Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 maggio 2001
Invio la presente e-mail per comunicare la preoccupazione e la richiesta di aiuto da parte di un gruppo di cittadini che, a causa di "incombenze" e mancata volonta' politica da parte delle amministrazioni locali e non, si trova ad affrontare il serio pericolo di vedere costruire in terreno prettamente agricolo (con l'uso di espropri e vincoli) una mega discarica di RSU (tal quale) mascherata come deposito temporaneo di rifiuti selezionati. Vi prego di visionare il file allegato nel quel sono indicati maggiori dettagli in merito. Se non fossero sufficienti rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
In attesa di gentile ed urgente riscontro, porgo cordiali saluti.
A tutte le associazioni che tutelano i cittadini,
Abito a Chiarano, un piccolo comune di 3.000 abitanti della provincia di Treviso, posto al confine con la provincia di Venezia; faccio parte di un neo-nato comitato anti-discarica (spontaneo, senza scopi di lucro, privo di fonti di finanziamento, libero da vincoli politici ed espressione di gente seriamente preoccupata per la propria salute e per l'ambiente in cui vive). VI invio questa e-mail affinche', dall'alto della Vs. popolarita', possiate adoperarvi perche' il problema nazionale dei rifiuti venga risolto non realizzando mega discariche come sta avvenendo nel mio paese e in molte altre parti del territorio nazionale ma avviando una seria politica di recupero, riciclo e riutilizzo che salvaguardi e tuteli il ns. territorio e soprattutto la ns. salute.
L'obiettivo che il comitato si prefigge e' quello di portare avanti una politica dei rifiuti volta alla raccolta differenziata spinta al 70% ed oltre, prima di parlare di nuove discariche ed inceneritori. Strategia questa gia' sperimentata ed adottata con successo in diversi comuni del nord Italia (ed anche all'estero) e che indirizza verso un risparmio economico delle risorse pubbliche, porta soprattutto ad una migliore qualita' della vita grazie al recupero-riutilizzo dei materiali, permette la diminuzione drastica del fabbisogno di nuove discariche e nuovi inceneritori, evita innumerevoli danni al mondo agricolo tipico del nostro paese.
Quanto sopra emerge da un'indagine proposta su alcune citta' europee e voglio sottolineare che quest'indagine evidenzia in particolar modo che la gestione dei rifiuti deve basarsi su due principi chiave: il controllo e la riduzione della quantita' dei rifiuti da una parte e un approccio differenziato per tipologia-qualita' del rifiuto dall'altra. Per poter intervenire sulla qualita' e sulla quantita' del rifiuto e' necessario agire sui modelli di consumo e sulle tecniche produttive, in quanto solo modificando i comportamenti e spingendo verso l'upgrading tecnologico nei settori produttivi e' possibile aggredire il problema a monte, riducendo gli interventi a valle che, per quanto sofisticati , risultano costosi e quasi mai ad impatto ambientale nullo.
In particolar modo Vi faccio presente che nel nostro piccolo comune l'attivita' preminente e' quella agricola ed inoltre il comune rientra nelle famose zone "depresse" individuate nell'obiettivo 5B dalla CEE per le quali sono stati stanziati fondi finanziari per agevolare l'insediamento industriale. Questo fatto comunque non incide sulla realta' locale che volutamente rimane prettamente agricola e che annovera tra le proprie produzioni anche ottimi vini DOC del Piave. La discarica che pende sopra le nostre teste come una spada di Damocle, ci appare dal progetto preliminare mostruosamente grande; suddetto progetto e' stato approvato dal consiglio di amministrazione del C.I.T. (Consorzio di Igiene e Territorio TV1) in data 6/3/2001. Tale consiglio, tra le altre cose, e' prettamente espressione di una maggioranza politica volta a penalizzare il nostro comune ed il relativo comprensorio di cui fa parte: all'interno dello stesso consiglio di amministrazione non vi e' alcun rappresentante del nostro comprensorio.
17 ettari di terreno e' la superficie che impianto di pre-trattamento rifiuti ed annessa discarica occuperanno nel nostro comune; spaventosa e' la prospettiva che circa 1.000.000 di metri cubi di rifiuti che sovrasteranno "vita eterna" dall'alto di una collina artificiale (che si prospetta avente un'altezza fuori terra di circa 16 metri ed una superficie di piu' di 50.000 mq.) i nostri vigneti, i nostri campi di mais, di soia, di grano, non ultimo un noceto di notevole prestigio finanziato dalla CEE, il centro del comune che si trova ad appena 1 km e soprattutto le abitazioni che si trovano nelle immediate vicinanze dell'area destinata alla discarica. L'attuale tranquillo vivere quotidiano sara' funestato dai fumi di scarico di centinaia di camion che carichi di immondizie attraverseranno le strade del nostro paese; a questo si aggiungera' il metano che inesorabilmente sfuggira' all'impianto di recupero del biogas ed andra' ad inquinare l'aria che respiriamo. E' ben noto che la discarica, prevalentemente in assenza ma anche in presenza di adeguati controlli e interventi, e' una vera bomba ecologica, che tutto il mondo avanzato utilizza con cautela e soprattutto come ultima ratio: si pensi alla produzione di biogas - che continua anche dopo la chiusura della discarica per altri 30-40 anni -, al percolato, agli odori che emanano i materiali in decomposizione, alle emissioni di gas tossici, all'inquinamento delle falde acquifere a quanti interventi gestionali e tecnologici si rendono necessari perche' questa bomba non esploda.
Ma quali sono le cause che hanno portato a questa scelta a senso unico?
Il ricco mercato delle discariche e' cresciuto naturalmente, in un contesto in cui, in assenza di rigorosi controlli e di politiche di intervento, la materia prima rifiuto cresceva facendo intravedere un business enorme (8.000-10.000 miliardi di lire anno previsti nel 1996) .
Vi invito pertanto a farvi portavoce di questo problema gravante oramai su tutta la nazione affinche' il nostro caso cosi' come tutti gli altri (se ne contano piu' di una decina solo in provincia di Treviso)
sia risolto al piu' presto tutelando soprattutto la salute dei cittadini e salvaguardando il territorio prevalentemente agricolo in cui viviamo. Chiediamo il Vs. aiuto affinche' il problema assuma l'importanza che merita e, conseguentemente, le istituzioni siano stimolate a trovare soluzioni realmente ecologiche al problema rifiuti, onde evitare scempi territoriali cosi' nefandi anche in luoghi diversi dal nostro. Le alternative esposte ai nostri politici siano tirate fuori dai cassetti, prese in considerazione nonche' messe in pratica dimostrando che e' realmente possibile una politica ecologica.
Un'ultima preoccupazione si concretizza nella paura che anche nel ricco nord-est si stia creando o si sia gia' creata una nuova lobby e/o mafia dei rifiuti che sovrappone l'interesse economico alla salute pubblica.
Abbiamo bisogno del Vs. aiuto !!! E' inaccettabile questa politica che penalizza irrimediabilmente il mondo agricolo per tutelare ad ogni costo il business del consumismo e dell'interesse economico-industriale.
E' impensabile che nel 2001 le istituzioni risolvano il problema rifiuti utilizzando come soluzione prima la discarica mentre all'estero, al contrario di quanto avviene in Italia, la discarica rappresenta l'ultima fase di una serie di interventi e la forma di smaltimento riservata a quella quota (assai ridotta) di rifiuti incompromibile di scarto rispetto ai processi di recupero.
Vi faccio notare Canberra, citta' australiana, si e' data come obiettivo per il 2010 la riduzione totale dei rifiuti e questo obiettivo, per loro, non e' assolutamente un'utopia ma un'ipotesi concreta giacche' attualmente il 98% dei rifiuti viene riciclato e non arriva in discarica. Noi vogliamo che anche in Italia si intraprenda questa strada.
In attesa di un Vs. riscontro in merito, porgo cordiali saluti.
