Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 dicembre 2007
In data 20 Agosto 2007 sono stata vittima di un caso di phishing sull'online banking di Intesa San Paolo (operazione di ricarica di carta prepagata non autorizzata ne' effettuata da me per un importo di euro 2001,00). Ho prontamente messo in atto tutte le procedure del caso (disconoscimento dell'operazione bancaria, denuncia alla polizia postale e trasmissione di tutta la documentazione relativa compresa la e-mail contenente la richiesta di login) ed in data 2 Novembre 2007, dopo ripetute richieste senza esito di chiarimenti sull'andamento della procedura alla sede bancaria, mi sono rivolta al Conciliatore Bancario di Roma (via delle Botteghe Oscure 54). In data 21 Novembre 2007 l'Ufficio Reclami di Intesa San Paolo mi informava che ... " l'utilizzo indebito dei codici di accesso al servizio di banca a distanza era da imputarsi ad una acquisizione illegittima degli stessi da parte di terzi e precisava che il proprio sistema informatico non era stato violato da alcuno ne' di recente ne' in passato, per cui era da escludersi una propria responsabilita' nella vicenda. La banca comunque aveva preso immediatamente contatto con la filiale presso la quale era radicata la carta prepagata perche' si attivasse nei confronti del titolare della stessa e che tale tentativo, pero', non aveva sortito effetti positivi. ". A seguire, ricevevo in data 5 Dicembre 2007, comunicazione del Conciliatore Bancario che mi informava del parere del Collegio che ... "in considerazione di tutto quanto precede, ritiene che l'operazione in questione si giuridicamente riconducibile alla ricorrente (Alessandra Vari) e, di conseguenza, che sia a lei opponibile l'addebito del relativo importo. Si conclude per inaccoglibilita' del ricorso".
I miei quesiti sono due: Ritenendo il parere del Conciliatore Bancario ingiusto, quali altri livelli di ricorso sono ancora possibili (Giudice di Pace, Giustizia Ordinaria ecc. ecc).?
Come e' possibile che, pur essendo l'intestatario della Carta ricaricata in modo fraudolento a mie spese, un regolare correntista di Intesa San Paolo, non sia possibile alcun tipo di recupero delle somme frodate?
Grazie per la cortese attenzione.
Alessandra, da Roma
I miei quesiti sono due: Ritenendo il parere del Conciliatore Bancario ingiusto, quali altri livelli di ricorso sono ancora possibili (Giudice di Pace, Giustizia Ordinaria ecc. ecc).?
Come e' possibile che, pur essendo l'intestatario della Carta ricaricata in modo fraudolento a mie spese, un regolare correntista di Intesa San Paolo, non sia possibile alcun tipo di recupero delle somme frodate?
Grazie per la cortese attenzione.
Alessandra, da Roma
Risposta ADUC
Il conciliatore bancario non e' un organo giurisdizionale, per cui lei e' libera di rivolgersi al giudice di pace (competente sotto i 2500 euro), tentando prima una conciliazione e poi passando eventualmente alla causa (per la quale le sara' pero' indispensabile un avvocato). Faccia attenzione, pero', perche' attribuire la responsabilita' di prelievi indebiti a seguito di phishing alla banca non e' certo facile ne' cosi' immediato come potrebbe sembrare. Non si tratta infatti di addebiti per i quali puo' essere messa in dubbio la sicurezza del sistema, visto che comunque l'accesso e' avvenuto "regolarmente". Crediamo che la probabile unica sua speranza sia individuare i responsabili, con l'aiuto dell'autorita' a cui ha presentato denuncia. E' rilevante, in ogni caso, il parere che un legale le potra' dare di persona, valutando approfonditamente il caso.
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