Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 giugno 2001
Nello scorso anno l'assemblea dei condomini ha deliberato all'unanimita' lavori di restauro e di ristrutturazione dell'edificio affidando i lavori ad un'impresa con un contratto per "lavori in economia".
Durante l'esecuzione dei lavori, iniziati a luglio 2000, sono stati effettuati interventi in parti dell'edificio di pertinenza esclusiva di alcuni condomini (es. lastrici solari, terrazze a livello)
Il direttore dei lavori nella sua relazione tecnica aveva preventivato una presa di 40.000.000 per il restauro delle parti condominiali.
Nel mese di ottobre a lavori ancora in corso, durante un'assemblea, alcuni condomini hanno chiesto espressamente al direttore dei lavori se le spese effettuate e da effettuare per il completamento dei lavori fossero in linea con il preventivo ricevendone piena assicurazione.
A distanza di pochi giorni, alla fine di ottobre e inizi di novembre, il direttore dei lavori comunica che il costo dei lavori effettuati ammontava a circa il triplo di quello preventivato (circa 120.000.000) e alla fine di novembre chiudeva il cantiere per mancanza di fondi autorizzando la ditta appaltatrice ad effettuare lavori di pertinenza esclusiva di un condomino salvo imputare la spesa di altri lavori non debitamente definiti ed effettuati in dicembre 2000, gennaio 2001 e febbraio 2001 a tutti i condomini.
Alla richiesta presentata ad ottobre 2000 di presentare un rendiconto, il direttore tecnico, dopo sei mesi (marzo 2001), presenta una dettagliata rendicontazione relativa al costo dei materiali impiegati e al costo della manodopera effettuando una ripartizione dalla quale non si evince con chiarezza quali spese sono imputabili alle parti condominiali (intonaci esteni, balconi, parapetti e parti comuni) e quali quelle imputabili a parti esclusive (lastrici solari, terrazze a livello, intonaci della parte interna dei parapetti dei balconi).
Alle ripetute richieste di avere una ripartizione piu' leggibile e comprensibile il direttore tecnico ha risposto disertando le assemblee condominiali e mandando a dire che avrebbe dato informazioni a voce ai singoli condomini che fossero andati a trovarlo nel suo studio.
A lavori fermi e non ancora ultimati scartata a maggioranza dei condomini l'ipotesi di un accertamento preventivo giudiziale in presenza di un contratto in economia e in assenza di un contratto a cottimo e' legittimo non effettuare la ripartizione cosi' come prevede il codice civile?
Come puo' tutelarsi il singolo condomino rispetto ad un'assemblea che maggioritariamente accetta la ripartizione cosi' come e' stata presentata?
Quale azione legale e' proponibile nei confronti dell'amministratore, dell'assemblea e del tecnico incaricato della direzione dei lavori?
Mi scuso per la lunghezza della richiesta nella speranza che possa essere stata chiara la questione.
Certo di uva Vostra cortese risposta Vi invio cordiali saluti.
Durante l'esecuzione dei lavori, iniziati a luglio 2000, sono stati effettuati interventi in parti dell'edificio di pertinenza esclusiva di alcuni condomini (es. lastrici solari, terrazze a livello)
Il direttore dei lavori nella sua relazione tecnica aveva preventivato una presa di 40.000.000 per il restauro delle parti condominiali.
Nel mese di ottobre a lavori ancora in corso, durante un'assemblea, alcuni condomini hanno chiesto espressamente al direttore dei lavori se le spese effettuate e da effettuare per il completamento dei lavori fossero in linea con il preventivo ricevendone piena assicurazione.
A distanza di pochi giorni, alla fine di ottobre e inizi di novembre, il direttore dei lavori comunica che il costo dei lavori effettuati ammontava a circa il triplo di quello preventivato (circa 120.000.000) e alla fine di novembre chiudeva il cantiere per mancanza di fondi autorizzando la ditta appaltatrice ad effettuare lavori di pertinenza esclusiva di un condomino salvo imputare la spesa di altri lavori non debitamente definiti ed effettuati in dicembre 2000, gennaio 2001 e febbraio 2001 a tutti i condomini.
Alla richiesta presentata ad ottobre 2000 di presentare un rendiconto, il direttore tecnico, dopo sei mesi (marzo 2001), presenta una dettagliata rendicontazione relativa al costo dei materiali impiegati e al costo della manodopera effettuando una ripartizione dalla quale non si evince con chiarezza quali spese sono imputabili alle parti condominiali (intonaci esteni, balconi, parapetti e parti comuni) e quali quelle imputabili a parti esclusive (lastrici solari, terrazze a livello, intonaci della parte interna dei parapetti dei balconi).
Alle ripetute richieste di avere una ripartizione piu' leggibile e comprensibile il direttore tecnico ha risposto disertando le assemblee condominiali e mandando a dire che avrebbe dato informazioni a voce ai singoli condomini che fossero andati a trovarlo nel suo studio.
A lavori fermi e non ancora ultimati scartata a maggioranza dei condomini l'ipotesi di un accertamento preventivo giudiziale in presenza di un contratto in economia e in assenza di un contratto a cottimo e' legittimo non effettuare la ripartizione cosi' come prevede il codice civile?
Come puo' tutelarsi il singolo condomino rispetto ad un'assemblea che maggioritariamente accetta la ripartizione cosi' come e' stata presentata?
Quale azione legale e' proponibile nei confronti dell'amministratore, dell'assemblea e del tecnico incaricato della direzione dei lavori?
Mi scuso per la lunghezza della richiesta nella speranza che possa essere stata chiara la questione.
Certo di uva Vostra cortese risposta Vi invio cordiali saluti.
Risposta ADUC
Si rileva che a fronte di una simile differenza tra lavori preventivati e quelli eseguiti, sarebbe stato necessario convocare l'assemblea per deliberare in merito, e chiedere l'autorizzazione per la prosecuzione dei lavori, giustificando (ad ogni modo) l'errore di valutazione iniziale, spiegando come siano stati rilevati elementi non precedentemente desumibili.
Ovviamente, avete diritto ad avere un dettaglio chiaro e specifico dei lavori eseguiti: se l'amministratore non riesce a ottenerlo, e' legittimo contestare e, se necessario, adire le vie legali: la richiesta formale al direttore dei lavori deve essere effettuata tramite raccomandata A/R, intimando di provvedere al dettaglio, mettendolo a disposizione, entro 15gg. dal ricevimento della stessa, avvisando che in difetto saranno presi i dovuti provvedimenti.
Ovviamente, avete diritto ad avere un dettaglio chiaro e specifico dei lavori eseguiti: se l'amministratore non riesce a ottenerlo, e' legittimo contestare e, se necessario, adire le vie legali: la richiesta formale al direttore dei lavori deve essere effettuata tramite raccomandata A/R, intimando di provvedere al dettaglio, mettendolo a disposizione, entro 15gg. dal ricevimento della stessa, avvisando che in difetto saranno presi i dovuti provvedimenti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti