Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 giugno 2001
Avrebbe dovuto pagare alle scadenze previste da contratto, anche utilizzando bollettini postali semplici: non avendolo fatto, rischia di dover pagare anche le sanzioni. Almeno, per provare a tutelarsi, senza che sia giustificata l'omissione del pagamento in quanto tale, puo' inviare una raccomandata A/R in cui fa presente il motivo del mancato pagamento, addebitando loro la colpa del mancato invio e contestualmente ingiungendo di inviare i bollettini nonche' diffidandoli dall'applicare indebiti ed immotivati aggravi.
Per cio' che concerne l'aumento, se non le e' stato comunicato nelle forme e nei termini contrattualmente indicati, puo' recedere (sempre tramite raccomandata A/R, evidenziando la loro violazione), altrimenti, no.
Per cio' che concerne l'aumento, se non le e' stato comunicato nelle forme e nei termini contrattualmente indicati, puo' recedere (sempre tramite raccomandata A/R, evidenziando la loro violazione), altrimenti, no.
Risposta ADUC
Come da Vs. gentile richiesta Vi copiamo la lettera della Tim.
"Ogg. richiesta risarcimento danni"
Egregi Signori,
ci riferiamo con la presente a quanto accaduto in data 16.05.2001, quando senza alcun preavviso, 9 persone della ns. azienda si sono trovate con il cellulare disabilitato alle telefonate in uscita.
Comprendere cosa era successo e’ stata una vera Odissea, che riassumiamo di seguito:
- h. 08.00 - ci accorgiamo che i telefoni sono disabilitati
- h. 08.30 - l'ufficio amministrativo chiama il numero verde per chiedere spiegazioni.
Dopo 3 tentativi, ognuno con attesa di 10-15 minuti, l'operatore ci comunica che la situazione pagamenti e' regolare, e quindi potrebbe essere un problema tecnico; prende nota del numero telefonico e promette di richiamare a breve.
- h. 10.00 - non ricevendo risposta e con l'urgenza di riattivare quelli che per noi sono indispensabili strumenti di lavoro, cerchiamo altre strade e chiamiamo il numero di Bologna per cercare di parlare con un responsabile e non con un call-center. Da detto ufficio di Bologna ci informano che il responsabile e' in riunione fino alle ore 13.00. - h. 13.00 - Dallo stesso ufficio ci informano che il responsabile in realta' e' in ferie e ci danno finalmente un altro nominativo dell'ufficio amministrazione da contattare dopo le 14.00.
- h. 14.00 - Dopo 22 minuti di tentativi riusciamo a parlare con l'ufficio amministrativo e precisamneta con la Sig.ra **** **** che ci informa che il pagamento da noi effettuato il 26 aprile non era stato registrato e informano che entro sera o il mattino successivo riabiliteranno il servizio. Cionostante la Sig.ra **** chiede copia via fax della contabile di pagamento. Pur trovando paradossale il fatto di dover dimostrare di aver effettuato un pagamento che pure agli operatori a terminale risultava gia' regolare, (oltre al danno la beffa) inviamo immediatamente il fax pur di accelerare la riattivazione del servizio.
La riattivazione avviene solo il mattino successivo. Come gia’ comunicatoVi telefonicamente, Vi precisiamo con la presente che, a causa della Vs. immotivata sospensione del servizio, avvenuta peraltro senza alcun preavviso, la ns. azienda ha subito ingenti danni fra cui perdita di immagine di fronte a potenziali clienti in visita presso la ns. sede, mancato rispetto di impegni di lavoro, disagio e perdita di immagine di chi si trovava all'estero e non solo non ha potuto chiamare, ma neppure ricevere telefonate, ore lavorative del personale amministrativo che ha dovuto dedicarsi a questa vicenda, anziche’ al proprio lavoro, e questo in un periodo di elaborazione dei bilanci.
