Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 giugno 2001
Sono un utente della ASM di Pavia che utilizza il gas Metano da questa distribuito, sia per riscaldamento e acqua calda che per cucina.
Come posso far valere i miei diritti (vedi articolo del giorno sotto riportato) per il futuro ed ottenere un rimborso per i consumi del passato?
Grazie e saluti.
"Gas, gonfiate le bollette per la cucina
PAVIA- Bollette del gas "gonfiate"? Polemiche a Pavia per l'aliquota Iva applicata dall'Asm per il metano. Con un 10 per cento che i pavesi continuano a pagare ma che potrebbero risparmiare. La questione e' tutt'altro che semplice ed e' stata sollevata dal capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, Giampaolo Chirichelli, grazie anche alle sue competenze professionali di commercialista.
Forse in pochi ci fanno caso, ma nelle bollette del gas metano l'Asm applica regolarmente l'aliquota Iva del 20 per cento. Una percentuale corretta per il gas utilizzato per il riscaldamento, ma per quello usato per cucinare i cittadini potrebbero pagare un'aliquota Iva del 10 per cento, esattamente la meta'. Dunque i soldi che i pavesi sborsano in piu' non finiscono neppure nelle casse dell'Asm, ma del fisco.
"Abbiamo proposto all'Asm - dice Chirichelli - di rispettare le normative i vigore e far risparmiare alle famiglie pavesi una cifra che si puo' ipotizzare mediamente sulle 300mila lire all'anno".
- Ma come fare per distinguere il consumo del gas usato per cucinare da quello utilizzato per il riscaldamento?
"Sarebbe sufficiente - risponde Chirichelli - l'installazione di un secondo contatore, per poter cosi' distinguere i due tipi di consumo di gas, visto che implicano un'aliquota Iva differente. Trovo assurdo pagare il doppio del dovuto. E penso che alle famiglie pavesi sarebbe ben accetto anche pagare di tasca propria le spese d'installazione del secondo contatore. Cosi' all'Asm l'operazione non costerebbe nulla e il cittadino, pagato una sola volta il costo del doppio contatore, risparmierebbe ogni anno".
- Ma le normative non sono neppure entrate in vigore da pochissimo, dunque i pavesi hanno pagato piu' del necessario per anni? "Purtroppo si' - conferma Chirichelli - e ci sarebbero anche i termini per un ricorso al Tar. Ma i ricorsi richiedono tempo e non sempre poi si arriva a una soluzione. A mio avviso l'importante e' che al piu' presto l'Asm intervenga per far almeno cessare questo assurdo esborso aggiuntivo a vantaggio del fisco".
Come posso far valere i miei diritti (vedi articolo del giorno sotto riportato) per il futuro ed ottenere un rimborso per i consumi del passato?
Grazie e saluti.
"Gas, gonfiate le bollette per la cucina
PAVIA- Bollette del gas "gonfiate"? Polemiche a Pavia per l'aliquota Iva applicata dall'Asm per il metano. Con un 10 per cento che i pavesi continuano a pagare ma che potrebbero risparmiare. La questione e' tutt'altro che semplice ed e' stata sollevata dal capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, Giampaolo Chirichelli, grazie anche alle sue competenze professionali di commercialista.
Forse in pochi ci fanno caso, ma nelle bollette del gas metano l'Asm applica regolarmente l'aliquota Iva del 20 per cento. Una percentuale corretta per il gas utilizzato per il riscaldamento, ma per quello usato per cucinare i cittadini potrebbero pagare un'aliquota Iva del 10 per cento, esattamente la meta'. Dunque i soldi che i pavesi sborsano in piu' non finiscono neppure nelle casse dell'Asm, ma del fisco.
"Abbiamo proposto all'Asm - dice Chirichelli - di rispettare le normative i vigore e far risparmiare alle famiglie pavesi una cifra che si puo' ipotizzare mediamente sulle 300mila lire all'anno".
- Ma come fare per distinguere il consumo del gas usato per cucinare da quello utilizzato per il riscaldamento?
"Sarebbe sufficiente - risponde Chirichelli - l'installazione di un secondo contatore, per poter cosi' distinguere i due tipi di consumo di gas, visto che implicano un'aliquota Iva differente. Trovo assurdo pagare il doppio del dovuto. E penso che alle famiglie pavesi sarebbe ben accetto anche pagare di tasca propria le spese d'installazione del secondo contatore. Cosi' all'Asm l'operazione non costerebbe nulla e il cittadino, pagato una sola volta il costo del doppio contatore, risparmierebbe ogni anno".
- Ma le normative non sono neppure entrate in vigore da pochissimo, dunque i pavesi hanno pagato piu' del necessario per anni? "Purtroppo si' - conferma Chirichelli - e ci sarebbero anche i termini per un ricorso al Tar. Ma i ricorsi richiedono tempo e non sempre poi si arriva a una soluzione. A mio avviso l'importante e' che al piu' presto l'Asm intervenga per far almeno cessare questo assurdo esborso aggiuntivo a vantaggio del fisco".
Risposta ADUC
La proposta da adottare e' quella del consigliere citato: un secondo contatore.
L'aliquota al 10% e' adattabile solo se l'uso sia per cucina. Nei casi di uso promiscuo, viene mantenuta l'aliquota al 20% (in qualche caso, viene proposta una suddivisione arbitraria, non soddisfacente).
Non ci pare che vi si possa ravvisare un obbligo all'installazione del secondo contatore ed alla conseguente stipula di contratti separati: l'accordo potra' essere trovato da parte del Comune nei confronti del gestore, anche avvalendosi dell'ausilio del Difensore civico.
L'aliquota al 10% e' adattabile solo se l'uso sia per cucina. Nei casi di uso promiscuo, viene mantenuta l'aliquota al 20% (in qualche caso, viene proposta una suddivisione arbitraria, non soddisfacente).
Non ci pare che vi si possa ravvisare un obbligo all'installazione del secondo contatore ed alla conseguente stipula di contratti separati: l'accordo potra' essere trovato da parte del Comune nei confronti del gestore, anche avvalendosi dell'ausilio del Difensore civico.
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