Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 dicembre 2007
Domanda 18 dicembre 2007
L' EULA e' una forma di contratto anomala, che nasce espressamente col tentativo di proteggere la diffusione illegale dei prodotti closed-source. Nei termini strettamente legali, essa si slega completamente dai contratti tradizionali, che, pur negli ambiti specifici, si riconducono ad un modello contrattuale basto su precise formule. Una su tutte e' il diritto di recesso, che viene applicato in condizioni di vendita in cui non e' possibile preventivamente conoscere le caratteristiche qualitative del prodotto, che deve quindi essere testato, soprattutto se a monte e' presente una campagna pubblicitaria che indica precise prestazioni. Nell'EULA questa forma non puo' essere adoperata, in quanto non esiste di fatto alcun prodotto venduto. IL prodotto e' "concesso" in licenza d'uso, e non si ha la proprieta' di utilizzo dello stesso se non in associazione con un singolo apparecchio. E' importante aver presente la distinzione tra la licenza d'uso EULA e la licenza d'uso tradizionale. Quest'ultima e' sottintesa per ogni articolo acquistabile in cui sono protetti i diritti intellettuali e commerciali del prodotto. Tuttavia esso puo' essere duplicato e riutilizzato dal medesimo acquirente, perche' lo stesso acquisisce il DIRITTO D'USO, che puo' essere esercitato PRIVATAMENTE (quindi con l'esclusione di tutte quelle fattispecie legate ad uun utilizzo pubblico, collettivo o di terze persone) NELLE FORME RITENUTE UTILI ALL? UTENTE. Con EULA questi diritti cadono. Il sistema poi di ripristino del Sistema operativo puo' non essere funzionante al momento del bisogno, poiche' molto spesso, spingendosi vergognosamente oltre, MOLTE CASE PRODUTTRICI LASCIANO IL COMPITO DI PROVVEDERE ALLA REALIZZAZIONE DEL DISCO AGLI UTENTI STESSI: possiamo immaginare un utente inesperto quali problemi puo' incontrare in una procedura MAI EFFETTUATA PRIMA. Inoltre: se il pc acquistato non risponde piu' alle necessita' dell'utente, che decide di acquistarne uno nuovo, perche' egli deve nuovamente pagare una licenza per un prodotto "virtualmente gia' suo"?
Credo che sostanzialmente sia da affrontare il problema delle licenze EULA. Il problema dovrebbe essere spostato sul piano della difesa dei diritti intellettuali dei realizzatori di s. o. e software. Essi dovrebbero perseguire le manifeste duplicazioni illegali e l'uso di software non licenziati, e non adottare sistemi coercitivi per trattenere servizi che gli utenti devono poter utilizzare nell'ambito delle norme sui diritti d'autore. Molte software house, infatti, chiudono un occhio sulla diffusione illegale dei loro prodotti, perche' e' un sistema efficace per allargare il mercato, che e' comunque garantito da utenti che per necessita' di lavoro e soggetti a controllo fiscale, devono acquistare quei prodotti. Infine si dovrebbe semplicemente richiamare l'attenzione sulla liberta' di scelta del consumatore, e non per ultimo, sollecitare l'Antitrust affinche' i sistemi open-source non siano soggetti a discriminazione attraverso queste strategie di mercato. L'antitrust ha il dovere di tutelare ogni produttore, sebbene rientri nell'ambito dei no-profit, rispetto ad altri che instaurano regimi di monopolio. Grazie ADUC per aver "seminato" quella prima fetta di terreno, sperando sia fecondo di altre positive novita'.
Michele, da Arcola

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