Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 maggio 2001
Domanda 30 maggio 2001
Come di consueto mi sono recata dalla pettinatrice chiedendo una normale piega con relativo impacco per ammorbidire i capelli tinti e renderli un po' piu' lisci, in seguito alla prestazione ho iniziato ad accusare una sensazione di bruciore e prurito al mio ritorno a casa mi sono accorta di avere una cute rossa, appiccicaticcia spaventata sono ritornata dalla pettinatrice esponendole il danno causato, per cercare di riparare l'accaduto mi risistema la capigliature con scarsi risultati, dicendomi che non era niente di grave, mi congeda regalandomi 7 sedute presso il suo salone.
Purtroppo nella stessa sera ho iniziato ad accorgermi che i capelli cominciavano a cadere.
Ad oggi ho subito la quasi totale perdita dei capelli, nella diagnosi dermatologica non si sa' se i capelli ricresceranno in modo totale o parziale, cosa che si potra' stabilire col tempo.
Il mio lavoro mi porta ad avere contatti con persone e' pertanto e' ancora maggiore il mio disagio, tutto cio' si ripercuote in modo molto negativo verso quello che mi circonda, affetti e rapporti sociali compresi, disagio che si manifesta con una completa apatia e non voglia di vivere in quanto non mi sento piu' quella di prima.
Vi chiedo gentilmente come comportarmi e come intervenire per far valere i miei diritti resto nella attesa di un Vostro consiglio abbastanza urgente.
Grazie e saluti.

Risposta ADUC
E'' piu' che comprensibile che sia scossa. Tuttavia e' difficile che sia veramente un danno permanente, e con un po' di pazienza e qualche accorgimento potra' risolvere il problema: ovviamente se nella miscela non sono finite sostanze anomale (che non si capisce come potrebbero essersi arrivate).
Potendo dimostrare l'entita' del danno subito e dove questo le sia stato causato, sara' in grado i chiedere il rimborso del danno.
Metta in mora la controparte, inviando una raccomandata A/R, contestando il danno subito e chiedendo che le sia rimborsato, dettando il termine di 15 giorni, specificando che in caso contrario adira' le vie legali. Nel senso che si rechera' dal Giudice di Pace, inizialmente per una conciliazione.
Successivamente, se cio' non dovesse bastare, dovra' procedere con un contenzioso, con le spese legali che questo comporta.
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