Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 aprile 2001
Cara Aduc,
come da Voi gentilmente consigliato (rif. alla mia del 17.4 e Vs. risposta del 18.4) essendo in causa con mio zio per una causa di usucapione da lui intentata contro di me, che sono a tutti gli effetti il legittimo proprietario dell'immobile in comproprieta’ con mio padre, ho accettato di partecipare alle spese di manutenzione straordinaria (rifacimento degli intonaci esterni e tinteggiatura) che in silenzio stava per avviare a mia insaputa lo zio. Le spese sono state pariteticamente divise (50%) con l'altro legittimo proprietario (trattasi di una villetta con 2 appartamenti verticali). In verita’ tutto cio’ non e’ stato facile in quanto lo zio, in maniera subdola e con libero arbitrio, aveva preso accordi con il proprietario dell'immobile al 1° piano ed aveva gia’ avviato i lavori di ristrutturazione con una impresa. Credo che essendo pendente un giudizio sul tentato usucapione (attualmente lo zio risulterebbe un comodatario gratuito dell'appartamento al piano secondo - mentre il sottoscritto con mio padre sono i legittimi proprietari, che hanno costruito, si sono sempre interessati della proprieta’, hanno pagato IRPEF, ICI e quant'altro) e’ stato consigliato allo zio dal suo legale una azione di forza per dimostrare che il proprietario e’ lui e non noi. Di fatto e per puro caso vengo a sapere che erano gia’ iniziati i lavori manutentivi il giorno 24.4.2001. In data 20.4.2001 lo zio aveva infatti presentato all'Ufficio tecnico del Comune il modello compilato a suo nome e accettato dal proprietario dell'appartamento al piano primo, per la comunicazione relativa ad opere di manutenzione ordinaria. Subito ho mandato con raccomandata A.R. diffida alla zio e al proprietario del 1° piano a continuare le opere; bloccando di fatto i lavori. Mi sono altresi’ accordato con il proprietario del 1° piano per fare in modo che i lavori manutentivi, ormai veramente improcrastinabili, venissero effettuati congiuntamente dallo stesso e dal sottoscritto. Questo signore ha annullato la sua richiesta di concessione al comune e ne abbiamo presentata una nuova, tra l'altro su un differente modello inviata al Sindaco, a nome mio e dell'altro proprietario.
E' stato richiesto all'impresa edile un nuovo preventivo a ns. nome e da lunedi’ 30.4. p.v. riprenderanno i lavori, questa volta da noi commissionati. Lo zio e’ ovviamente infuriato, minaccia azioni legali verso il mondo intero, verbalmente offende profondamente la mia persona; si e’ persino rifiutato di ritirare l'assegno di caparra che il proprietario dell'impresa, informato della realta’ dei fatti, ha cercato immediatamente di restituire. Lo fara’ probabilmente con assicurata postale o altro strumento. Dopo tutta questa lunga prefazione cortesemente Vi chiedo: posso fare altre cose per tutelare i miei diritti? Inoltre: lo zio, in attesa di rigetto o accoglimento, delle richieste avanzate (usucapione sulla proprieta’ e non sul diritto di abitazione) poiche’ si arroga con tutto il mondo il titolo di proprietario non commette un abuso? Non puo’ essere tacciato di millanteria? Oltre a confrontarmi con il mio legale come posso contrastare i "suggerimenti" decisamente non troppo etici degli avvocati della controparte. In questo contesto lo zio beneficia gratuitamente di una posizione vantaggiosa: non paga tasse, non ne ha mai pagate, e’ attualmente locato in quest'appartamento dal 1962 grazie allo spirito di fratellanza (tradito) di mio padre, in quasi 40 anni di locazione ha saltuariamente partecipato a spese di manutenzione ordinaria per il valore di £4milioni (l'appartamento ne vale almeno 230 milioni) e dichiara di essere il proprietario solo per il fatto che ci abita da 40 anni; io e mio padre paghiamo ed abbiamo sempre pagato le tasse sulla proprieta’ e tutti gli oneri dei proprietari e ci vediamo trattati in questo modo. Io ovviamente non vivo in questa proprieta’ e il mio timore e’ quello che qualche azione "non conforme" da parte dello zio, che e’ molto spregiudicato, non la possa sapere in tempo reale e quindi intervenire. Gradirei commenti e Vs. consigli al riguardo.
Grazie di tutto e complimenti per le Vs. iniziative.
