Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 maggio 2001
Vi prego di darmi un consiglio in merito a questa faccenda assicurativa che mi ha coinvolto...Soprattutto in merito ai tempi di elaborazione delle perizie medico-legali da parte dei medici incaricati dalle Compagnie Assicurative (ho letto il codice deontologico dei medici e all'art.74 non specifica alcunché!)...Segue il testo della lettera da me inviata e pubblicata sul Giornale di Brescia del 1/5/2001 e sul Bresciaoggi del 29/4/2001...Grazie per l'aiuto...
"A proposito di Assicurazioni"
In questo periodo di accese discussioni in merito al caro prezzi delle polizze RCA, voglio portare la mia testimonianza intesa ad evidenziare quanto, in Italia, anche le coperture previdenziali ed assistenziali delegate dallo Stato, volente o nolente, alla gestione da parte di compagnie private siano, in realtà, estremamente raccolte in un processo di capitalizzazione dei risparmi raccolti da parte degli assistiti, in odore di globalizzazione, a discapito in effetti degli interessi degli assicurati medesimi.
La mia disavventura inizia il 14/11/2000, per una frattura al IV metacarpo sinistro, un piccolo ossicino purché portante della mano sinistra. Vengo in tal data ricoverato presso una clinica privata convenzionata dove un’equipe medica di chirurgia della mano interviene sulla frattura: prognosi di 40gg. con bendaggio amidato, in previsione di successiva rimozione dei fili di K inseriti per agevolare la calcificazione. Trascorsi i 40gg., per esattezza il 29/12/2000, in Day Hospital mi vengono rimosse le protesi provvisorie, peraltro infette e quindi trascorro altri 30gg. in malattia con una medicazione periodicamente da disinfettare.
La copertura assicurativa in questione prevedeva una diaria giornaliera per ricovero ospedaliero ed una diaria da gesso o equivalente (bendaggi amidati, steccature, ecc.) oltre ad una copertura per invalidità parziale o permanente con una franchigia di 3 punti percentuali. Trascorsi 30gg. dal termine della malattia, a febbraio dell’anno in corso mi sottopongo ad una perizia medico-legale di parte nella quale mi vengono assegnati 4 punti di invalidità. Trasmetto il tutto alla mia compagnia la quale mi assicura di mandarmi a visita presso il loro medico legale. Dopo svariate telefonate di sollecito, riesco ad ottenere una visita per il giorno 30 marzo scorso (3 mesi dopo la chiusura definitiva dell’infortunio) nella quale il medico, presa visione della perizia di parte da me presentata al medesimo, addirittura "si complimenta nell’avergli risparmiato del lavoro" e mi garantisce di "tener buona la mia perizia, dal momento che era già stata fatta da persona competente in materia "Potete perciò immaginare quanto sommariamente tale medico legale abbia visitato la mia mano, estremamente sollevato dalle proprie incombenze con alla mano la copia della mia perizia di parte. Dopo un’ulteriore serie di telefonate in agenzia di sollecito per il riscontro delle due perizie al fine di concludere finalmente tale disavventura, ieri, 27 aprile 2001, a più di 5 mesi dalla data dell’infortunio, mi viene presentata dal mio assicuratore la quietanza di risarcimento danni subiti per le sole diarie di ricovero e gessatura (avvenuta realmente per soli 40gg. rispetto ai complessivi 75gg. di effettiva malattia e astensione dal lavoro!!!), senza alcun riconoscimento per l’invalidità essendomi stati attribuiti dal medico legale al servizio della compagnia solamente 2 punti di invalidità (guarda caso, la franchigia arriva sino a 3!!!). Morale della favola, 4 mesi dalla chiusura dell’infortunio trascorsi inutilmente per ricevere un assegno della somma che potrei aver riscosso già allora!!! Con la beffa di riscontrare l’inerzia, l’inettitudine e l’intollerabile inosservanza etico-professionale di un medico legale che fa proprio il lavoro altrui per poi, in osservanza di regole lobbistiche, a comando modifica a favore del proprio commissionario il risultato della perizia.
Credo che rivedrò i termini della mia copertura assicurativa sugli infortuni e controllerò attentamente le garanzie e prescrizioni di ogni altra polizza già stipulata. Ne sono certo.
"A proposito di Assicurazioni"
In questo periodo di accese discussioni in merito al caro prezzi delle polizze RCA, voglio portare la mia testimonianza intesa ad evidenziare quanto, in Italia, anche le coperture previdenziali ed assistenziali delegate dallo Stato, volente o nolente, alla gestione da parte di compagnie private siano, in realtà, estremamente raccolte in un processo di capitalizzazione dei risparmi raccolti da parte degli assistiti, in odore di globalizzazione, a discapito in effetti degli interessi degli assicurati medesimi.
