gasolio, era parecchio rumorosa ma andava in moto saltuariamente. Poi e' stata modificata per funzionare a metano. Il rumore e' rimasto ma la frequenza di accensione della caldaia e' aumentata notevolmente (visto che oltre che a riscaldare d'inverno, svolge pure la funzione di boiler per l'acqua).
La distanza tra la caldaia e la mia camera da letto, in linea d'aria, e' di circa 20 m.; la mia camera e' provvista di una finestra con doppio vetro. Devo dirLe che, nonostante il doppio vetro ed il role' tirato giu', quando la caldaia va in moto di notte, il rumore seppur minimo, lo si percepisce. D'inverno la caldaia va in moto quasi ininterrottamente di giorno (ad intervalli di circa 5 minuti), mentre di notte ogni 15-20 minuti. D'estate la frequenza di accensione diminuisce, ma quelle 10-12 volte per notte la caldaia va in moto comunque. La mia stanza da letto, per la sua posizione, e' contro sole tutto il pomeriggio e conseguentemente la temperatura media estiva nottura supera quasi sempre i 30°C; per questo motivo sono praticamente obbligato a dormire con le finestre aperte, visto che oltretutto, non posso installare un condizionatore perche' non mi fa molto bene alla salute.
Il rumore della caldaia e' simile alla ventola di un'automobile, accompagnata da un leggero e fastidioso fischio. Ho parlato con il capocasa, il quale mi ha detto che se voglio eliminare il rumore, devo pagarmi i lavori, perche' a lui non danno fastidio (per forza, abita ben lontano dalla caldaia); ho contattato l'amministratore, il quale mi ha risposto che devo dimostrare che i rumori esistono. Allora ho chiamato un operatore dell'A.S.L. locale, il quale e' venuto a fare un'ispezione. Mi ha detto che effettivamente il rumore esterno e' abbastanza alto e che probabilmente il leggero fischio e' dovuto all'usura dei cuscinetti, ma ha concluso che non e' il caso di rilevare il rumore con un fonometro, perche' la registrazione deve per legge avvenire all'interno della mia stanza con le finestre chiuse e che quindi sicuramente non si riesce a superare il limite della soglia in vigore per intervenire.
Cio' nonostante, io devo subirmi oltre che di giorno, pure di notte questo fastidioso rumore, che mi disturba il riposo e a volte mi impedisce di prender sonno, visto che di notte in questa zona di periferia, regna il silenzio e quindi ogni rumore si sente notevolmente "amplificato". So che dalle 23 alle 7 vige l'orario di riposo; purtroppo durante questo periodo io non posso riposare; so anche che al superamento dei 5°C esterni, la caldaia non dovrebbe andar in moto di notte (perche' cosi' e' segnalato sulla tabella apposta all'esterno del vano); so che pure d'inverno, durante certi orari predefiniti, la caldaia dovrebbe rimaner spenta: purtroppo non e' cosi'.
Il vicino che abita dietro a casa mia, mi ha confermato che d'estate pure lui sente quel rumore.
Chiedo per cortesia, di darmi un consiglio su come procedere. Chiedo inoltre: per legge, quante ore puo' andare al massimo in moto una caldaia giornalmente?
Con i migliori saluti e grazie.
Risposta ADUC
Per quanto concerne gli orari del riscaldamento, le disposizioni variano a livello comunale. Come norme di legge (e dunque con riferimento "quadro" per le norme locali), ci sono dei minimi e dei massimi prestabiliti che puo' trovare alla seguente pagina: clicca qui ed in particolare, il DPR n. 412/93 http://www.caldaiasicura.it/412.htm
per i rilievi, consigliamo di richiedere l'intervento dei vigili (hanno un'unita' specifica). Il rilevamento dei rumori deve avvenire, generalmente, sia a finestre chiuse che aperte -e sia di giorno che di notte, con limiti diversi (variabili a seconda del tipo di zona del Comune). Consigliamo pertanto di verificare, presso il Comune, la normativa vigente e conseguentemente chiedere il loro intervento.
Dall'esito del rilevamento, potra' contestare direttamente nei confronti dell'amministratore e del proprietario, se lo conosce, inviando una raccomandata A/R, chiedendo che si adegui a quanto rilevato, dettando il termine di 15 giorni per provvedervi, specificando che in difetto adira' le vie legali. Nel senso che si rechera' dal Giudice di Pace, inizialmente per una conciliazione.
per i rilievi, consigliamo di richiedere l'intervento dei vigili (hanno un'unita' specifica). Il rilevamento dei rumori deve avvenire, generalmente, sia a finestre chiuse che aperte -e sia di giorno che di notte, con limiti diversi (variabili a seconda del tipo di zona del Comune). Consigliamo pertanto di verificare, presso il Comune, la normativa vigente e conseguentemente chiedere il loro intervento.
Dall'esito del rilevamento, potra' contestare direttamente nei confronti dell'amministratore e del proprietario, se lo conosce, inviando una raccomandata A/R, chiedendo che si adegui a quanto rilevato, dettando il termine di 15 giorni per provvedervi, specificando che in difetto adira' le vie legali. Nel senso che si rechera' dal Giudice di Pace, inizialmente per una conciliazione.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti