Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 maggio 2001
Spett.le
Sono l'ennesima vittima dell'ormai tristemente famosa NEWTRAVEL. Le modalita’ della vicenda sono del tutto simili a quelle descritte nella lettera del 19-gen-01. Sabato 28-apr-01 siamo stai invitati ad andare a ritirare un soggiorno omaggio presso un albergo di Corbetta, in provincia di Milano con la promessa che l'incontro non sarebbe durato piu’ di mezz'ora. Siamo andati e ci e’ stato prospettato, con la sola spesa di circa 2.000.000 di usufruire di una settimana di vacanza per quattro persone in residences o appartamenti appartenenti al Club La Costa o RCI. il pagamento avrebbe potuto essere addirittura a 30/60/90 giorni. Poi ci venne detto che chi raggiungeva l'importo di £19.900.000 nell'arco di 10 anni avrebbe ottenuto il diritto alla settimana di vacanza per tutta la vita con possibilita’ di cessione, rivendibilita’ ed ereditabilita’. Nel frattempo la famosa mezz'ora era trascorsa da parecchio tempo per cui alla nostra richiesta di "venire al dunque" ci viene chiamato un direttore che i riassume il tutto e che ci presenta un modulo di "proposta d'acquisto" nel quale sono riassunte alcune cose chiave del Club, e ci scrive a mano sulla riga "commerciale" £2.000.000 30/60/90gg presentando la cosa come il minimo indispensabile per entrare nel Club.e che per maggiori chiarimenti sarebbe venuto a casa nostra un funzionario per portarci il certificato e il catalogo con le possibili destinazioni che al momento non era disponibile; purtroppo firmiamo.
IL giorno 01-maggio arriva il loro funzionario che innanzi tutto ci chiede di preparare n°3 assegni postdatati da 700.000 cad. con scadenze 30/60/90 come da accordi per la consegna del certificato e poi se intendiamo aprire un finanziamento per il pagamento dei rimanenti 17.900.000. A questo punto spieghiamo che ci era stato detto che tale importo era pagabile in 10 anni e che non intendiamo aprire nessun finanziamento. Il funzionario su nostra richiesta ci mette in contatto con il direttore commerciale della NEWTRAVEL il quale basandosi su quanto scritto nella proposta di acquisto da noi incautamente firmata ci prospetta in caso di nostra rinuncia il pagamento del 30% dell'importo totale (19.900.000) e cioe' circa 6.000.000,anzi per il nostro interesse ci consiglia di fare comunque la prima vacanza che comunque alla scadenza del periodo minimo (6 mesi) avremmo potuto restituire il certificato, (cosa di cui non sono pienamente convinto). Spaventati dalla possibilita’ di incorrere in una penale cosi’ alta (e ignoranti sui nostri diritti di acquirenti) accettiamo a malavoglia la proposta, firmiamo i tre assegni da 700.000 cad. e anche la proposta di finanziamento di 17.800.000 da restituire in 48 rate.
A questo punto pero’ convinti di essere stati raggirati, grazie a un nostro amico, scopriamo su internet (noi purtroppo non possediamo un computer) il vostro prezioso sito e i numerosi casi come il nostro.
Scriviamo il giorno 3 maggio 2001 (quindi nei termini di legge) una raccomandata A/R (di cui alleghiamo copia) chiedendo la rescissione dei contratti da noi firmati sulla falsariga di quella da voi preparata per altri casi analoghi. A questo punto quanto possiamo aspettarci che ci venga richiesto come indennizzo e con quali prove e con quali modalita’?
Inoltre cosa possiamo fare per recuperare gli assegni da noi emessi? Infine l'annullamento della richiesta di finanziamento e’ a carico del venditore come dice la legge oppure e’ meglio inviare una raccomandata anche alla finanziaria?
Complimentandoci per il servizio da voi svolto e ringraziandovi anticipatamente per l'eventuale risposta porgiamo distinti saluti.
Sono l'ennesima vittima dell'ormai tristemente famosa NEWTRAVEL. Le modalita’ della vicenda sono del tutto simili a quelle descritte nella lettera del 19-gen-01. Sabato 28-apr-01 siamo stai invitati ad andare a ritirare un soggiorno omaggio presso un albergo di Corbetta, in provincia di Milano con la promessa che l'incontro non sarebbe durato piu’ di mezz'ora. Siamo andati e ci e’ stato prospettato, con la sola spesa di circa 2.000.000 di usufruire di una settimana di vacanza per quattro persone in residences o appartamenti appartenenti al Club La Costa o RCI. il pagamento avrebbe potuto essere addirittura a 30/60/90 giorni. Poi ci venne detto che chi raggiungeva l'importo di £19.900.000 nell'arco di 10 anni avrebbe ottenuto il diritto alla settimana di vacanza per tutta la vita con possibilita’ di cessione, rivendibilita’ ed ereditabilita’. Nel frattempo la famosa mezz'ora era trascorsa da parecchio tempo per cui alla nostra richiesta di "venire al dunque" ci viene chiamato un direttore che i riassume il tutto e che ci presenta un modulo di "proposta d'acquisto" nel quale sono riassunte alcune cose chiave del Club, e ci scrive a mano sulla riga "commerciale" £2.000.000 30/60/90gg presentando la cosa come il minimo indispensabile per entrare nel Club.e che per maggiori chiarimenti sarebbe venuto a casa nostra un funzionario per portarci il certificato e il catalogo con le possibili destinazioni che al momento non era disponibile; purtroppo firmiamo.
IL giorno 01-maggio arriva il loro funzionario che innanzi tutto ci chiede di preparare n°3 assegni postdatati da 700.000 cad. con scadenze 30/60/90 come da accordi per la consegna del certificato e poi se intendiamo aprire un finanziamento per il pagamento dei rimanenti 17.900.000. A questo punto spieghiamo che ci era stato detto che tale importo era pagabile in 10 anni e che non intendiamo aprire nessun finanziamento. Il funzionario su nostra richiesta ci mette in contatto con il direttore commerciale della NEWTRAVEL il quale basandosi su quanto scritto nella proposta di acquisto da noi incautamente firmata ci prospetta in caso di nostra rinuncia il pagamento del 30% dell'importo totale (19.900.000) e cioe' circa 6.000.000,anzi per il nostro interesse ci consiglia di fare comunque la prima vacanza che comunque alla scadenza del periodo minimo (6 mesi) avremmo potuto restituire il certificato, (cosa di cui non sono pienamente convinto). Spaventati dalla possibilita’ di incorrere in una penale cosi’ alta (e ignoranti sui nostri diritti di acquirenti) accettiamo a malavoglia la proposta, firmiamo i tre assegni da 700.000 cad. e anche la proposta di finanziamento di 17.800.000 da restituire in 48 rate.
A questo punto pero’ convinti di essere stati raggirati, grazie a un nostro amico, scopriamo su internet (noi purtroppo non possediamo un computer) il vostro prezioso sito e i numerosi casi come il nostro.
Scriviamo il giorno 3 maggio 2001 (quindi nei termini di legge) una raccomandata A/R (di cui alleghiamo copia) chiedendo la rescissione dei contratti da noi firmati sulla falsariga di quella da voi preparata per altri casi analoghi. A questo punto quanto possiamo aspettarci che ci venga richiesto come indennizzo e con quali prove e con quali modalita’?
Inoltre cosa possiamo fare per recuperare gli assegni da noi emessi? Infine l'annullamento della richiesta di finanziamento e’ a carico del venditore come dice la legge oppure e’ meglio inviare una raccomandata anche alla finanziaria?
Complimentandoci per il servizio da voi svolto e ringraziandovi anticipatamente per l'eventuale risposta porgiamo distinti saluti.
Risposta ADUC
Non abbiamo potuto leggere la vostra lettera, in quanto per tutelarci da eventuali virus, non apriamo gli allegati in file, se segnalati come a rischio.
Tuttavia riteniamo di poter risponderle.
La raccomandata A/R di recesso deve essere inviata per i due distinti contratti (uno alla Societa' -intestato p.c. anche alla proprieta' e non solo alla venditrice- e l'altro alla finanziaria, in quanto, essendo contratti distinti e con societa' diverse, devono essere disdetti separatamente).
Alla Societa' occorre anche ingiungere di provvedere alla restituzione dei titoli, indicando un termine di giorni entro cui provvedere, avvisando che in difetto fara' causa per danni, oltre a sottolineare la totale illegittimita' della clausola che prevede il pagamento di una penale del 30%, in quanto cio' e' impedito ai sensi del decr. Legisl.427/98.
Le spese accessorie previste in contratto, che non siano Iva od altre percentuali di quel tipo, le dovrete pero' pagare (potrebbero trattenersi un assegno).
Se non vi restituissero gli assegni in piu', dovreste rivolgersi al giudice di pace.
(p.s.: l'annullamento del finanziamento non e' a carico del venditore: se il recesso dal contratto principale avvenisse piu' in la', dovrebbe provvedere la Societa' venditrice, ma in questo momento quello esercitato e' un recesso dal contratto entro i 7gg., a vostro carico e nel vostro interesse -10gg. sono per la multiproprieta').
Tuttavia riteniamo di poter risponderle.
La raccomandata A/R di recesso deve essere inviata per i due distinti contratti (uno alla Societa' -intestato p.c. anche alla proprieta' e non solo alla venditrice- e l'altro alla finanziaria, in quanto, essendo contratti distinti e con societa' diverse, devono essere disdetti separatamente).
Alla Societa' occorre anche ingiungere di provvedere alla restituzione dei titoli, indicando un termine di giorni entro cui provvedere, avvisando che in difetto fara' causa per danni, oltre a sottolineare la totale illegittimita' della clausola che prevede il pagamento di una penale del 30%, in quanto cio' e' impedito ai sensi del decr. Legisl.427/98.
Le spese accessorie previste in contratto, che non siano Iva od altre percentuali di quel tipo, le dovrete pero' pagare (potrebbero trattenersi un assegno).
Se non vi restituissero gli assegni in piu', dovreste rivolgersi al giudice di pace.
(p.s.: l'annullamento del finanziamento non e' a carico del venditore: se il recesso dal contratto principale avvenisse piu' in la', dovrebbe provvedere la Societa' venditrice, ma in questo momento quello esercitato e' un recesso dal contratto entro i 7gg., a vostro carico e nel vostro interesse -10gg. sono per la multiproprieta').
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