Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 aprile 2001
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Cara Aduc,
ho appena letto sul vostro notiziario del 14 aprile il vostro punto di vista sull'operato del Ministro Bordon, che aveva firmato l'ordinanza di blocco della energia elettrica agli impianti di Radio vaticana, e l'intervento del ministro Amato, che ha prorogato al 30 aprile tale scadenza.
Sono rimasto molto meravigliato dalla posizione che avete assunto, poiche' di solito siete in pura linea con i regolamenti e le leggi. Qui si tratta di qualcuno che sta violando una legge, e non si capisce perche' possa continuare ad infrangerla: non interessa che sia una radio, una tv, una agenzia di trasporti, un ente pubblico.... Volete sostenere che una emittente ha piu' ragioni di altri imprenditori per violare la legge?
A esser buoni mi sembra una argomentazione come quelle che spesso tira fuori Telecom, ad essere maligni si puo' dire che sentite tale radio a voi vicina, come una attivita' simile alla vostra....e la difendete per spirito di categoria; ma questo non e' proprio nel vostro stile, per quel poco (6 mesi) che vi ho conosciuti !!
Che senso ha invocare la liberta' di espressione quando viene esercitata violando una legge, legge che finora nessuno aveva contestato? Come sarebbe andata se la radio in questione fosse stata una qualsiasi privata?
Sarebbe forse permesso ad Omnitel (tanto per fare un esempio) di violarla? Quanto ci metterebbe l'avversario Tim (che con Telecom alle spalle pare abbia poteri non inferiori a quelli del ministro Amato) a stroncarla? Voi difendereste Omnitel se violasse le normative in materia? Ritengo di no... e allora perche' Radio vaticana?
Fatemi capire, vi prego, la vostra logica in questa particolare presa di posizione, voi che sempre e comunque, senza tener conto del 'branco' ne' avendo di soggezione di alcuna istituzione, vi richiamate imprescindibilmente al diritto.
Con l'occasione, avendo desiderio di complimentarmi col sig. Donvito per alcuni suoi scritti negli editoriali, chiedo se puo' comunicarmi un indirizzo di posta elettronica che non sia quello generico della redazione.
Grazie.
Cara Aduc,
ho appena letto sul vostro notiziario del 14 aprile il vostro punto di vista sull'operato del Ministro Bordon, che aveva firmato l'ordinanza di blocco della energia elettrica agli impianti di Radio vaticana, e l'intervento del ministro Amato, che ha prorogato al 30 aprile tale scadenza.
Sono rimasto molto meravigliato dalla posizione che avete assunto, poiche' di solito siete in pura linea con i regolamenti e le leggi. Qui si tratta di qualcuno che sta violando una legge, e non si capisce perche' possa continuare ad infrangerla: non interessa che sia una radio, una tv, una agenzia di trasporti, un ente pubblico.... Volete sostenere che una emittente ha piu' ragioni di altri imprenditori per violare la legge?
A esser buoni mi sembra una argomentazione come quelle che spesso tira fuori Telecom, ad essere maligni si puo' dire che sentite tale radio a voi vicina, come una attivita' simile alla vostra....e la difendete per spirito di categoria; ma questo non e' proprio nel vostro stile, per quel poco (6 mesi) che vi ho conosciuti !!
Che senso ha invocare la liberta' di espressione quando viene esercitata violando una legge, legge che finora nessuno aveva contestato? Come sarebbe andata se la radio in questione fosse stata una qualsiasi privata?
Sarebbe forse permesso ad Omnitel (tanto per fare un esempio) di violarla? Quanto ci metterebbe l'avversario Tim (che con Telecom alle spalle pare abbia poteri non inferiori a quelli del ministro Amato) a stroncarla? Voi difendereste Omnitel se violasse le normative in materia? Ritengo di no... e allora perche' Radio vaticana?
Fatemi capire, vi prego, la vostra logica in questa particolare presa di posizione, voi che sempre e comunque, senza tener conto del 'branco' ne' avendo di soggezione di alcuna istituzione, vi richiamate imprescindibilmente al diritto.
Con l'occasione, avendo desiderio di complimentarmi col sig. Donvito per alcuni suoi scritti negli editoriali, chiedo se puo' comunicarmi un indirizzo di posta elettronica che non sia quello generico della redazione.
Grazie.
Risposta ADUC
Purtroppo la questione e' meno semplice di come e' stata presentata dai mezzi di informazione. L'unico punto fermo della vicenda era la legge italiana (su cui ci sono anche dubbi di attendibilita' scientifica, come ha fatto notare il ministro della Sanita' Veronesi, e su cui il Vaticano ha sciorinato molti dati di mancanza di criteri scientifici di rilevazione. .. ma questo sarebbe, in un certo senso, un altro discorso), ma era un punto fermo su cui tutti, invece, nutrivano dubbi per la sua applicabilita': ovviamente non per l'autorevolezza di Radio Vaticana, ma per il fatto che era -e rimane- su un territorio non-italiano, la cui applicazione delle leggi sono dubbie.
E nel comunicato ho sottolineato che il ministro Bordon ha fatto bene a rilevare la violazione delle leggi italiane, ma la drasticita' delle conseguenze minacciate non si addiceva alla situazione. Bisognava trattare ad oltranza, e se il soggetto con cui si tratta e' una radio, spegnerla sarebbe come tagliarle la gola, e trasformare l'eventuale colpevole in vittima.
Credo che nell'ambito delle trattative diplomatiche la parita' di immagine delle parti sia fondamentale, altrimenti si scatenano meccanismi incontrollabili: non solo, ma da una presunta ragione dello Stato italiano, quest'ultimo sarebbe passato come chi avrebbe fatto cio' che neanche i nazisti fecero a suo tempo (la propaganda vaticana si stava gia' muovendo in questo senso), con conseguente levata di scudi dei pro-Vaticano (a quel punto il presunto inquinamento da elettrosmog sarebbe diventato un fatto secondario) contro i presunti anti-Vaticano; lo Stato italiano sarebbe passato -almeno a livello di immagine- dalla parte del torto. Ne valeva la pena? Penso proprio di no, e i fatti mi hanno dato ragione, perche' le emissioni della Radio Vaticana sono gia' passate a livelli piu' miti, e sembra che stiano per partire gli accorgimenti tecnici per emissioni con una certa potenza e rispettando i parametri italiani.
Quindi, il problema non e' tanto come lo ha posto lei (rispetto delle leggi italiane), ma essenzialmente di diplomazia internazionale, dove le leggi che ci sono, restano di difficile e dubbia applicazione, per cui conta molto il savoir-faire, restando dalla parte della presunta ragione.
La ringrazio dell'occasione che mi ha dato per approfondire meglio l'argomento. La mia E-mail e' sul sito, i n chi siamo.
Vincenzo Donvito
E nel comunicato ho sottolineato che il ministro Bordon ha fatto bene a rilevare la violazione delle leggi italiane, ma la drasticita' delle conseguenze minacciate non si addiceva alla situazione. Bisognava trattare ad oltranza, e se il soggetto con cui si tratta e' una radio, spegnerla sarebbe come tagliarle la gola, e trasformare l'eventuale colpevole in vittima.
Credo che nell'ambito delle trattative diplomatiche la parita' di immagine delle parti sia fondamentale, altrimenti si scatenano meccanismi incontrollabili: non solo, ma da una presunta ragione dello Stato italiano, quest'ultimo sarebbe passato come chi avrebbe fatto cio' che neanche i nazisti fecero a suo tempo (la propaganda vaticana si stava gia' muovendo in questo senso), con conseguente levata di scudi dei pro-Vaticano (a quel punto il presunto inquinamento da elettrosmog sarebbe diventato un fatto secondario) contro i presunti anti-Vaticano; lo Stato italiano sarebbe passato -almeno a livello di immagine- dalla parte del torto. Ne valeva la pena? Penso proprio di no, e i fatti mi hanno dato ragione, perche' le emissioni della Radio Vaticana sono gia' passate a livelli piu' miti, e sembra che stiano per partire gli accorgimenti tecnici per emissioni con una certa potenza e rispettando i parametri italiani.
Quindi, il problema non e' tanto come lo ha posto lei (rispetto delle leggi italiane), ma essenzialmente di diplomazia internazionale, dove le leggi che ci sono, restano di difficile e dubbia applicazione, per cui conta molto il savoir-faire, restando dalla parte della presunta ragione.
La ringrazio dell'occasione che mi ha dato per approfondire meglio l'argomento. La mia E-mail e' sul sito, i n chi siamo.
Vincenzo Donvito
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