Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 dicembre 2007
Alla Cortese Attenzione degli Spett.li Destinatari,
Casualmente ripensavo al caso recente del comico Luttazzi espulso anche dalla presunta "tv-amica" La7, ed al ruolo che hanno in generale i media nella costruzione e diffusione della quantità, qualità, forma e struttura dell'informazione che trasmettono nel Belpaese che l'accetta troppo spesso supinamente ormai scambiando tv e giornali come assoluta bocca della verità cui fare riferimento per consolidare o addirittura per creare le proprie opinioni condivise. In definitiva, l'informazione corrisponde alla realtà e alla verità delle cose? Questo bisogna domandarsi per prima cosa. Secondo: nell'arrivismo ormai generalizzato per il quale quasi tutti (per fortuna esiste il "quasi") farebbero qualunque cosa pur di apparire nei media, (altrimenti non si esiste, dice la voce del popolo imbeccata dai media stessi, mentre in realtà si esiste egualmente, e spegnendo la tv, è essa a non esistere) cosa diventa troppo spesso l'apparato informativo se non una specie di circo mediatico da spettacolizzare ed enfatizzare ad uso e consumo di una parte del popolo sottomessa e adorante nei confronti dei piccoli e grandi miti che vengono spesso creati dal nulla e mantenuti sul piedistallo della credulità popolare finchè fa comodo ai gestori della carta stampata e dell'ondata televisiva anomala? E quanto spesso quei gestori sono stati accuratamente scelti e messi nelle posizioni che occupano da apparati politico-economici rappresentativi di grandi potentati che possono così esprimere al meglio i loro interessi cercando di addomesticare le coscienze? Ormai questo meccanismo è ben noto e nulla di nuovo appare sotto il vecchio sole. Servirebbero altre mille tv alternative in aggiunta e concorrenza, e che non fossero una ripetizione le une delle altre. Anche lo stesso apparato della cosiddetta cultura in genere non appare oggi altro che un semplice strumento, anche quando è il più sofisticato possibile, nelle mani di un'accurata regìa finalizzata a scopi ben precisi, il primo dei quali è fare cassa, il secondo servire gli amici degli amici, anche quando sono abilmente travestiti e presentati come nemici. L'intellettuale, anche se un poco demodè oggigiorno, viene fatto apparire come una specie di spirito libero, così come il comico, che addirittura surclassa il cervellone medagliato nelle menti più semplici della gente in generale, che afferra in parole e semplici battute di spirito concetti altrimenti complicati da comprendere. L'intero spettacolo usa e getta, fatto e rifatto, rigenerato e riproposto ogni volta come novità, si riproduce, tuttavia, entro margini ben precisi, tecnicamente determinati e, soprattutto, orientati politicamente, anche quando a prima vista sembra il contrario. La frecciata e la battuta al concorrente politico viene amplificata, mentre quella all'amico sponsor e protettore molto meno, quando addirittura diventa proibita per autocensura dell'attore. E' come dire: si può beffeggiare il Papa, ma non Maometto. Mettere alla berlina il solito Berlusconi va bene, ma qualcuno ha mai sentito fare battute e commenti su De Benedetti? Il comico Luttazzi ha dimostrato, come al solito, e al di là del caso in questione accaduto su La7, di essere uno spirito libero, per il quale, appunto per quel suo particolare modo di essere, non c'è posto nel circo mediatico eterodiretto. Se il fatto fosse accaduto sotto il governo della controparte avremmo subito visto fior di intellettuali gonfiati di livore come palloncini della fiera delle vanità fuoriuscire dai recinti a rilasciare interviste scandalizzate e fare sit-in di protesta permanenti di durata quasi-eterna. Invece nulla, tutti zitti e muti, loro che sono sempre così occhiuti tuttologi ed esperti ciarlieri. Un pochino come il popolo arcobaleno-pacifista a comando per le questioni di guerra: qualcuno li ha più visti, da qualche parte? Povero Luttazzi, è sempre stato così da che mondo e mondo: è lecito criticare, parodiare e beffeggiare solo in una certa direzione, secondo i periodi storici, e sapendosi destreggiare tra i pericoli di una politica mutevole dalle mille facce ed essendo capaci di scorgere nel caos dell'informazione dove si dice tutto e il contrario di tutto le maniglie giuste cui attaccarsi, ma essendo svelti ad abbandonarle quando il vento cambia... così si resiste e si fa carriera, apparendo allo stesso tempo contestatore e anche conservatore, un poco di sinistra, un poco di destra, parte ateo e parte clericale, salvando la pelle, anche, a volte, e riuscendo ad arricchire, e non solo, magari vincendo, con l'aiuto di qualche santo protettore, anche il Premio Nobel per la letteratura. Capito, Sig. Luttazzi? Se continua così, lei, quel Nobel non lo vincerà mai, così come non le daranno nemmeno una laurea honoris causa come premio di consolazione.