In attesa di gentile ed urgente riscontro, porgo cordiali saluti.
A tutte le associazioni che tutelano i cittadini,
Abito a Chiarano, un piccolo comune di 3.000 abitanti della provincia di Treviso, posto al confine con la provincia di Venezia; faccio parte di un neo-nato comitato anti-discarica (spontaneo, senza scopi di lucro, privo di fonti di finanziamento, libero da vincoli politici ed espressione di gente seriamente preoccupata per la propria salute e per l'ambiente in cui vive). VI invio questa e-mail affinche', dall'alto della Vs. popolarita', possiate adoperarvi perche' il problema nazionale dei rifiuti venga risolto non realizzando mega discariche come sta avvenendo nel mio paese e in molte altre parti del territorio nazionale ma avviando una seria politica di recupero, riciclo e riutilizzo che salvaguardi e tuteli il ns. territorio e soprattutto la ns. salute.
L'obiettivo che il comitato si prefigge e' quello di portare avanti una politica dei rifiuti volta alla raccolta differenziata spinta al 70% ed oltre, prima di parlare di nuove discariche ed inceneritori. Strategia questa gia' sperimentata ed adottata con successo in diversi comuni del nord Italia (ed anche all'estero) e che indirizza verso un risparmio economico delle risorse pubbliche, porta soprattutto ad una migliore qualita' della vita grazie al recupero-riutilizzo dei materiali, permette la diminuzione drastica del fabbisogno di nuove discariche e nuovi inceneritori, evita innumerevoli danni al mondo agricolo tipico del nostro paese.
Quanto sopra emerge da un'indagine proposta su alcune citta' europee e voglio sottolineare che quest'indagine evidenzia in particolar modo che la gestione dei rifiuti deve basarsi su due principi chiave: il controllo e la riduzione della quantita' dei rifiuti da una parte e un approccio differenziato per tipologia-qualita' del rifiuto dall'altra. Per poter intervenire sulla qualita' e sulla quantita' del rifiuto e' necessario agire sui modelli di consumo e sulle tecniche produttive, in quanto solo modificando i comportamenti e spingendo verso l'upgrading tecnologico nei settori produttivi e' possibile aggredire il problema a monte, riducendo gli interventi a valle che, per quanto sofisticati , risultano costosi e quasi mai ad impatto ambientale nullo.
In particolar modo Vi faccio presente che nel nostro piccolo comune l'attivita' preminente e' quella agricola ed inoltre il comune rientra nelle famose zone "depresse" individuate nell'obiettivo 5B dalla CEE per le quali sono stati stanziati fondi finanziari per agevolare l'insediamento industriale. Questo fatto comunque non incide sulla realta' locale che volutamente rimane prettamente agricola e che annovera tra le proprie produzioni anche ottimi vini DOC del Piave. La discarica che pende sopra le nostre teste come una spada di Damocle, ci appare dal progetto preliminare mostruosamente grande; suddetto progetto e' stato approvato dal consiglio di amministrazione del C.I.T. (Consorzio di Igiene e Territorio TV1) in data 6/3/2001. Tale consiglio, tra le altre cose, e' prettamente espressione di una maggioranza politica volta a penalizzare il nostro comune ed il relativo comprensorio di cui fa parte: all'interno dello stesso consiglio di amministrazione non vi e' alcun rappresentante del nostro comprensorio.
