Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 aprile 2001
L'inquilino di mia madre nel novembre del '99, al terzo inverno del contratto di locazione, ha approfittato dell'assenza di mia madre allora ottantaquattrenne e mia ospite, per installare nell'alloggio locato al piano terra di una villetta bifamiliare una stufa a legna.
Senza autorizzazione ha bucato la parete del corridoio che separa l'alloggio dalla C.T. ed ha inserito il tubo della stufa nella canna fumaria della caldaia centralizzata a gas metano, togliendo quello dell'impianto esistente ed impedendoci di utilizzare l'alloggio di mia madre soprastante durante tutto l'inverno.
La vera motivazione di questa sua azione, riferita anche al CTU in presenza di mia sorella e di suo marito, oltre che del tecnico di nostra fiducia da noi nominato, era il desiderio di risparmiare (nonostante mia madre contribuisse al consumo di metano da noi non utilizzato al 40%, anticipasse con la domiciliazione bancaria il pagamento delle spese del metano, gli avesse dato la possibilità di regolarsi autonomamente i gradi di calore permettendogli di spostare nel suo alloggio il termostato).
L'uso di una stufa a legna e l'inutilizzo dei termosifoni ha danneggiato l'ambiente, producendo delle fioriture di condensa su alcune pareti.
Avendo insistito sul mantenimento della situazione da lui creata, ci siamo rivolti ad un legale.
Anche lui ha fatto altrettanto, facendo intervenire, a nostra insaputa, un ingegnere di sua conoscenza che ha rilasciato una relazione relativa alla C.T. con la quale ci accusava di non averla messa a norma (sul tubo della caldaia stessa si poteva leggere la relazione del tecnico che regolarmente effettuava i controlli con le risultanze opposte)
Il giudice ha riunito i due contenziosi ed inviato un geometra in qualità di CTU per verificare la veridicità di quanto dichiarato dall'ingegnere. L'abuso dell'inquilino non viene sottolineato nella relazione del geometra CTU che parla sì di danni alle pareti derivanti da una cattiva conduzione dell'alloggio, ma che, dopo essere intervenuto per ben tre volte per verificare la potenza della caldaia che non riusciva a calcolare con esattezza (sopra o sotto le 30000 KW? Se sopra non era a posto la CT- nonostante la sua ampiezza - se sotto poteva avere ragione l'inquilino che per aumentare i gradi di calore si era installato la stufa), in una relazione che non dà risposta a questo quesito e che è scorretta anche sotto il profilo delle affermazioni (tipo quella relativa alla porta della CT che definisce di legno quando è di ferro) sembra dar ragione all'inquilino.
Il nostro avvocato dopo la prima udienza ci abbandona, dandoci il preavviso poche settimane prima della seconda udienza.
Cerco disperatamente un avvocato e mi fanno il nome di uno in vista di Torino.
Mi chiede due milioni e quattrocentomila lire di anticipo per le sue prestazioni (per avere la ricevuta dovrò faticare parecchio), mi fa andare nel suo studio senza dirmi nulla della causa (non aveva neppure letto la pratica), due giorni prima dell'udienza mi richiede la controrelazione del mio geometra (da un giorno all'altro).Considerate queste cose ed il suo modo di trattarmi gli revoco il mandato che ha avuto la durata di circa tre settimane (Ottobre 2000) e gli chiedo la parcella che subito risulta essere di circa un milione e quattrocentomila e, poi, in seguito alla mia insistenza anche scritta per ottenere la ricevuta dell'acconto versatogli con assegno, in una seconda lettera fa coincidere il suo onorario con la somma che gli avevo anticipato.
Intanto l'inquilino dal gennaio 2000 aveva smesso di versare sul conto corrente di mia madre i soldi dell'affitto.
Approdo in un terzo studio: mi convinco che sarebbe il caso di avviare una nuova causa per l'ottenimento di un anno di affitto non versato. Per questo motivo lascio un milione, per l'attivazione di questa nuova causa.
Nel dicembre del 2000 l'inquilino lascia l'alloggio.
Giorni fa mi raggiunge la comunicazione del nostro terzo avvocato che il CTU pretende il pagamento della sua prestazione, peraltro connessa con la denuncia e la causa intentata dall'inquilino e non con la nostra e m'invita a soddisfare tale richiesta-.
In realtà ufficialmente la causa non si è conclusa, non ho comunicazioni ufficiali della stessa nè sentenze di giudici (tra l'altro anche il giudice che seguiva questa causa è stato cambiato) e mi chiedo se abbia un senso che si paghi un intervento da noi non richiesto senza una comunicazione del tribunale (ed è il nostro avvocato ad invitarci a farlo!)
Sentiamo tutto ciò come una grande ingiustizia: oltre al danno di un inquilino irresponsabile e prepotente che era entrato nell'alloggio un mese prima di quanto convenuto, che non contento di pagare quando voleva-nonostante i termini di un contratto- un affitto piuttosto basso per l'alloggio, (era il figlio di nostri vicini), di non avere dovuto lasciare nessun anticipo o caparra, di non aver dovuto pagare la luce della CT e dell'ingresso, ci ha lasciato la casa in condizioni disastrose (persino una porta con il vetro rotto), l’acqua da lui consumata nel 2000 da pagare ed un anno di affitto non versato. Oltre il danno la beffa di dover pagare avvocati, tecnici e tasse su un'entrata che non c'è stata.
Abbiamo sbagliato a seguire la strada della giustizia?
Che cosa dovevamo fare? Che cosa dobbiamo fare?
Tra avvocati ed i prossimi interventi di muratori e di imbianchini per rimediare ai suoi danni stiamo pagando più di quanto dovuto dall'inquilino che per un alloggio con sala cucina grande due camere da letto grande ripostiglio posti auto e giardino in collina pagava 500000 lire al mese. Mia madre è pensionata ed io sono alle prese con mutui e prestiti INPDAP per pagarmi un bilocale che sono stata costretta a comprare nella località dove lavoro e dove gli affitti sono elevatissimi ed ho già dei debiti per conto mio.
Grazie se vorrete darci una risposta.
Senza autorizzazione ha bucato la parete del corridoio che separa l'alloggio dalla C.T. ed ha inserito il tubo della stufa nella canna fumaria della caldaia centralizzata a gas metano, togliendo quello dell'impianto esistente ed impedendoci di utilizzare l'alloggio di mia madre soprastante durante tutto l'inverno.
La vera motivazione di questa sua azione, riferita anche al CTU in presenza di mia sorella e di suo marito, oltre che del tecnico di nostra fiducia da noi nominato, era il desiderio di risparmiare (nonostante mia madre contribuisse al consumo di metano da noi non utilizzato al 40%, anticipasse con la domiciliazione bancaria il pagamento delle spese del metano, gli avesse dato la possibilità di regolarsi autonomamente i gradi di calore permettendogli di spostare nel suo alloggio il termostato).
L'uso di una stufa a legna e l'inutilizzo dei termosifoni ha danneggiato l'ambiente, producendo delle fioriture di condensa su alcune pareti.
Avendo insistito sul mantenimento della situazione da lui creata, ci siamo rivolti ad un legale.
Anche lui ha fatto altrettanto, facendo intervenire, a nostra insaputa, un ingegnere di sua conoscenza che ha rilasciato una relazione relativa alla C.T. con la quale ci accusava di non averla messa a norma (sul tubo della caldaia stessa si poteva leggere la relazione del tecnico che regolarmente effettuava i controlli con le risultanze opposte)
Il giudice ha riunito i due contenziosi ed inviato un geometra in qualità di CTU per verificare la veridicità di quanto dichiarato dall'ingegnere. L'abuso dell'inquilino non viene sottolineato nella relazione del geometra CTU che parla sì di danni alle pareti derivanti da una cattiva conduzione dell'alloggio, ma che, dopo essere intervenuto per ben tre volte per verificare la potenza della caldaia che non riusciva a calcolare con esattezza (sopra o sotto le 30000 KW? Se sopra non era a posto la CT- nonostante la sua ampiezza - se sotto poteva avere ragione l'inquilino che per aumentare i gradi di calore si era installato la stufa), in una relazione che non dà risposta a questo quesito e che è scorretta anche sotto il profilo delle affermazioni (tipo quella relativa alla porta della CT che definisce di legno quando è di ferro) sembra dar ragione all'inquilino.
Il nostro avvocato dopo la prima udienza ci abbandona, dandoci il preavviso poche settimane prima della seconda udienza.
Cerco disperatamente un avvocato e mi fanno il nome di uno in vista di Torino.
Mi chiede due milioni e quattrocentomila lire di anticipo per le sue prestazioni (per avere la ricevuta dovrò faticare parecchio), mi fa andare nel suo studio senza dirmi nulla della causa (non aveva neppure letto la pratica), due giorni prima dell'udienza mi richiede la controrelazione del mio geometra (da un giorno all'altro).Considerate queste cose ed il suo modo di trattarmi gli revoco il mandato che ha avuto la durata di circa tre settimane (Ottobre 2000) e gli chiedo la parcella che subito risulta essere di circa un milione e quattrocentomila e, poi, in seguito alla mia insistenza anche scritta per ottenere la ricevuta dell'acconto versatogli con assegno, in una seconda lettera fa coincidere il suo onorario con la somma che gli avevo anticipato.
