Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 maggio 2001
Domanda 16 maggio 2001
Spettabile Aduc,
gradirei avere una Vostra opinione in merito a quanto segue.
Il 22 settembre 2000 richiedo all'azienda Konus tre accessori per astrofotografia. I codici e gli accessori necessari per l'ordine mi vengono comunicati il 25 settembre direttamente dalla stessa azienda. L'ordine parte pochi giorni dopo. Il 2 dicembre 2000, finalmente, gli accessori vengono consegnati all'ottico rivenditore. Lo stesso giorno, data l'impossibilita' di montare uno dei tre, chiedo spiegazioni all'azienda. Il 5/12/2000 mi comunicano nuovamente i codici che coincidono con quelli precedentemente indicati. Il 5, 7 dicembre riscrivo per chiedere spiegazioni sulle modalita' di montaggio.
Risposta evasiva (nel frattempo scopro che nemmeno gli altri due accessori funzionano). Il 23 marzo 2001 riscrivo per avere chiarimenti poiche', in nessun modo, riesco ad utilizzare i tre accessori. Il 30 marzo 2001 nella risposta esplicativa viene fatto riferimento ad un differente codice dell'accessorio e mi viene richiesto l'invio della montatura piu' l'accessorio perche' possano risolvere i problemi direttamente in azienda. Il 6 aprile 2001 rispondo affermando di non volere inviare nulla nel tentativo di chiarire via mail, dato appunto il probabile disguido di codice. Non mi viene risposto.
Il 9 aprile informo l'azienda che "mi limitero' a riconsegnare il tutto al Vostro rivenditore senza intenzione di riordinare alcunche'".
Il 10 aprile mi viene risposto che:
-i codici sono esatti (?!), che si possono reperire in qualsiasi opuscolo (peccato che in quello ricevuto insieme al telescopio ve ne fosse uno ben differente e scartato sin dalla prima mail);
-del mio telescopio esistono differenti versioni (ma... Perche' non l'hanno specificato prima? Se l'anno d'acquisto era essenziale avrebbero dovuto richiedermelo e/o specificare.);
- mi hanno proposto l'invio del tutto (non essenziale fino a che non vengono chiariti i codici, a mio parere);
- "non sono responsabili del tempo che il rivenditore impiega ad ordinarli e/o nel tempo di riapprovigionamento nel caso in quel momento non fossero disponibili" (volendo anche arrotondare per difetto sono comunque due mesi).
Il 12 aprile rispondo chiedendo quanto ho posto sopra nelle parentesi.
Lo stesso giorno mi rispondono che sono veramente dispiaciuti ecc... ecc... e che "l'unica soluzione valida sia di inviarci indietro la montatura del telescopio con le fasce (quindi senza tubo e treppiede) in modo che possiamo valutare di adattarla e/o sostituirla con una adatta al motorino in suo possesso."
Il giorno dopo consegno il tutto al rivenditore perche' mi sia possibile avere un "buono acquisto". Negato.
Mi viene offerta la possibilita' di chiarire il disguido con il rappresentante locale della Konus.
Oggi, 15 maggio, sono ancora in attesa del chiarimento.
La mia richiesta consiste nel riavere il prezzo corrisposto direttamente dall'azienda in questione.
L'azienda afferma che la facolta' di recesso sia da molto scaduta (chiaramente) ma essendo pressocche' certa del disguido di codice -fatto presente ben dentro i limiti di tempo per il recesso - , e dell'assoluta inutilizzazione degli accessori Vi chiedo se sia possibile richiedere quanto sopra.
RingraziandoVi per l'attenzione invio cordiali saluti.

Risposta ADUC
Non abbiamo capito granche': troppi gli elementi tecnici dati per scontati e poco chiari i passaggi. Rileviamo pero' tre fattori.
- il primo e' che se l'acquisto e' avvenuto presso un negozio, non c'e' diritto di recesso in quanto tale.
- il secondo, che le contestazioni non sono purtroppo state effettuate tramite raccomandata,
- il terzo, che se si e' di fronte ad un'inadempienza o ad un vizio di produzione, si ha diritto entro l'anno dall'acquisto a chiedere la risoluzione del contratto per inadempienza, avendo contestato tempestivamente i vizi.
Invii percio' una raccomandata A/R di contestazione al rivenditore, detti un termine di giorni entro cui provvedere a quanto dovuto, avvisando che in difetto fara' causa per danni, considerando risolto il contratto e chiedendo il rimborso.
Passo successivo: rivolgersi al giudice di pace.
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