Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 maggio 2001
Lo scorso settembre, mio fratello, ha aperto presso uno sportello postale di Bologna, un Bancoposta. Come sicuramente saprete questi conti permettono di poter compiere prelievi o effettuare assegni, ma senza mai poter andare al di sotto della cifra in cassa (non si puo’ andare in rosso come invece si puo’ in banca). Dalla meta’ di dicembre a marzo mio fratello non effettua operazioni perche’ fuori, ma al suo ritorno a casa scopre che non solo il suo conto e’ bloccato e sul suo conto sono state effettuate delle operazioni ma che addirittura lui risulta moroso. Cerca di scoprire cio’ che puo’ essere successo e si scopre che il numero del suo conto corrente risulta essere lo stesso dell'Ufficio del Registro Bologna - privati. Chiamiamo il CUAS di Bologna il quale ci informa che questo numero era stato affidato in precedenza all'Ufficio del registro (poi annullato) e che successivamente era stato, non si sa’ con quale logica, affidato a mio fratello. Pero’ con molta probabilita’ vi erano ancora in giro conti correnti postali con questo numero. Sul conto corrente di mio fratello arrivavano quindi soldi non suoi, ma la cosa spiacevole e’ che senza nessuna autorizzazione i vari CUAS o chi per loro agivano sul conto sottraendo la somma versata erroneamente. NOi ci chiediamo
1) E' mai possibile che possano succedere cose del genere?
2) E' possibile che un terzo possa compiere operazioni sul proprio conto corrente senza chiedere nessuna autorizzazione?
3) Dov'e’ il diritto alla privacy?
4) I continui versamenti hanno fatto perdere di vista la reale situazione di cassa, inducendo mio fratello a compiere, in tutta buona fede, prelievi di soldi non suoi, che adesso le Poste richiedono a gran voce (circa 2.000.000).
Abbiamo richiesto che ci inviassero i dati di tutte le operazioni compiute dall'apertura del conto ad ora, ma ancora non e’ arrivato niente se non la richiesta del rientro del debito per far si’ che loro possano chiudere il conto; ma come mai non hanno avvisato prima dell'errore e hanno aspettato che ci accorgessimo noi che qualcosa non andava?
Cos'altro possiamo fare?
E' giusto rivolgerci ad un legale per tutelare i nostri diritti?
Grazie per la disponibilita’ e per tutti i consigli che potrete inviarci.
1) E' mai possibile che possano succedere cose del genere?
2) E' possibile che un terzo possa compiere operazioni sul proprio conto corrente senza chiedere nessuna autorizzazione?
3) Dov'e’ il diritto alla privacy?
4) I continui versamenti hanno fatto perdere di vista la reale situazione di cassa, inducendo mio fratello a compiere, in tutta buona fede, prelievi di soldi non suoi, che adesso le Poste richiedono a gran voce (circa 2.000.000).
Abbiamo richiesto che ci inviassero i dati di tutte le operazioni compiute dall'apertura del conto ad ora, ma ancora non e’ arrivato niente se non la richiesta del rientro del debito per far si’ che loro possano chiudere il conto; ma come mai non hanno avvisato prima dell'errore e hanno aspettato che ci accorgessimo noi che qualcosa non andava?
Cos'altro possiamo fare?
E' giusto rivolgerci ad un legale per tutelare i nostri diritti?
Grazie per la disponibilita’ e per tutti i consigli che potrete inviarci.
Risposta ADUC
Questo "terzo" di cui parla, in realta' non era un estraneo qualsiasi, ma ha agito in quanto il conto gli era assegnato (al Cuas). Il problema non e' tanto il fatto che un estraneo agisca sul conto di terzi, ne' dunque questione di privacy, ma proprio di un errore delle Poste e di un conseguente danno da lei subito.
Sicuramente, il prelievo indebito deve rientrare (non essersene accorti -e non sapere quanto c'era sul conto e non verificare le operazioni- non e' molto credibile). Pero', suo fratello ha a sua volta il diritto di contestare il danno subito e la conseguente illegittimita', chiedendo il rimborso del danno -dettando un termine entro cui provvedervi- ed avvisando che in difetto fara' causa -rivolgendosi al giudice di pace.
Sicuramente, il prelievo indebito deve rientrare (non essersene accorti -e non sapere quanto c'era sul conto e non verificare le operazioni- non e' molto credibile). Pero', suo fratello ha a sua volta il diritto di contestare il danno subito e la conseguente illegittimita', chiedendo il rimborso del danno -dettando un termine entro cui provvedervi- ed avvisando che in difetto fara' causa -rivolgendosi al giudice di pace.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti