Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 maggio 2001
Domanda 18 maggio 2001
Spett. ADUC,
a parte i complimenti per il sito e i servizi che offrite che seppur meritati sono anche scontati, vorrei chiedervi un consiglio (cerchero' di fare una sintesi essenziale e comprensibile).
In gennaio di quest'anno, tramite un annuncio sul giornale, ho contattato una ditta di Caserta che cercava elettricisti per cantieri nel nord Italia. Da quello che avevo parlato con il responsabile, le condizioni avrebbero dovuto essere queste: la paga avrebbe dovuto oscillare intorno ai 2.400.000 (12-13-14.000 £/ora, poi vedremo; parole sue), vitto e alloggio (il pranzo avrei comunque dovuto pagarmelo) a carico suo e (questo non sono sicuro se l'avevo sentito da lui quel giorno o dagli altri operai dopo) il biglietto del treno a/r e sarei potuto ritornare a casa un week-end ogni due (diversamente degli altri, che essendo di Caserta ne facevano uno al mese).
Ho scritto dovrebbero perche' io ero un po' indeciso se prendere quell'"opportunita'", anche se era un po' di tempo che meditavo di andarmene via dalla mia citta' e lui non sapeva quanto potessi "valere", percio' siamo rimasti che provavo una settimana e ci saremmo sentiti.
Ho iniziato a lavorare e mi sono trovato decisamente male, sia come persone che mi stavano addosso in maniera pesante e fastidiosa, sia come lavoro perche', oltre che essere una ditta che affittava operai ad altre che chiaramente servivano per i lavori piu' "umili " e pesanti dove io ero decisamente l'ultimo arrivato (dove dormivamo pero' mi davano la precedenza nella doccia e, la mattina, mi lasciavano una parte del caffe'...) le attrezzature erano scarsette (tutti i lavori pesanti a mano, il mezzo messo a disposizione aveva degli evidenti difetti di trasmissione, anche pericolosi, senza riscaldamento e lavorando in zone dove c'era ancora la neve la mattina era un trauma) ma i "colleghi" se ne fregavano, per loro era importante solo far piu' ore possibili (lavoravano 10 ore al giorno facendo solo una breve pausa di 30 min.6gg. alla settimana) trattandomi, ogni tanto, anche come l'ultimo servo (lascerei perdere su quante di quelle ore erano effettivamente lavorate e da chi!); lascio immaginare che reazioni hanno suscitato le mie "perplessita'" a quanto sopra.
Per amor del breve, quando ho risentito il responsabile mi ha chiesto direttamente il libretto senza neanche preoccuparsi a definire le condizioni come ci eravamo accordati all'inizio, alla mia decisione di non restare mi rispose che adesso aveva bisogno di una persona con la patente (al momento ero l'unico e da dove dormivamo alla ditta dove incominciavamo la giornata erano circa 30Km.) e che sarei dovuto rimanere almeno altre due settimane (considerandolo come preavviso di dimissioni) in settimana avrebbe provveduto e che sicuramente non mi ero ancora ambientato, il prossimo lunedi' sarebbe ritornato e ne avremmo riparlato (e mi avrebbe anche lasciato un acconto); per non creare attriti inutili (e, sinceramente, avendo bisogno di soldi) sono rimasto.
La situazione con i colleghi non e' senz'altro migliorata ma non mi interessava piu' di tanto, pero' il lunedi' successivo non s'e' fatto vedere, ho pensato che magari non aveva trovato nessuno anche se non dovrebbe essere cosi' difficile trovare un elettricista con la patente, nel frattempo pero' il mio conto corrente si assottigliava e non voglio neanche pensare ad un commento fatto da un "collega": dovresti restare ancora un po' e stare "buono" (cos'e' un ricatto finanziario?).
Giunto alla fine della seconda settimana, visto che nessuno neanche si preoccupava di chi avrebbe guidato dopo (magari qualcuno di loro aveva anche la patente e non lo diceva), ho fatto presente il problema e, seccati, mi hanno passato al telefono il responsabile con cui sono rimasto che finivo con la giornata di sabato e che poi ci saremmo sentiti.
Siccome ho avuto altri problemi del genere in passato con altre ditte che ad un certo punto temporeggiavano sui soldi all'infinito (poi premunirmi come potevo, tenendomi una copia di un foglio presenze personale che compilavamo giornalmente.
Ho dovuto pressare telefonicamente per un certo tempo per riuscire a vederlo di persona (fino a quel momento sosteneva che senza i fogli non aveva potuto fare i conti; peccato che le copie destinate alla ditta dove eravamo in "prestito" li avevo consegnati tutti regolarmente e gli ultimi li avevo dati a chi si occupava dei rapporti tra questa e noi, se era stato corretto...).
Poi all'incontro mi ha dato un acconto (che non arriva neanche a 10.000£/ora totali) dicendo che dei fogli presenze e del resto (scontrini dei pasti delle domeniche che il ristorante convenzionato era chiuso e biglietti ferroviari) non gl'interessavano, che avrebbe fatto i conti con la ditta per la quale avevo lavorato e si sarebbe fatto sentire (probabilmente quei conti gli aveva gia' fatti e lo avevano gia' pagato)
A tutt'oggi non ho avuto piu' notizie e vorrei sapere come muovermi legalmente e definitivamente per avere quanto mi spetta senza dover "battagliare" all'infinito tra le varie ditte.
Ringrazio per la cortese pazienza fin qui avuta ed attendo speranzoso in qualche "lume".

Risposta ADUC
Non ci occupiamo di questioni di lavoro e dunque non possiamo esserle d'aiuto, dovendo lei rivolgersi ad un sindacato.
Ad ogni modo, la questione pare semplice: acquisisca dalla ditta presso cui era "in affitto" i documenti relativi agli ordini di lavoro, poi invii una raccomandata A/R di messa in mora al suo datore di lavoro, dettando un termine di giorni entro cui pagarle il dovuto, avvisando che in difetto fara' causa e poi rivolgendosi al giudice di pace.
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