come da Voi gentilmente consigliato (rif. alla mia del 17.4 e Vs. risposta del 18.4) essendo in causa con mio zio per una causa di usucapione da lui intentata contro di me, che sono a tutti gli effetti il legittimo proprietario dell'immobile in comproprieta’ con mio padre, ho accettato di partecipare alle spese di manutenzione straordinaria (rifacimento degli intonaci esterni e tinteggiatura) che in silenzio stava per avviare a mia insaputa lo zio. Le spese sono state pariteticamente divise (50%) con l'altro legittimo proprietario (trattasi di una villetta con 2 appartamenti verticali). In verita’ tutto cio’ non e’ stato facile in quanto lo zio, in maniera subdola e con libero arbitrio, aveva preso accordi con il proprietario dell'immobile al 1° piano ed aveva gia’ avviato i lavori di ristrutturazione con una impresa. Credo che essendo pendente un giudizio sul tentato usucapione (attualmente lo zio risulterebbe un comodatario gratuito dell'appartamento al piano secondo - mentre il sottoscritto con mio padre sono i legittimi proprietari, che hanno costruito, si sono sempre interessati della proprieta’, hanno pagato IRPEF, ICI e quant'altro) e’ stato consigliato allo zio dal suo legale una azione di forza per dimostrare che il proprietario e’ lui e non noi. Di fatto e per puro caso vengo a sapere che erano gia’ iniziati i lavori manutentivi il giorno 24.4.2001. In data 20.4.2001 lo zio aveva infatti presentato all'Ufficio tecnico del Comune il modello compilato a suo nome e accettato dal proprietario dell'appartamento al piano primo, per la comunicazione relativa ad opere di manutenzione ordinaria. Subito ho mandato con raccomandata A.R. diffida alla zio e al proprietario del 1° piano a continuare le opere; bloccando di fatto i lavori. Mi sono altresi’ accordato con il proprietario del 1° piano per fare in modo che i lavori manutentivi, ormai veramente improcrastinabili, venissero effettuati congiuntamente dallo stesso e dal sottoscritto. Questo signore ha annullato la sua richiesta di concessione al comune e ne abbiamo presentata una nuova, tra l'altro su un differente modello inviata al Sindaco, a nome mio e dell'altro proprietario.
E' stato richiesto all'impresa edile un nuovo preventivo a ns. nome e da lunedi’ 30.4. p.v. riprenderanno i lavori, questa volta da noi commissionati. Lo zio e’ ovviamente infuriato, minaccia azioni legali verso il mondo intero, verbalmente offende profondamente la mia persona; si e’ persino rifiutato di ritirare l'assegno di caparra che il proprietario dell'impresa, informato della realta’ dei fatti, ha cercato immediatamente di restituire. Lo fara’ probabilmente con assicurata postale o altro strumento. Dopo tutta questa lunga prefazione cortesemente Vi chiedo: posso fare altre cose per tutelare i miei diritti? Inoltre: lo zio, in attesa di rigetto o accoglimento, delle richieste avanzate (usucapione sulla proprieta’ e non sul diritto di abitazione) poiche’ si arroga con tutto il mondo il titolo di proprietario non commette un abuso? Non puo’ essere tacciato di millanteria? Oltre a confrontarmi con il mio legale come posso contrastare i "suggerimenti" decisamente non troppo etici degli avvocati della controparte. In questo contesto lo zio beneficia gratuitamente di una posizione vantaggiosa: non paga tasse, non ne ha mai pagate, e’ attualmente locato in quest'appartamento dal 1962 grazie allo spirito di fratellanza (tradito) di mio padre, in quasi 40 anni di locazione ha saltuariamente partecipato a spese di manutenzione ordinaria per il valore di £4milioni (l'appartamento ne vale almeno 230 milioni) e dichiara di essere il proprietario solo per il fatto che ci abita da 40 anni; io e mio padre paghiamo ed abbiamo sempre pagato le tasse sulla proprieta’ e tutti gli oneri dei proprietari e ci vediamo trattati in questo modo. Io ovviamente non vivo in questa proprieta’ e il mio timore e’ quello che qualche azione "non conforme" da parte dello zio, che e’ molto spregiudicato, non la possa sapere in tempo reale e quindi intervenire. Gradirei commenti e Vs. consigli al riguardo.
Grazie di tutto e complimenti per le Vs. iniziative.
Risposta ADUC
Puo' anche darsi che lei perda la casa, tuttavia noi non riusciamo a capacitarci di come possa avere paura di qualcosa, visto come stanno le cose. Se dovesse inventare qualcosa di nuovo, si vedra' in quel momento: per adesso si puo' solo rilevare che questa persona e' stata a titolo gratuito nella vostra casa, senza che nessuna azione fosse fatta per dimostrare la proprieta': secondo questo concetto, i comodatari o gli affittuari potrebbero vantare dei diritti sull'immobile che occupano, per il semplice fatto di starci, e non e' cosi'.
Non vediamo che cos'altro lei possa fare, se non continuare a pagare tutte le sue tasse e tutti gli altri interventi, e contestare ogni posizione egli possa sostenere in atti (questo e' compito del suo legale): noi non conosciamo gli atti ma solo quello che ci dice, dunque non sappiamo che cosa questa persona puo' essersi inventata: ad ogni modo, non basta dire le cose perche' le stesse siano vere, e quindi e' sufficiente dimostrare l'infondatezza o la falsita' di tutto cio' che possa essere sostenuto.
Se vuole, puo' consultare ulteriormente dei tecnici, reperibili anche nella sua zona tramite il sito clicca qui
Non vediamo che cos'altro lei possa fare, se non continuare a pagare tutte le sue tasse e tutti gli altri interventi, e contestare ogni posizione egli possa sostenere in atti (questo e' compito del suo legale): noi non conosciamo gli atti ma solo quello che ci dice, dunque non sappiamo che cosa questa persona puo' essersi inventata: ad ogni modo, non basta dire le cose perche' le stesse siano vere, e quindi e' sufficiente dimostrare l'infondatezza o la falsita' di tutto cio' che possa essere sostenuto.
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