La mia disavventura inizia il 14/11/2000, per una frattura al IV metacarpo sinistro, un piccolo ossicino purché portante della mano sinistra. Vengo in tal data ricoverato presso una clinica privata convenzionata dove un’equipe medica di chirurgia della mano interviene sulla frattura: prognosi di 40gg. con bendaggio amidato, in previsione di successiva rimozione dei fili di K inseriti per agevolare la calcificazione. Trascorsi i 40gg., per esattezza il 29/12/2000, in Day Hospital mi vengono rimosse le protesi provvisorie, peraltro infette e quindi trascorro altri 30gg. in malattia con una medicazione periodicamente da disinfettare.
La copertura assicurativa in questione prevedeva una diaria giornaliera per ricovero ospedaliero ed una diaria da gesso o equivalente (bendaggi amidati, steccature, ecc.) oltre ad una copertura per invalidità parziale o permanente con una franchigia di 3 punti percentuali. Trascorsi 30gg. dal termine della malattia, a febbraio dell’anno in corso mi sottopongo ad una perizia medico-legale di parte nella quale mi vengono assegnati 4 punti di invalidità. Trasmetto il tutto alla mia compagnia la quale mi assicura di mandarmi a visita presso il loro medico legale. Dopo svariate telefonate di sollecito, riesco ad ottenere una visita per il giorno 30 marzo scorso (3 mesi dopo la chiusura definitiva dell’infortunio) nella quale il medico, presa visione della perizia di parte da me presentata al medesimo, addirittura "si complimenta nell’avergli risparmiato del lavoro" e mi garantisce di "tener buona la mia perizia, dal momento che era già stata fatta da persona competente in materia "Potete perciò immaginare quanto sommariamente tale medico legale abbia visitato la mia mano, estremamente sollevato dalle proprie incombenze con alla mano la copia della mia perizia di parte. Dopo un’ulteriore serie di telefonate in agenzia di sollecito per il riscontro delle due perizie al fine di concludere finalmente tale disavventura, ieri, 27 aprile 2001, a più di 5 mesi dalla data dell’infortunio, mi viene presentata dal mio assicuratore la quietanza di risarcimento danni subiti per le sole diarie di ricovero e gessatura (avvenuta realmente per soli 40gg. rispetto ai complessivi 75gg. di effettiva malattia e astensione dal lavoro!!!), senza alcun riconoscimento per l’invalidità essendomi stati attribuiti dal medico legale al servizio della compagnia solamente 2 punti di invalidità (guarda caso, la franchigia arriva sino a 3!!!). Morale della favola, 4 mesi dalla chiusura dell’infortunio trascorsi inutilmente per ricevere un assegno della somma che potrei aver riscosso già allora!!! Con la beffa di riscontrare l’inerzia, l’inettitudine e l’intollerabile inosservanza etico-professionale di un medico legale che fa proprio il lavoro altrui per poi, in osservanza di regole lobbistiche, a comando modifica a favore del proprio commissionario il risultato della perizia.
Credo che rivedrò i termini della mia copertura assicurativa sugli infortuni e controllerò attentamente le garanzie e prescrizioni di ogni altra polizza già stipulata. Ne sono certo.
Risposta ADUC
Tempi specifici entro cui presentare gli atti non ce ne sono: se degenerassero nel ritardare, dovrebbe mettere in mora il liquidatore perche' svolga la sua funzione entro un termine preciso che indichera' (con la conseguenza che questi provvederebbe a sollecitare il proprio perito).
Nel suo caso non si sta parlando di tempi, ma di contenuti: in primo luogo contesti -tramite raccomandata A/R- la cifra liquidata al suo referente, invitandolo a far rivalutare la perizia di parte presentata al medico legale dell'assicurazione, ed avvisando che in difetto fara' causa per danni, considerandoli inadempienti.
Passano infruttuosamente il termine dato, si rivolga al giudice di pace, entrando in contenzioso con la sua assicurazione (ma prima tenti la fase conciliativa, sempre davanti al giudice).
Nel suo caso non si sta parlando di tempi, ma di contenuti: in primo luogo contesti -tramite raccomandata A/R- la cifra liquidata al suo referente, invitandolo a far rivalutare la perizia di parte presentata al medico legale dell'assicurazione, ed avvisando che in difetto fara' causa per danni, considerandoli inadempienti.
Passano infruttuosamente il termine dato, si rivolga al giudice di pace, entrando in contenzioso con la sua assicurazione (ma prima tenti la fase conciliativa, sempre davanti al giudice).
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