Sabato 6 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 maggio 2001
Domanda 17 maggio 2001
Buongiorno,
per motivi di lavoro viaggio spesso in treno, e qualche volta ho avuto delle divergenze con il personale delle Ferrovie dello Stato. A questo proposito avrei una serie di domande, che forse sono valide piu' in generale.
Mi riferisco a tutti quei casi in cui si hanno rapporti con il personale di una azienda che fornisce servizi, in special modo quando tale personale e' autorizzato ad elevare multe. La prima cosa che mi lascia perplesso e' la procedura approssimativa con cui spesso vengono elevate le multe. E' possibile chiedere di mettere a verbale il proprio
disaccordo sulla contravvenzione? Molto spesso alcuni controllori assumono un atteggiamento arrogante e ho il sospetto che abusino un po' della loro autorita'. Mi e' capitato personalmente di sentirli rispondere in maniera decisamente evasiva a domande molto precise. L'impressione che ne ho ricavato e' che alcuni di loro cerchino di mantenere l'utente in una situazione di assoluta ignoranza dei suoi diritti, per evitare qualunque complicazione.
Queste considerazioni, forse un po' generiche, mi portano alla seconda questione: per quale motivo alcuni dipendenti delle ferrovie (controllori compresi) portano un cartellino di identificazione ed altri no? Esiste un regolamento in materia? E' nei miei diritti chiedere a chi mi si presenta come controllore di qualificarsi? A questa richiesta ho sentito rispondere nei modi piu' disparati: da "e' la divisa che mi qualifica" a "mi puo' identificare dal numero lasciato dalla perforatrice dei biglietti" (spesso illeggibile). Sara' vero, ma allora perche' alcuni controllori portano sulla giacca un tesserino di riconoscimento ed altri no?
E' possibile rifiutarsi di fornire informazioni a chi rifiuta di qualificarsi? Un mio conoscente ci ha provato ed e' stato addirittura minacciato di denuncia per interruzione di pubblico servizio, con l'avallo della Polizia Ferroviaria. Le cose sono andate cosi': il mio conoscente si e' visto infliggere una multa, a suo parere palesemente ingiusta. Volendo reclamare tanto per la contravvenzione quanto per il comportamento del controllore in questione ha chiesto ripetutamente che il funzionario si identificasse. Poiche' non otteneva risposta a questa sua richiesta, si e' rifiutato a sua volta di dare le proprie generalita' per la
contravvenzione. La polizia ferroviaria, chiamata in causa dal controllore, non ha voluto sentire ragioni ed ha obbligato il mio conoscente a declinare le proprie generalita', sotto la minaccia di una denuncia per interruzione di pubblico servizio.
Spero che sappiate dare una risposta alle mie domande. Nell'attesa vi saluto e vi ringrazio anticipatamente.

Risposta ADUC
La sua controparte e' l'Ente e non la persona, e questo e' perfettamente vero.
In realta', il nome od il numero non servono per l'identificazione, in quanto dall'ordine di servizio risulta -se dovesse essere necessario- il nominativo della persona in servizio quel giorno ed in quel luogo: l'errore, effettivamente -fuorche' a fronte di offese- e' quello di ritenere di avere a che fare con delle persone in quanto tali, mentre in realta' si ha a che fare con una qualifica.
Cio' non esclude comunque che il soggetto debba essere identificato: non necessariamente sul momento, ma se fosse necessario contestare l'Ente per il comportamento del proprio addetto. L'Ente rispondera' personalmente degli eventuali errori, provvedendo a sua volta a rivalersi, eventualmente, sull'impiegato.
Quando le fanno una multa e' diverso: gli agenti non sarebbero identificabili -in quanto potrebbe trattarsi di chiunque- e di fatto mancherebbe la possibilita' di rapportarsi direttamente con chi effettua la multa. Invece, il personale del treno e' identificabile -e deve esserlo- in qualsiasi momento tramite la verifica richiesta direttamente all'Ente indicando il treno: non risulta invece per forza obbligatorio che lo sia seduta stante tramite la targhetta, la quale e' un'agevolazione per la controparte, non altro.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →