Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 maggio 2001
Domanda 10 maggio 2001
Roma 08-05-2001
Gentile ADUC:
Sono un ingegnere che ha un reddito da lavoro dipendente presso un'azienda privata ed inoltre esercita attivita’ professionale in proprio.
L'attivita’ lavorativa come dipendente e’ regolata dal Contratto Nazionale Metalmeccanico, 40 ore settimanali, mediamente dalle ore 9,00 alle ore 18,00 per 5 giorni lavorativi settimanali ed oltre quando necessario.
Il giorno 8 maggio 2001 mi e’ pervenuto da parte del MINISTERO DELLE FINANZE - DIPARTIMENTO DELLE ENTRATE un "invito al contraddittorio per la definizione dell'accertamento sulla base dei parametri per l'anno d'imposta 1996".
Di seguito con i dati relativi alla mia denuncia dei redditi '96 seguiva il "PROSPETTO DI DETERMINAZIONE PRESUNTIVA DEI COMPENSI PER il 1996 SULLA BASE DEI PARAMETRI PREVISTI DAL D.P.C.M. 29 gennaio 1996 COME MODIFICATO DAL D.P.C.M. 27 marzo 1997 ".
La questione e’ molto semplice, sulla base di tali parametri previsti dal D.P.C.M. l'ammontare dei compensi presunti per la sola l'attivita’ professionale in proprio sarebbe dovuta essere circa 26.000.000 e non circa 11.000.000 come da me dichiarato in denuncia, riscontrando l'Ufficio maggiori compensi determinati dai parametri del D.P.C.M. pari a circa 15.000.000.
Tale accertamento e’ stato riscontrato il 12-04-01; sono stato invitato a presentarmi all'Ufficio competente per il contenzioso il giorno 12-06-01 (allo scadere del 60° giorno dall'accertamento..).
Posso portare in quella sede una dichiarazione del datore di lavoro dell'orario di lavoro, motivando il basso volume d'affari dal fatto che dopo circa 10 ore della giornata dedicate alla attivita’ lavorativa come dipendente rimane poco tempo (ed energie), per dedicarsi ad altra attivita’, ma ho paura che servi a ben poco.
Oltretutto temo anche la beffa; paradossalmente un collega professionista a cui eventualmente avessero fatto analogo accertamento di pari importi e vivesse esclusivamente del reddito da libera professione pagherebbe l'imposta pari al 27% per tali maggiori compensi determinati in maniera presuntiva (i 15.000.000), per quel che mi riguarda cumulando il reddito da attivita’ professionale a quello da lavoro dipendente dovro’ pagare l'imposta pari al 41%.
Potete darmi qualche consiglio in merito a tale situazione ed eventualmente quali azioni da seguire a partire dalla fase di contraddittorio del 12.06.01?
Cordiali Saluti.

Risposta ADUC
Il rischio con questo tipo di occupazioni c'e': molti ritengono sia piu' conveniente, addirittura, dichiarare il volume richiesto dalle Finanze piuttosto che rischiare accertamenti. Noi non ci occupiamo di lavoro e dunque non possiamo esserle d'aiuto. Tuttavia, se lei e' in grado di dimostrare il suo effettivo volume d'affari e l'effettiva durata del lavoro dipendente, riteniamo che potrebbe anche ricorrere -se necessario- in Commissione provinciale Tributaria.
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