Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 maggio 2001
Carissimi, ho un problema.
L'anno scorso vivevo con me mio figlio, che stipulo' un contratto con D+ per un abbonamento alla pay-tv via satellite, per l'importo di £900.000 annue (a mio nome).
Ora vivo sola e qualche giorno fa mi arriva un bollettino in cui mi comunicano che dopo un anno hanno rinnovato l'abbonamento, senza che nessuno l'abbia richiesto!
Mio figlio non vive piu' con me e io non desidero-e non posso permettermi- questo servizio cosi' costoso, ho chiamato ma hanno risposto che secondo clausola 4 sul contratto per recedere dal servizio avremmo dovuto disdire tramite raccomandata almeno 30 giorni prima della scadenza. La scadenza e’ il 1 giugno ma ovviamente come potevamo saperlo e ricordarlo a distanza di un anno se il bollettino -ovviamente- e’ giunto solo pochi giorni fa!
Ho visto sul vostro sito alla voce "leggi e norme", sotto "clausole abusive" che il professionista non puo' rinnovare automaticamente un contratto se il lasso di tempo con cui si richiede di recedere e’ troppo in anticipo rispetto alla scadenza, ma temo che non possa applicarsi al mio caso.
Mi hanno detto che solo in caso di morte o di dimostrata disoccupazione potranno recedere!!!!!
Ma e’ possibile? Ora io mandero’ subito una raccomandata, anche se mancano solo 2 giorni alla scadenza ma dubito che l'accetteranno.
Possibile che debba umiliarmi a dichiarare che sono indigente per risolvere qualcosa che stanno rinnovando senza il mio consenso e che non desidero?
L'anno scorso vivevo con me mio figlio, che stipulo' un contratto con D+ per un abbonamento alla pay-tv via satellite, per l'importo di £900.000 annue (a mio nome).
Ora vivo sola e qualche giorno fa mi arriva un bollettino in cui mi comunicano che dopo un anno hanno rinnovato l'abbonamento, senza che nessuno l'abbia richiesto!
Mio figlio non vive piu' con me e io non desidero-e non posso permettermi- questo servizio cosi' costoso, ho chiamato ma hanno risposto che secondo clausola 4 sul contratto per recedere dal servizio avremmo dovuto disdire tramite raccomandata almeno 30 giorni prima della scadenza. La scadenza e’ il 1 giugno ma ovviamente come potevamo saperlo e ricordarlo a distanza di un anno se il bollettino -ovviamente- e’ giunto solo pochi giorni fa!
Ho visto sul vostro sito alla voce "leggi e norme", sotto "clausole abusive" che il professionista non puo' rinnovare automaticamente un contratto se il lasso di tempo con cui si richiede di recedere e’ troppo in anticipo rispetto alla scadenza, ma temo che non possa applicarsi al mio caso.
Mi hanno detto che solo in caso di morte o di dimostrata disoccupazione potranno recedere!!!!!
Ma e’ possibile? Ora io mandero’ subito una raccomandata, anche se mancano solo 2 giorni alla scadenza ma dubito che l'accetteranno.
Possibile che debba umiliarmi a dichiarare che sono indigente per risolvere qualcosa che stanno rinnovando senza il mio consenso e che non desidero?
Risposta ADUC
In realta', per disdire un contratto, vanno rispettati i termini e le modalita'. Non avendolo fatto, il contratto e' valido.
Questo non ha niente a che vedere con la sua situazione specifica, ma si riconduce ad un criterio di giustizia tra le parti: il contratto e' legge tra le parti e se e' giusto che nessuno possa imporle un servizio che non vuole, e' pure giusto che la societa' abbia il diritto a pretendere talune certezze: a fronte di un contratto stipulato e' scorretto pensare di poter recedere quando ci pare e piace, non tenendo conto di quanto si e' accettato.
Gli accordi, per essere validi, sono tali nei confronti di entrambi e non obbligatoriamente a favore di una delle parti, pur se piu' debole.
E' dunque giusto che il contratto sia rispettato: cio' non toglie, tuttavia, che possa essere previsto (o comunque possibile) trovare un accordo in merito ad un recesso anticipato dietro pagamento di una penale.
Altrimenti, si rivolga al Giudice di Pace per una conciliazione: forse trovera' comunque una soluzione informale, dopo la raccomandata -ma abbia cura di rivolgervisi tempestivamente, poiche' in caso contrario le richiederanno il pagamento di tutte le spese legali, intentando causa (vera e propria) e vincendola.
Questo non ha niente a che vedere con la sua situazione specifica, ma si riconduce ad un criterio di giustizia tra le parti: il contratto e' legge tra le parti e se e' giusto che nessuno possa imporle un servizio che non vuole, e' pure giusto che la societa' abbia il diritto a pretendere talune certezze: a fronte di un contratto stipulato e' scorretto pensare di poter recedere quando ci pare e piace, non tenendo conto di quanto si e' accettato.
Gli accordi, per essere validi, sono tali nei confronti di entrambi e non obbligatoriamente a favore di una delle parti, pur se piu' debole.
E' dunque giusto che il contratto sia rispettato: cio' non toglie, tuttavia, che possa essere previsto (o comunque possibile) trovare un accordo in merito ad un recesso anticipato dietro pagamento di una penale.
Altrimenti, si rivolga al Giudice di Pace per una conciliazione: forse trovera' comunque una soluzione informale, dopo la raccomandata -ma abbia cura di rivolgervisi tempestivamente, poiche' in caso contrario le richiederanno il pagamento di tutte le spese legali, intentando causa (vera e propria) e vincendola.
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