Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 giugno 2001
Domanda 19 giugno 2001
Oggi sono stato alla Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, sede di Roma, viale Manzoni. Dovevo incassare un assegno bancario ordinario di 3.300.000 lire a mio nome, emesso da una mia amica, correntista di quella banca con conto presso quella agenzia. Ho fornito due documenti di identita', passaporto e carta di identita', ho mostrato le mie carte di credito, ho chiesto di telefonare alla correntista in questione. Niente da fare. Il direttore non ha voluto pagare l'assegno, dichiarando che dovevo essere riconosciuto e garantito da persona di loro fiducia.
Vorrei denunciare questo direttore per omissione di atti di ufficio o qualcos'altro. Posso? Cosa posso fare, altrimenti e come?
Vi ringrazio dell'assistenza.
Distinti saluti.

Risposta ADUC
La banca, in questo modo, tutela solamente i propri clienti (e se stessa, di fronte al cliente). I documenti presentati potrebbero anche essere falsi, e quindi dell'indebito pagamento ne risponderebbero loro: il cassiere puo' anche essere invogliato, per cifre basse, a rischiare, ma non lo si puo' pretendere.
La soluzione e' recarsi in banca con la persona che ha emesso l'assegno, oppure farsi pagare dalla stessa in contanti, o depositarlo nel proprio conto o quello di una persona di fiducia, oppure recarsi con un notaio in banca od essere conosciuto da un correntista o da un impiegato.
Potremmo concordare con lei per l'eccesso di scrupolo, in quanto con una telefonata poteva essere risolto il problema, ma non si puo' con questo ritenere il comportamento errato, ne' raro.
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