Intanto l'inquilino dal gennaio 2000 aveva smesso di versare sul conto corrente di mia madre i soldi dell'affitto.
Approdo in un terzo studio: mi convinco che sarebbe il caso di avviare una nuova causa per l'ottenimento di un anno di affitto non versato. Per questo motivo lascio un milione, per l'attivazione di questa nuova causa.
Nel dicembre del 2000 l'inquilino lascia l'alloggio.
Giorni fa mi raggiunge la comunicazione del nostro terzo avvocato che il CTU pretende il pagamento della sua prestazione, peraltro connessa con la denuncia e la causa intentata dall'inquilino e non con la nostra e m'invita a soddisfare tale richiesta-.
In realtà ufficialmente la causa non si è conclusa, non ho comunicazioni ufficiali della stessa nè sentenze di giudici (tra l'altro anche il giudice che seguiva questa causa è stato cambiato) e mi chiedo se abbia un senso che si paghi un intervento da noi non richiesto senza una comunicazione del tribunale (ed è il nostro avvocato ad invitarci a farlo!)
Sentiamo tutto ciò come una grande ingiustizia: oltre al danno di un inquilino irresponsabile e prepotente che era entrato nell'alloggio un mese prima di quanto convenuto, che non contento di pagare quando voleva-nonostante i termini di un contratto- un affitto piuttosto basso per l'alloggio, (era il figlio di nostri vicini), di non avere dovuto lasciare nessun anticipo o caparra, di non aver dovuto pagare la luce della CT e dell'ingresso, ci ha lasciato la casa in condizioni disastrose (persino una porta con il vetro rotto), l’acqua da lui consumata nel 2000 da pagare ed un anno di affitto non versato. Oltre il danno la beffa di dover pagare avvocati, tecnici e tasse su un'entrata che non c'è stata.
Abbiamo sbagliato a seguire la strada della giustizia?
Che cosa dovevamo fare? Che cosa dobbiamo fare?
Tra avvocati ed i prossimi interventi di muratori e di imbianchini per rimediare ai suoi danni stiamo pagando più di quanto dovuto dall'inquilino che per un alloggio con sala cucina grande due camere da letto grande ripostiglio posti auto e giardino in collina pagava 500000 lire al mese. Mia madre è pensionata ed io sono alle prese con mutui e prestiti INPDAP per pagarmi un bilocale che sono stata costretta a comprare nella località dove lavoro e dove gli affitti sono elevatissimi ed ho già dei debiti per conto mio.
Grazie se vorrete darci una risposta.
Risposta ADUC
Il fatto che non si sia conclusa la causa, non diminuisce il diritto del Ctu ad essere pagato: ma ad essere pagato da parte di chi ha intentato causa (che poi verra' rimborsato a causa finita se ha vinto, dalla controparte). Se la causa cui vi riferite non e' stata intentata da voi, non dovreste essere voi, allo stato, a dover pagare. Ma che abbiano sbagliato tutti, ci pare strano: e' sicuro che non sia il suo procedimento? E se sono stati uniti i due distinti ricorsi, come e' stata impostata l'unificazione? Ci pare che questo sia indispensabile per identificare cosa sia avvenuto.
Comunque, la richiesta del Ctu, per essere presentabile, deve essere liquidata dal giudice (su richiesta del Ctu, ma con il decreto esistente firmato dal giudice): lo e'?
La causa, non e' ancora finita: dunque, non e' detto che perdiate. Il vostro consulente tecnico di parte deve presentare le sue conclusioni e l'avvocato potrebbe ricusare la Ctu.
Per quanto riguarda il procedimento iniziato per ottenere il pagamento delle cifre dovute a titolo di rimborso dei canoni non pagati, verifichi quali beni questa persona abbia intestati a se' e dunque quali azioni siano eventualmente possibili -per l'esecuzione coattiva- una volta concluso vittoriosamente il procedimento.
Comunque, la richiesta del Ctu, per essere presentabile, deve essere liquidata dal giudice (su richiesta del Ctu, ma con il decreto esistente firmato dal giudice): lo e'?
La causa, non e' ancora finita: dunque, non e' detto che perdiate. Il vostro consulente tecnico di parte deve presentare le sue conclusioni e l'avvocato potrebbe ricusare la Ctu.
Per quanto riguarda il procedimento iniziato per ottenere il pagamento delle cifre dovute a titolo di rimborso dei canoni non pagati, verifichi quali beni questa persona abbia intestati a se' e dunque quali azioni siano eventualmente possibili -per l'esecuzione coattiva- una volta concluso vittoriosamente il procedimento.
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