Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 maggio 2001
Domanda 9 maggio 2001
Spett.le Aduc
Risiedo da alcuni anni in un condominio sito in un piccolo Comune (8.000 abitanti) della provincia di Caserta.
Sino al 1999, ogni anno veniva chiesto a ciascun contribuente di riportare, su apposita cartolina, la lettura del contatore dell'acqua e di firmarla, ma a questa operazione non faceva seguito l'emissione della fattura per la riscossione dei consumi idrici a causa di un contenzioso con l'Ente erogatore del servizio, quindi gli utenti non avevano la percezione dei consumi effettuati anno per anno, non avendo alcun riscontro con i consumi rilevati l'anno precedente. Risolto il contenzioso, la gestione dell'Acquedotto passa al Comune e, a partire dal mese di settembre 99 sono iniziate ad arrivare le fatture relative ai consumi degli anni precedenti.
Mi veniva recapitata la prima fattura riguardante il canone 99 e l'eccedenza del 98, che riportava un "consumo accertato" (differenza tra "lettura attuale" e "lettura precedente") pari a 310 mc. per un importo di Lit.520.000. Meravigliato per l'eccessivo consumo di acqua accertato (anche considerando che nel mio nucleo familiare (3 adulti + 1 bambino che oggi ha 4 anni) nessuno svolge attivita’ tali da far quotidianamente uso di notevoli quantita’ di acqua (per es. per la doccia)), mi confrontai con altri condomini, ai quali invece erano state recapitate fatture con consumi molto piu’ contenuti (circa 200 mc.) nonostante il loro nucleo familiare fosse piu’ esteso (5 persone).
Mi recai quindi all'Ufficio Tributi del Comune motivando l'eccessivo consumo accertato con un anomalo funzionamento del contatore che quindi non ritenevo affidabile nell'apprezzamento dell'effettiva quantita’ di acqua erogata, chiedendone la sostituzione e la sospensione della fattura in attesa di accertamenti. Mi fu invece consigliato di pagare la prima rata della fattura per non incorrere nelle sanzioni previste per il mancato pagamento.
Il 29/10/99 veniva sostituito il contatore e rilasciata relativa ricevuta. Il 29/11/99, rilevando il nuovo contatore un consumo idrico pari a circa 15 mc. (per una media annua pari a 180-200 mc.) consegnai richiesta scritta di annullamento della fattura contestata e di emissione di nuova fattura riferita ai consumi apprezzati con il nuovo contatore.
Alla consegna della richiesta (che feci protocollare), mi fu consigliato di pagare la fattura perche’ la mia richiesta non sarebbe stata accettata. Poiche’ una serie di altri problemi mi impediva di approfondire la questione, decisi di pagare.
Nel mese di Luglio 2000 mi fu recapitata una nuova fattura (relativa al canone 95 e all'eccedenza per il 95 ed il primo semestre 96) per un importo di Lit.315.000 determinato da un "consumo accertato" di 268 mc. che contestai con lettera raccomandata per il consumo esagerato riportato, in quanto sino ad Agosto 95 io solo ero residente e per giunta occupavo saltuariamente l'appartamento, e soltanto alla fine di Agosto 95 venivo raggiunto dalla mia famiglia (con relativo cambio di residenza). Nonostante tutto, mi decisi a pagare anche questa fattura.
Nel mese di marzo 2001 mi viene recapitata l'ennesima fattura riguardante il canone 97 e l'eccedenza del 2° semestre 96 e del 97 per un importo di Lit.660.000 a fronte di un "consumo accertato" di 450mc.
Recatomi nuovamente all'Ufficio Tributi, ho riempito un modulo di "Richiesta di rettifica fattura servizio acquedotto relativa al periodo 2° semestre 96 e 97" fornitomi dallo stesso Ufficio nel quale si fa richiesta di "rettifica della bolletta sulla base dei consumi medi" e nel quale evidenziavo anche tutte le precedenti contestazioni e che con il nuovo contatore (installato 18 mesi prima) il consumo annuo era di 200mc.
Qualche giorno fa ho ricevuto dall'Ufficio Tributi la comunicazione che "la richiesta non puo’ essere accolta in quanto il consumo relativo al periodo 96 2° semestre e anno 97 non e’ superiore al 100% della media relativa al periodo 98-99-2000, cosi’ come stabilito dalla Giunta Municipale con delibera n°63 del 3/4/2001", e quindi dovrei subire l'ennesima (e non ultima) vessazione.
Adesso la misura e’ colma!
Poiche’ ritengo sommamente ingiusto questo ulteriore pagamento (considerando che le "eccedenze" di acqua hanno dei costi impressionanti), mi vorrei rivolgere al Giudice di Pace per contestare questa fattura, ma anche per richiedere la restituzione di quanto da me versato in piu’ (rispetto al "consumo accertato" con il nuovo contatore) con le precedenti fatture.
Il mio quesito e’ questo: e’ possibile intraprendere, e con quali probabilita’ di successo, questa strada? Se si’, qual'e’ l'iter da seguire? E' necessaria l'assistenza di un legale? Quali costi dovrei sostenere? In caso contrario, quale alternativa ho per non subi’re passivamente questa ulteriore vessazione?
Vi ringrazio per l'aiuto offertomi.

Risposta ADUC
Si', e' possibile ricorrere in giudizio davanti al giudice -senza l'ausilio del legale, almeno sino a che riuscira' a gestire il procedimento, proprio per evitare ulteriori spese il cui rimborso non e' detto che ci sia- e sicuramente la questione merita di essere valutata. Non e' certo, pero', riuscire ad evidenziare l'effettivo andamento dei consumi.
Sara' utile dimostrare l'attuale standard dei consumi ed utilizzarlo come periodo a cui rapportarsi, evidenziando l'eccessivita' dei consumi superiori a fronte di stili di vita immutati: sara' poi il giudice a valutare e decidere -motivo in piu' per iniziare con una conciliazione- sulla base del proprio sentire e delle prove da lei esibite.
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