Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 maggio 2001
Domanda 11 maggio 2001
Cara Aduc, desidererei informarvi su di un comportamento discriminante che le poste Italiane attuano nei confronti di quei consumatori (Italiani ed Europei) che, seppur non residenti in Italia, desiderano usufruire di un servizio di conto corrente presso un Bancoposta. In effetti, le procedure attualmente applicate dalle Poste Italiane, (in materia di apertura di un conto corrente presso uno sportello Bancoposta), appaiono contrarie ai principi di libera circolazione dei capitali e di parita’ di trattamento/uguaglianza dei cittadini, residenti nell'Unione Europea. Attualmente, qualora un cittadino U.E. desideri usufruire di un servizio di conto corrente presso un Bancoposta, deve essere in possesso sia di una fotocopia della tessera del codice fiscale, sia di un domicilio in Italia (Il programma informatico utilizzato dal Bancoposta, per l'inserimento dei dati del cliente, non consente di inserire indirizzi non Italiani). In mancanza di questi requisiti, l'apertura del conto gli viene rifiutata. Dato che per ora solo le persone residenti in Italia possono detenere una tessera del codice fiscale (nel resto d'Europa questo identificativo non esiste), qualora un non residente si presenti ad uno sportello Bancoposta, richiedendo un'apertura di un conto, viene discriminato, e cioe’ gli viene rifiutata la prestazione del servizio. Il Bancoposta presenta Inoltre un altro tipo di discriminazione. Le procedure che regolano i conti correnti del Bancoposta sono in effetti contrarie alla normativa italiana riguardante i depositi bancari. Il Bancoposta infatti non applica le esenzioni fiscali sui depositi (effettuati in Italia da persone non residenti) previsti dall'attuale legislazione. Grato di un vostro interessamento, che credo mirato alla tutela di ogni consumatore, porgo cordiali saluti.

Risposta ADUC
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