grazie per la gentile attenzione e buon 2008 a tutti
Francesco, cittadino europeo
Casualmente ripensavo al caso recente del comico Luttazzi espulso anche dalla presunta "tv-amica" La7, ed al ruolo che hanno in generale i media nella costruzione e diffusione della quantità, qualità, forma e struttura dell'informazione che trasmettono nel Belpaese che l'accetta troppo spesso supinamente ormai scambiando tv e giornali come assoluta bocca della verità cui fare riferimento per consolidare o addirittura per creare le proprie opinioni condivise. In definitiva, l'informazione corrisponde alla realtà e alla verità delle cose? Questo bisogna domandarsi per prima cosa. Secondo: nell'arrivismo ormai generalizzato per il quale quasi tutti (per fortuna esiste il "quasi") farebbero qualunque cosa pur di apparire nei media, (altrimenti non si esiste, dice la voce del popolo imbeccata dai media stessi, mentre in realtà si esiste egualmente, e spegnendo la tv, è essa a non esistere) cosa diventa troppo spesso l'apparato informativo se non una specie di circo mediatico da spettacolizzare ed enfatizzare ad uso e consumo di una parte del popolo sottomessa e adorante nei confronti dei piccoli e grandi miti che vengono spesso creati dal nulla e mantenuti sul piedistallo della credulità popolare finchè fa comodo ai gestori della carta stampata e dell'ondata televisiva anomala? E quanto spesso quei gestori sono stati accuratamente scelti e messi nelle posizioni che occupano da apparati politico-economici rappresentativi di grandi potentati che possono così esprimere al meglio i loro interessi cercando di addomesticare le coscienze? Ormai questo meccanismo è ben noto e nulla di nuovo appare sotto il vecchio sole. Servirebbero altre mille tv alternative in aggiunta e concorrenza, e che non fossero una ripetizione le une delle altre. Anche lo stesso apparato della cosiddetta cultura in genere non appare oggi altro che un semplice strumento, anche quando è il più sofisticato possibile, nelle mani di un'accurata regìa finalizzata a scopi ben precisi, il primo dei quali è fare cassa, il secondo servire gli amici degli amici, anche quando sono abilmente travestiti e presentati come nemici. L'intellettuale, anche se un poco demodè oggigiorno, viene fatto apparire come una specie di spirito libero, così come il comico, che addirittura surclassa il cervellone medagliato nelle menti più semplici della gente in generale, che afferra in parole e semplici battute di spirito concetti altrimenti complicati da comprendere. L'intero spettacolo usa e getta, fatto e rifatto, rigenerato e riproposto ogni volta come novità, si riproduce, tuttavia, entro margini ben precisi, tecnicamente determinati e, soprattutto, orientati politicamente, anche quando a prima vista sembra il contrario. La frecciata e la battuta al concorrente politico viene amplificata, mentre quella all'amico sponsor e protettore molto meno, quando addirittura diventa proibita per autocensura dell'attore. E' come dire: si può beffeggiare il Papa, ma non Maometto. Mettere alla berlina il solito Berlusconi va bene, ma qualcuno ha mai sentito fare battute e commenti su De Benedetti? Il comico Luttazzi ha dimostrato, come al solito, e al di là del caso in questione accaduto su La7, di essere uno spirito libero, per il quale, appunto per quel suo particolare modo di essere, non c'è posto nel circo mediatico eterodiretto. Se il fatto fosse accaduto sotto il governo della controparte avremmo subito visto fior di intellettuali gonfiati di livore come palloncini della fiera delle vanità fuoriuscire dai recinti a rilasciare interviste scandalizzate e fare sit-in di protesta permanenti di durata quasi-eterna. Invece nulla, tutti zitti e muti, loro che sono sempre così occhiuti tuttologi ed esperti ciarlieri. Un pochino come il popolo arcobaleno-pacifista a comando per le questioni di guerra: qualcuno li ha più visti, da qualche parte? Povero Luttazzi, è sempre stato così da che mondo e mondo: è lecito criticare, parodiare e beffeggiare solo in una certa direzione, secondo i periodi storici, e sapendosi destreggiare tra i pericoli di una politica mutevole dalle mille facce ed essendo capaci di scorgere nel caos dell'informazione dove si dice tutto e il contrario di tutto le maniglie giuste cui attaccarsi, ma essendo svelti ad abbandonarle quando il vento cambia... così si resiste e si fa carriera, apparendo allo stesso tempo contestatore e anche conservatore, un poco di sinistra, un poco di destra, parte ateo e parte clericale, salvando la pelle, anche, a volte, e riuscendo ad arricchire, e non solo, magari vincendo, con l'aiuto di qualche santo protettore, anche il Premio Nobel per la letteratura. Capito, Sig. Luttazzi? Se continua così, lei, quel Nobel non lo vincerà mai, così come non le daranno nemmeno una laurea honoris causa come premio di consolazione.
grazie per la gentile attenzione e buon 2008 a tutti
Francesco, cittadino europeo
Risposta ADUC
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