Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 maggio 2001
Domanda 6 maggio 2001
La storia che mi accingo a raccontarvi e' vera, pur sembrando tratta da una sit-com di qualche comico emergente, magari allo scopo di farvi fare qualche grassa risata.
Dunque: munito di biglietto per treno Intercity senza prenotazione, mi reco martedi' primo maggio alla Stazione Termini di Roma per tornare a Milano, preparato spiritualmente, piu' che fisicamente, a qualche oretta standing o, nella migliore delle ipotesi, seduto in corridoio ma pigiato come un'aringa. Arrivo un'ora prima, onde sistemarmi il meno scomodamente possibile o almeno per piazzare i bagagli in posizioni meno ingombranti. Noto con piacere che le premurosissime FFSS hanno deciso, dato l'afflusso mostruoso di persone, di istituire sulla tratta Roma-Milano la bellezza di 1(un) treno straordinario, in vero straordinario fino ad un certo punto perché gia' previsto fino a Bologna e per l'occasione solamente prolungato. Suddetto treno partiva ben 10 (dieci) minuti prima di quello solito (unico Intercity pomeridiano) onde offrire con perspicacia mondiale all'utente una gamma di scelta in fatto di orario veramente imbarazzante. Il treno in questione, munito di ben sette vetture, era stato ulteriormente arricchito con un ulteriore vagone, portando il totale all'incredibile cifra di otto, contro gli undici di un normale Eurostar feriale. Prendo posto in quest'ultimo vagone e con stupore osservo che molti scompartimenti non sono prenotati; un gentilissimo controllore mi comunica che cio' e' possibile (ma non sicuro) trattandosi di una vettura aggiunta solo la mattina.
A cinque minuti dal via, mentre le mie terga riposano felici su un comodissimo sedile in vera-finta pelle umana, fantasticando un comodo pomeriggio, un omuncolo addetto della stazione, con la massima naturalezza viene ad apporre fuori dello scompartimento i cartellini, prima assenti, recanti le prenotazioni avvenute, nel nostro caso da Firenze a Milano. Qui entra in scena, con eccellente scelta di tempo, il buon samaritano, sotto le spoglie del controllore gia' citato. Ostentando grande senso della generosita' ci sussurra a mezza bocca che la carrozza ristorante precedente la nostra vettura e' vuota e non in uso per quel viaggio ed e' possibile usarla tranquillamente, anche se l'aria condizionata non funziona. In un lampo, come un sol uomo, circa venti fortunati, tra cui il sottoscritto (e che so scemo io?) si trasferiscono armi e bagagli in quel bengodi, fregandosene dell'aria condizionata e reputando di aver goduto di un culo sacchiano senza precedenti. Fino a Santa Maria Novella mi sono sentito un Re. A Firenze, con il nostro treno gia' stracolmo, guardo con commiserazione i poveri viaggiatori in cerca di un buchetto su cui infilarsi. Finché... Due uomini di fatica delle potentissime ed efficienti Ferrovie ci comunicano via finestrino che se non volevamo rimanere in stazione dovevamo cambiare carrozza.
Come? Ci deve essere un errore ! 'Scusi, guardi che il capotreno ci ha detto.'. Nulla da fare. S'ha da scendere, la vettura serve li'. Detto fatto, circa ottanta persone, me comprese, si trovano gettate sul marciapiede manco fossero mignotte di quart'ordine, senza altro diritto se non quello di maledire il premuroso e disinformato controllore, nel frattempo scomparso (ovvio !). Trovo, non so come, mezzo metro quadro di posto accanto ai cessi della vettura otto, in piedi e pigiato ovunque da altri passeggeri imbufaliti. I cinquanta minuti di ritardo di Firenze, di cui prima non me ne poteva importare di meno, via, via aumentano rendendo il resto del viaggio una Via Crucis. Arrivo, deo gratias, a Milano Centrale alle 23.20, con soli 100 minuti di ritardo sulla tabella prevista, con quattro ore e mezza di trasporto tipo cavallo, senza diritto, in quanto non prenotato, di chiedere neanche il benché minimo rimborso, ma ancora parzialmente contento di poter giungere a casa in mezz'oretta. Ovviamente! Se non ci fosse il blocco totale dei mezzi, metro ed autobus. La notizia mi colpisce come se Porsenna mi avesse preso a randellate. Il taxi e' un mezzo irraggiungibile perché l'afflusso alla stazione Centrale e' tale che la fila per accaparrarsene uno e' lunga come quella per la Cappella Sistina nei giorni in cui si entra gratis. Prostrato, mi incammino, bagagli in mano. Faccio ancora in tempo a beccarmi sulla zucca uno scroscio uraganesco e a verificare lo scollamento della suola della scarpa destra. Sfinito, dopo un'ora e mezza e 7 km a fette, entro nel mio letto.
Unica nota positiva dell'Odissea: le Ferrovie dello Stato hanno evitato di dire all'arrivo la solita frase idiota 'Grazie di aver viaggiato con noi'. Come se uno avesse scelta. Potessi, gli darei fuoco, altro che viaggiarci sopra.
Ferrovie: se le conosci bene, ma bene davvero, le eviti di sicuro."

Risposta ADUC
Il testo inviatoci e' molto carino. Per verificare pero' se vi sia stato arrecato un danno dalle Ferrovie, occorre chiarire un particolare: le prenotazioni da Firenze a Milano, interessavano tutto lo scompartimento, o no? Se cosi' fosse, sareste stati obbligati a scendere dalla carrozza (ed in concreto non sembrerebbe cambiato niente): in caso contrario, invece, la questione cambia -almeno dal punto di vista morale.
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