Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 aprile 2001
Domanda 11 aprile 2001
Sono un dipendente della Compaq computer di Milano.
Dovendo rinnovare l'assicurazione sull'auto ho pensato di usufruire della convenzione che la ditta per cui lavoro ha con la RAS/NORGA.
Ecco cosa e’ successo.
OGGETTO: SCELTA VOSTRI PARTNER
Egregi Signori,
in data 05 aprile 2001 ho contattato il Sig. XYZ, incaricato RAS/NORGA di Via Ignazio Ciaia 4 a Milano (TeL.02 69 01 65 36), per stipulare una polizza assicurativa per la mia automobile, data la convenzione tra l'azienda per cui lavoro (Compaq Computer) e la Ras.
Venerdi’ 06 aprile la madre del sottoscritto si e’ recata presso il suddetto ufficio per presentare la documentazione richiesta dal XYZ. Qui e’ stata accolta in modo molto scortese dalla moglie dello stesso per essersi presentata di persona anziche’ aver inviato i fax dei documenti richiesti, cosi’ come accordato.
Superato il malinteso, lunedi’ 09 aprile ho inviato via fax al Sig. XYZ la documentazione richiesta, ottenendo l'avvio della pratica assicurativa. Purtroppo, per importanti motivi personali, nel pomeriggio dello stesso giorno, ho ritenuto necessario disdire la stessa richiesta di assicurazione, e ho immediatamente telefonato a XYZ presso il suo ufficio. Dopo vari squilli, nessuno rispondeva, pertanto ho riappeso.
Questo il prologo.
In data odierna, 10 aprile, il sottoscritto e XYZ avevamo accordato di incontrarci presso gli uffici della Compaq di V.le Fulvio Testi, alle ore 12.00 per firmare i documenti necessari a dare il via alla polizza.
Alle 11.20 il Sig. XYZ mi telefona per avvisarmi che avrebbe fatto tardi all'appuntamento, e lo metto al corrente della mia intenzione di annullare la polizza per cause personali.
La reazione dell'incaricato e’ stata a dir poco MALEDUCATA, ARROGANTE, PRESUNTUOSA E VERAMENTE POCO CIVILE.
Immediatamente mi ha accusato di completo menefreghismo, affermando che il sottoscritto e’ "una di quelle persone che pensano che il mondo sia ai suoi piedi" (testuali parole). Ha inoltre insistito, con tono eccessivamente accusatore di non credere affatto al mio tentativo di averlo contattato telefonicamente, additandomi come "pallista e menefreghista" dandomi ben poca possibilita’ di replica, avuta la quale ho tentato di chiarire, ma inutilmente.
Ho spiegato che avevo telefonato e che non avevo trovato nessuno e che non avevo richiamato questa mattina (10 aprile) in quanto oberato di lavoro per l'assenza di alcuni colleghi e che non ero in possesso nemmeno del suo numero di cellulare.
A tale affermazione il Sig. XYZ ha replicato, con tono sempre piu’ borioso e maleducato, affermando che "solo quello che fa lei e’ importante, del resto se ne sbatte le palle".
A questo punto, avendo capito il soggetto, ho affermato che non era un problema se voleva credere alle mie parole o no. E qui ha raggiunto un livello di alterigia (per non essere volgari) pari a pochi, indicandomi come uno "stronzo che se ne sbatte di tutto e di tutti".
Dopo pochi secondi ha riappeso. La mia prima reazione e’ stata quella di richiamarlo subito, sul cellulare, dove, senza dire niente, ha riappeso per poi richiamarmi lui stesso sul telefono fisso, affermando di aver riattaccato perche’ infastidito dall'uso del cellulare e che la comunicazione precedente si era interrotta in quanto caduta la linea (e’ da anni che non mi capita di perdere la linea tra due telefoni fissi che si trovano a distanza di neanche un chilometro e che, molto probabilmente, usano la stessa centralina).
Ovviamente ha perseguito nella sua politica di stravolgere il discorso a suo piacimento, senza ascoltare le mie ragioni e accusandomi nuovamente di mentire.
Alche’ ho riappeso, ritenendo che non vi fosse motivo per proseguire una tale buffonata, considerando, quindi, di mettere a conoscenza Voi, la Norga e gli organi che possono interessarsi dell'accaduto per segnalare il comportamento del tutto anomalo ed inammissibile per una persona dell'eta’ del XYZ e, soprattutto, per il ruolo ricoperto (responsabile dei rapporti tra dipendenti Compaq (circa 600) e la RAS/NORGA).
Anzitutto, mi chiedo come sia possibile una reazione simile solo per aver disdetto un'assicurazione del valore di un milione; o le provvigioni che XYZ riceve sono talmente basse da disperarsi per ogni cliente perso, oppure si tratta di una persona con qualche problema di capacita’ relazionare, in tal caso dovrebbe cambiare lavoro. E' improponibile che ci si rivolga ad un cliente in tal modo, anzitutto per educazione, secondo perche’ per ogni cliente perso se ne possono perdere molti altri (dato che, sicuramente, no faro’ pubblicita’ positiva), infine perche’ sia Ras che Norga non hanno certo goduto di un ritorno d'immagine, anzi sicuramente, non faro’ mai un'assicurazione, di qualunque tipo, con le suddette compagnie, in quanto se non sono in grado di controllare e gestire i propri rappresentanti, immagino come possano occuparsi dei clienti (ragionamento terra terra ma spesso efficace).
Come puo’, mi chiedo, un rappresentante di un servizio rivolto al pubblico non essere per nulla in grado di gestire delle situazioni cosi’ normali. Mi vien da pensare che non formiate/informiate come si dovrebbe le persone a Voi in qualche modo legate, o che non le seguite come si dovrebbe, cosa, eventualmente, molto grave per una societa’ della Vostra caratura.
La cosa piu’ assurda, al di la’ degli insulti e della reazione eccessivamente aggressiva, e’ l'accusa gratuita di mentire con cui l'esimio Sig. XYZ mi ha illazionato. Completamente all'oscuro della mia personalita’, ha agito come un nevrastenico, bollandomi con l'etichetta di una persona ignorante, menefreghista e qualunquista che avrebbe solamente soddisfatto i propri scopi.
Come si permette? Con quale autorita’ si e’ permesso di insultare un CLIENTE di cui non aveva mai nemmeno visto la faccia? Voi, Signori, offrite un servizio, proprio come l'azienda per cui lavoro, e dato che quotidianamente ho a che fare con i clienti so, per esperienza e per studio, come ci si deve comportare in qualunque situazione per gestirli al meglio, per fare in modo che abbiano un ricordo positivo e umano, sia della mia persona che dell'azienda che rappresento. Non ho mai incontrato nella mia breve ma intensa carriera lavorativa, uno scriteriato simile a XYZ, reo di aver veramente leso all'immagine della Vostra compagnia e di aver dimostrato che, molto spesso, il cliente per le compagnie assicurative e’ solo un numerino facilmente rimpiazzabile. Non e’ stato un gesto intelligente, specialmente in una fase socio-politica pesante come quella che i rincari per le assicurazioni stanno provocando in Italia.
Questo non e’ uno sfogo contro una persona, perche’ dare tanta importanza ad uno come XYZ sarebbe come denunciare un bambino di tre anni quando fa i capricci perche’ la mamma non gli da’ il cioccolato, ma una chiara presa di posizione nei confronti di chi, dietro a personaggi come XYZ, non reagisce punendo come si conviene determinati atteggiamenti, lavandosene le mani e archiviandoli come casi che accadono nella lunga vita lavorativa. D'altronde, in mezzo a centomila pecoroni, c'e’ sempre chi alza la voce; ma non importa, si stanchera’ di urlare.
Non questa volta, Signori, non questa volta.
Distinti saluti
Vorrei sapere se e’ possibile agire legalmente contro il suddetto Sig. XYZ.
Grazie.

Risposta ADUC
Si presuppone che lei non abbia firmato niente (neanche qualche pre-contratto), poiche' in caso contrario sarebbe comunque obbligato nei termini dello stesso.
Cio' premesso, e' in grado di presentare denuncia penale nei confronti del soggetto citato, solo ed esclusivamente se abbia le prove -anche testimoniali- di quanto sostiene. Altrimenti, lo fa a suo rischio (come del resto rischia anche con la presente comunicazione), in quanto la controparte puo' sporgere contro-querela.
Se e' sicuro di se' e delle sue ragioni, fa bene ad andare avanti. Basta che sappia e voglia compiere i passi dovuti.
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