Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 maggio 2001
Volevo porvi una domanda importante.
Vivo da circa 1 anno e mezzo in un condominio nuovo, costruito su di un terreno di lottizzazione recente. Bene, sono in possesso di tutti i documenti attestanti abitabilita’, residenza, impianti a regola d’arte, ecc. Eppure
Ho un contratto "uso cantiere" con l’Enel, anzi in verita’ tutti e 7 i condomini hanno un contratto cosi’.
L’enel si e’ giustificata dal punto di vista "tecnico" spiegando che deve essere realizzata una cabina nuova (prevista per agosto 2001), ma teoricamente a noi non deve interessare, infatti l’enel ha finalmente acconsentito a passare i nostri ONEROSISSIMI contratti in contratti normali ad "uso abitativo", pero’ pagando un contributo di allaccio superiore alle 600.000 !! Ma come dopo aver pagato 1.145.000 all’anno di corrente per un contratto illegittimo dobbiamo pagare ancora? Le responsabilita’ sono in realta’ attribuite dall’Enel al costruttore che doveva impegnarsi lui a mettere un contatore unico da cantiere per tutti noi e pagare le spesa fino alla regolarizzazione della situazione, mentre il costruttore dice che l’Enel ha una sua richiesta di "elettrificazione della lottizzazione" in data fine 1998 !!! Quindi per lui e’ l’Enel responsabile, mentre per l’Enel e’ il costruttore che e’ stato "furbo" a ribaltare su di noi il problema.
In piu’ l’Enel si permette di dirci che non dovevamo accettare di fare questi contratti ma come? Io quando mi sono recato allo sportello Enel non mi hanno detto niente di tutto cio’ !!!! Me ne sono accorto solamente dopo !!!
Allora a chi possiamo chiedere il risarcimento dei soldi spesi? E con che modalita’/legge? Noi ci accontenteremmo di avere la differenza fra quello speso con contratto "cantiere" e quello con contratto "abitazione", anche se mi domando con che coraggio l’enel mi venga a chiedere 600.000 per un allaccio che non fara’ visto che ci cambia solamente i contratti di fatto !!!! E chi mi dice che quando faranno la cabina non mi chiedano altri soldi per riallacciarsi alla medesima?
SIAMO VERAMENTE ESAUSTI DI QUESTO "SCARICA BARILE" NEL QUALE E’ ENTRATO ANCHE IL COMUNE "RESPONSABILE" SECONDO L’ENEL DI AVER RITARDATO I TEMPI DELLA CABINA.
Scusate lo sfogo ma la presa in giro e’ massima secondo Voi a noi che importa della cabina? E’ o non e’ un problema Enel? La corrente elettrica e’ un nostro diritto oppure no? Dobbiamo avere sempre un avvocato pronto da qualche parte per far valere i nostri diritti?
Vivo da circa 1 anno e mezzo in un condominio nuovo, costruito su di un terreno di lottizzazione recente. Bene, sono in possesso di tutti i documenti attestanti abitabilita’, residenza, impianti a regola d’arte, ecc. Eppure
Ho un contratto "uso cantiere" con l’Enel, anzi in verita’ tutti e 7 i condomini hanno un contratto cosi’.
L’enel si e’ giustificata dal punto di vista "tecnico" spiegando che deve essere realizzata una cabina nuova (prevista per agosto 2001), ma teoricamente a noi non deve interessare, infatti l’enel ha finalmente acconsentito a passare i nostri ONEROSISSIMI contratti in contratti normali ad "uso abitativo", pero’ pagando un contributo di allaccio superiore alle 600.000 !! Ma come dopo aver pagato 1.145.000 all’anno di corrente per un contratto illegittimo dobbiamo pagare ancora? Le responsabilita’ sono in realta’ attribuite dall’Enel al costruttore che doveva impegnarsi lui a mettere un contatore unico da cantiere per tutti noi e pagare le spesa fino alla regolarizzazione della situazione, mentre il costruttore dice che l’Enel ha una sua richiesta di "elettrificazione della lottizzazione" in data fine 1998 !!! Quindi per lui e’ l’Enel responsabile, mentre per l’Enel e’ il costruttore che e’ stato "furbo" a ribaltare su di noi il problema.
In piu’ l’Enel si permette di dirci che non dovevamo accettare di fare questi contratti ma come? Io quando mi sono recato allo sportello Enel non mi hanno detto niente di tutto cio’ !!!! Me ne sono accorto solamente dopo !!!
Allora a chi possiamo chiedere il risarcimento dei soldi spesi? E con che modalita’/legge? Noi ci accontenteremmo di avere la differenza fra quello speso con contratto "cantiere" e quello con contratto "abitazione", anche se mi domando con che coraggio l’enel mi venga a chiedere 600.000 per un allaccio che non fara’ visto che ci cambia solamente i contratti di fatto !!!! E chi mi dice che quando faranno la cabina non mi chiedano altri soldi per riallacciarsi alla medesima?
SIAMO VERAMENTE ESAUSTI DI QUESTO "SCARICA BARILE" NEL QUALE E’ ENTRATO ANCHE IL COMUNE "RESPONSABILE" SECONDO L’ENEL DI AVER RITARDATO I TEMPI DELLA CABINA.
Scusate lo sfogo ma la presa in giro e’ massima secondo Voi a noi che importa della cabina? E’ o non e’ un problema Enel? La corrente elettrica e’ un nostro diritto oppure no? Dobbiamo avere sempre un avvocato pronto da qualche parte per far valere i nostri diritti?
Risposta ADUC
Ci pare che anche l'Enel abbia le sue responsabilita' nell'aver lasciato ad un'abitazione civile i contratti-cantiere, effettuando le volture a nome dei privati, pero' questo -anche se puo' essere utilizzato come arma di contestazione- non ha a che fare con le spese di allacciamento comunque dovute (anche se non e' chiaro cosa sia compreso e cosa no, dunque fatevi dettagliare la spesa).
Per cio' che concerne la cabina, l'Enel potrebbe eventualmente negare l'allacciamento o chiedervi di sobbarcarvene le spese (diritto si', ma diritto a pagamento, in termini ragionevoli), ma nel momento in cui l'allacciamento vi e' concesso, salve clausole particolari del futuro contratto, non e' di vostra competenza quando come e dove sia installata la nuova cabina e se venga o meno modificato il punto da dove arriva la fornitura.
Per cio' che concerne la cabina, l'Enel potrebbe eventualmente negare l'allacciamento o chiedervi di sobbarcarvene le spese (diritto si', ma diritto a pagamento, in termini ragionevoli), ma nel momento in cui l'allacciamento vi e' concesso, salve clausole particolari del futuro contratto, non e' di vostra competenza quando come e dove sia installata la nuova cabina e se venga o meno modificato il punto da dove arriva la fornitura.
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