Siamo pertanto con la presente a richiederVi un risarcimento di danni forfettario di Lit. 50.000.000 (cinquanta milioni) da effettuare con versamento sul ns. c/c 40088405 sulla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza fil. San Lazzaro di Savena abi 6230 cab 37070 entro 15 (quindici) giorni dal ricevimento della presente.
La presente vale quale messa in mora ai sensi dell'ex art.1219 del c.c., pertanto, trascorso infruttuosamente detto termine provvederemo – senza ulteriore preavviso - a tutelare i nostri interessi nelle opportune sedi.
Distinti Saluti.
"Ogg. richiesta risarcimento danni"
Egregi Signori,
ci riferiamo con la presente a quanto accaduto in data 16.05.2001, quando senza alcun preavviso, 9 persone della ns. azienda si sono trovate con il cellulare disabilitato alle telefonate in uscita.
Comprendere cosa era successo e’ stata una vera Odissea, che riassumiamo di seguito:
- h. 08.00 - ci accorgiamo che i telefoni sono disabilitati
- h. 08.30 - l'ufficio amministrativo chiama il numero verde per chiedere spiegazioni.
Dopo 3 tentativi, ognuno con attesa di 10-15 minuti, l'operatore ci comunica che la situazione pagamenti e' regolare, e quindi potrebbe essere un problema tecnico; prende nota del numero telefonico e promette di richiamare a breve.
- h. 10.00 - non ricevendo risposta e con l'urgenza di riattivare quelli che per noi sono indispensabili strumenti di lavoro, cerchiamo altre strade e chiamiamo il numero di Bologna per cercare di parlare con un responsabile e non con un call-center. Da detto ufficio di Bologna ci informano che il responsabile e' in riunione fino alle ore 13.00. - h. 13.00 - Dallo stesso ufficio ci informano che il responsabile in realta' e' in ferie e ci danno finalmente un altro nominativo dell'ufficio amministrazione da contattare dopo le 14.00.
- h. 14.00 - Dopo 22 minuti di tentativi riusciamo a parlare con l'ufficio amministrativo e precisamneta con la Sig.ra **** **** che ci informa che il pagamento da noi effettuato il 26 aprile non era stato registrato e informano che entro sera o il mattino successivo riabiliteranno il servizio. Cionostante la Sig.ra **** chiede copia via fax della contabile di pagamento. Pur trovando paradossale il fatto di dover dimostrare di aver effettuato un pagamento che pure agli operatori a terminale risultava gia' regolare, (oltre al danno la beffa) inviamo immediatamente il fax pur di accelerare la riattivazione del servizio.
La riattivazione avviene solo il mattino successivo. Come gia’ comunicatoVi telefonicamente, Vi precisiamo con la presente che, a causa della Vs. immotivata sospensione del servizio, avvenuta peraltro senza alcun preavviso, la ns. azienda ha subito ingenti danni fra cui perdita di immagine di fronte a potenziali clienti in visita presso la ns. sede, mancato rispetto di impegni di lavoro, disagio e perdita di immagine di chi si trovava all'estero e non solo non ha potuto chiamare, ma neppure ricevere telefonate, ore lavorative del personale amministrativo che ha dovuto dedicarsi a questa vicenda, anziche’ al proprio lavoro, e questo in un periodo di elaborazione dei bilanci.
Siamo pertanto con la presente a richiederVi un risarcimento di danni forfettario di Lit. 50.000.000 (cinquanta milioni) da effettuare con versamento sul ns. c/c 40088405 sulla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza fil. San Lazzaro di Savena abi 6230 cab 37070 entro 15 (quindici) giorni dal ricevimento della presente.
La presente vale quale messa in mora ai sensi dell'ex art.1219 del c.c., pertanto, trascorso infruttuosamente detto termine provvederemo – senza ulteriore preavviso - a tutelare i nostri interessi nelle opportune sedi.
Distinti Saluti.
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