Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 maggio 2001
Ho acquistato una cucina e alcuni mobili nella primavera del 1999. Ho preso accordi affinche’ tale cucina venisse consegnata nell'autunno dello stesso anno, in quanto era in corso una ristrutturazione dell'immobile nel quale doveva essere installata.
A causa di problemi personali e di ritardi nei lavori ho dovuto posticipare la consegna alla primavera dell'anno successivo. Ho comunque provveduto a effettuare i pagamenti rateali concordati partendo dalla data di consegna concordata e non rispettata per mia colpa. Nella primavera del 2000 la cucina mi e’ stata consegnata ed installata. All'atto del montaggio si e’ evidenziato pero’ un errore nelle misurazioni effettuate (tramite tre sopralluoghi) dal personale del mobilificio. Infatti la cucina, avente forma a L, risulta piu’ corta di cinque centimetri sul lato lungo con conseguente impossibilita’ di ancoraggio alla parete dei pensili situati sul lato corto. Inoltre alcuni componenti della cucina erano difettosi. Ho richiesto al mobilificio, verbalmente, la sostituzione dei pezzi e la sistemazione del difetto riscontrato.
Il titolare de mobilificio mi ha assicurato che avrebbe provveduto entro un paio di mesi alla sostituzione dei pezzi difettosi e mi ha proposto come soluzione dell'inconveniente l'installazione di una ulteriore fascia di aggiustaggio (oltre ad una gia’ presente sull'altro lato), per coprire la distanza tra cucina e muro. Ho fatto presente che tale soluzione oltre ad essere antiestetica non risolveva comunque il problema strutturale legato al mancato ancoraggio dei pensili(tuttora semplicemente "posati" sulla colonna frigo).
Il titolare del mobilificio a rimandato la sistemazione all'arrivo dei pezzi da sostituire.
Mi sono riservata di sospendere i pagamenti (mancava circa un terzo del totale, ovvero 10.000.000) fino alla soluzione dell'inconveniente.
Trascorsi otto mesi senza alcuna comunicazione, il mobilificio mi ha richiesto il saldo dell'importo, invitandomi a ritirare presso di loro i pezzi da sostituire.
Ho a questo punto inviato una raccomandata nella quale ho richiesto la sistemazione del difetto e l'installazione da parte loro dei pezzi mancanti, prima di procedere con il saldo dell'importo.
Il mobilificio mi ha risposto, tramite loro raccomandata, che non avrebbero atteso oltre il saldo e che non avrebbero provveduto a sistemare alcun difetto richiedendomi inoltre gli interessi sull'importo non corrisposto. A questo punto Vi chiedo come devo comportarmi e soprattutto se ho il diritto di richiedere la sistemazione del difetto o un rimborso o una riduzione del dovuto.
Grazie.
A causa di problemi personali e di ritardi nei lavori ho dovuto posticipare la consegna alla primavera dell'anno successivo. Ho comunque provveduto a effettuare i pagamenti rateali concordati partendo dalla data di consegna concordata e non rispettata per mia colpa. Nella primavera del 2000 la cucina mi e’ stata consegnata ed installata. All'atto del montaggio si e’ evidenziato pero’ un errore nelle misurazioni effettuate (tramite tre sopralluoghi) dal personale del mobilificio. Infatti la cucina, avente forma a L, risulta piu’ corta di cinque centimetri sul lato lungo con conseguente impossibilita’ di ancoraggio alla parete dei pensili situati sul lato corto. Inoltre alcuni componenti della cucina erano difettosi. Ho richiesto al mobilificio, verbalmente, la sostituzione dei pezzi e la sistemazione del difetto riscontrato.
Il titolare de mobilificio mi ha assicurato che avrebbe provveduto entro un paio di mesi alla sostituzione dei pezzi difettosi e mi ha proposto come soluzione dell'inconveniente l'installazione di una ulteriore fascia di aggiustaggio (oltre ad una gia’ presente sull'altro lato), per coprire la distanza tra cucina e muro. Ho fatto presente che tale soluzione oltre ad essere antiestetica non risolveva comunque il problema strutturale legato al mancato ancoraggio dei pensili(tuttora semplicemente "posati" sulla colonna frigo).
Il titolare del mobilificio a rimandato la sistemazione all'arrivo dei pezzi da sostituire.
Mi sono riservata di sospendere i pagamenti (mancava circa un terzo del totale, ovvero 10.000.000) fino alla soluzione dell'inconveniente.
Trascorsi otto mesi senza alcuna comunicazione, il mobilificio mi ha richiesto il saldo dell'importo, invitandomi a ritirare presso di loro i pezzi da sostituire.
Ho a questo punto inviato una raccomandata nella quale ho richiesto la sistemazione del difetto e l'installazione da parte loro dei pezzi mancanti, prima di procedere con il saldo dell'importo.
Il mobilificio mi ha risposto, tramite loro raccomandata, che non avrebbero atteso oltre il saldo e che non avrebbero provveduto a sistemare alcun difetto richiedendomi inoltre gli interessi sull'importo non corrisposto. A questo punto Vi chiedo come devo comportarmi e soprattutto se ho il diritto di richiedere la sistemazione del difetto o un rimborso o una riduzione del dovuto.
Grazie.
Risposta ADUC
Ha sbagliato a non contestare subito e a non motivare la sospensione, ma ha fatto bene ad inviare l'ultima raccomandata. Prima di intentare un procedimento legale, dovrebbe inviare una nuova raccomandata A/R, ricordando in breve gli accordi intercorsi, quanto da loro garantito, i vizi rilevati e da loro confermati, l'enorme ed intollerabile ritardo nella consegna (da lei tollerato) e la sua chiara e confermata disponibilita' (che qui reitera esplicitamente) a provvedere al pagamento del dovuto dietro conclusione dell'intervento, entro un termine di giorni specifico, passato il quale fara' causa per danni, considerandoli inadempienti -rivolgendosi prontamente al giudice di pace, prima che siano loro a farlo.
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