17 ettari di terreno e' la superficie che impianto di pre-trattamento rifiuti ed annessa discarica occuperanno nel nostro comune; spaventosa e' la prospettiva che circa 1.000.000 di metri cubi di rifiuti che sovrasteranno "vita eterna" dall'alto di una collina artificiale (che si prospetta avente un'altezza fuori terra di circa 16 metri ed una superficie di piu' di 50.000 mq.) i nostri vigneti, i nostri campi di mais, di soia, di grano, non ultimo un noceto di notevole prestigio finanziato dalla CEE, il centro del comune che si trova ad appena 1 km e soprattutto le abitazioni che si trovano nelle immediate vicinanze dell'area destinata alla discarica. L'attuale tranquillo vivere quotidiano sara' funestato dai fumi di scarico di centinaia di camion che carichi di immondizie attraverseranno le strade del nostro paese; a questo si aggiungera' il metano che inesorabilmente sfuggira' all'impianto di recupero del biogas ed andra' ad inquinare l'aria che respiriamo. E' ben noto che la discarica, prevalentemente in assenza ma anche in presenza di adeguati controlli e interventi, e' una vera bomba ecologica, che tutto il mondo avanzato utilizza con cautela e soprattutto come ultima ratio: si pensi alla produzione di biogas - che continua anche dopo la chiusura della discarica per altri 30-40 anni -, al percolato, agli odori che emanano i materiali in decomposizione, alle emissioni di gas tossici, all'inquinamento delle falde acquifere a quanti interventi gestionali e tecnologici si rendono necessari perche' questa bomba non esploda.
Ma quali sono le cause che hanno portato a questa scelta a senso unico?
Il ricco mercato delle discariche e' cresciuto naturalmente, in un contesto in cui, in assenza di rigorosi controlli e di politiche di intervento, la materia prima rifiuto cresceva facendo intravedere un business enorme (8.000-10.000 miliardi di lire anno previsti nel 1996) .
Vi invito pertanto a farvi portavoce di questo problema gravante oramai su tutta la nazione affinche' il nostro caso cosi' come tutti gli altri (se ne contano piu' di una decina solo in provincia di Treviso)
sia risolto al piu' presto tutelando soprattutto la salute dei cittadini e salvaguardando il territorio prevalentemente agricolo in cui viviamo. Chiediamo il Vs. aiuto affinche' il problema assuma l'importanza che merita e, conseguentemente, le istituzioni siano stimolate a trovare soluzioni realmente ecologiche al problema rifiuti, onde evitare scempi territoriali cosi' nefandi anche in luoghi diversi dal nostro. Le alternative esposte ai nostri politici siano tirate fuori dai cassetti, prese in considerazione nonche' messe in pratica dimostrando che e' realmente possibile una politica ecologica.
Un'ultima preoccupazione si concretizza nella paura che anche nel ricco nord-est si stia creando o si sia gia' creata una nuova lobby e/o mafia dei rifiuti che sovrappone l'interesse economico alla salute pubblica.
Abbiamo bisogno del Vs. aiuto !!! E' inaccettabile questa politica che penalizza irrimediabilmente il mondo agricolo per tutelare ad ogni costo il business del consumismo e dell'interesse economico-industriale.
E' impensabile che nel 2001 le istituzioni risolvano il problema rifiuti utilizzando come soluzione prima la discarica mentre all'estero, al contrario di quanto avviene in Italia, la discarica rappresenta l'ultima fase di una serie di interventi e la forma di smaltimento riservata a quella quota (assai ridotta) di rifiuti incompromibile di scarto rispetto ai processi di recupero.
Vi faccio notare Canberra, citta' australiana, si e' data come obiettivo per il 2010 la riduzione totale dei rifiuti e questo obiettivo, per loro, non e' assolutamente un'utopia ma un'ipotesi concreta giacche' attualmente il 98% dei rifiuti viene riciclato e non arriva in discarica. Noi vogliamo che anche in Italia si intraprenda questa strada.
In attesa di un Vs. riscontro in merito, porgo cordiali saluti.
Risposta ADUC
Non dubitiamo che l'argomento sia di interesse -e certamente potrete trovare un supporto- ma per quanto ci concerne, quella da voi proposta non rientra tra le nostre priorita': poiche' agire a distanza ci sembrerebbe alquanto artificioso, consigliamo di appoggiarvi a qualche associazione locale, o perlomeno che abbia una sede ivi decentrata.
Altrimenti, rimane la possibilita' di appoggiarsi al Difensore Civico Regionale (con il supporto, anche, di parti politiche).
Altrimenti, rimane la possibilita' di appoggiarsi al Difensore Civico Regionale (con il supporto, anche, di parti politiche).
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