Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 dicembre 2007
Gentilissima ADUC, scrivo per chiedere dei chiarimenti in merito ad un problema piuttosto frequente, sul quale tuttavia regna ancora grande confusione! Mi spiego subito, facendo riferimento alla mia esperienza personale. Esattamente due giorni fa, in un normalissimo negozio di articoli sportivi, al fine di acquistarle, ho richiesto di poter misurare un paio di scarpe numero 40, precisando che ero certa del numero avendo gia' un paio della stessa marca e dello steso modello! Tuttavia alla prova della scarpa noto, e faccio notare alla commessa, che non calza come dovrebbe, ma risulta leggermente stretta di pianta. La commessa mi rassicura dicendo che e' normale e che con l'uso, le scarpe si allargheranno ed osservando altresi' che avendo praticamente gia' le stesse scarpe, e quindi sapendo come mi calza il 40, il problema non si pone. Desiderandole da tempo, mi lascio persuadere ed acquisto le scarpe. Non essendo pero' del tutto convinta, appena a casa riprovo le scarpe e gia' osservando la scatola noto un'anomalia: l'adesivo sul quale e' stampato il numero di scarpa e' cancellato e bucato con una penna, evidentemente in maniera molto approssimativa dal momento che si legge ancora bene il numero sottostante, ovvero il 39!!! Guardo immediatamente all'interno delle scarpe e ne ho la conferma definitiva: anche li' il numero Europeo e' il 39! A questo punto mi viene subito alla mente che al momento dell'acquisto ho personalmente visto la commessa "armeggiare"con una penna nei pressi della scatola e che lei accorgendosene, si e' giustificata (senza che io le chiedessi nulla!)dicendo che stava prendendo il codice per ordinare le stesse scarpe al momento terminate. Chiaramente a seguito della mia amara scoperta, ritorno immediatamente al negozio, e pur avendo gia' un'idea molto precisa dell'accaduto ma nessuna prova materiale, chiedo spiegazioni direttamente alla proprietaria, peraltro testimone "dell'episodio della penna". Lei subito si giustifica dicendo che sicuramente c'e' stato uno"scambio di scatole", e pur non capendo tra quali scatole ci sia stato questo scambio dato che ho misurato soltanto quel paio di scarpe (evidentemente N39!) e che al momento dell'acquisto ero l'unica cliente del negozio, lascio correre osservando soltanto che se effettivamente c'era stato lo scambio il problema non si poneva: bastava sostituire il 39 con il 40! Cosi' dopo aver atteso all'incirca 10minuti, per consentire la ricerca delle scarpe N40, queste stranamente non si trovano e come se non bastasse la proprietaria aggiunge che, dato il periodo, non sapeva nemmeno se e quando fossero arrivate! Essendo quindi la sostituzione con la stessa merce impossibile, senza fare una piega presento lo scontrino e chiedo la restituzione del prezzo! Alla mia richiesta la negoziante risponde che purtroppo lei non puo' restituire i soldi, ma soltanto rilasciare un buono d'acquisto dello stesso importo, ovviamente da utilizzare nello stesso negozio! A quel punto, accecata dalla rabbia per l'evidente raggiro, e comunque avendo una conoscenza sia pure sommaria della legge a tutela dei consumatori (sono una studentessa di giurisprudenza!)con estrema calma faccio notare alla negoziante che lei non puo', ma deve restituirmi i soldi dato che l'errore e' stato suo e che c'e' un evidente difetto di conformita' tra la merce vendutami e quella descrittami, in piu' minaccio di chiamare la guardia di finanza! Presa alla sprovvista dalla mia reazione, la proprietaria, approfittando anche della mia giovane eta', inizia ad insultarmi sostenendo peraltro che avendo rilasciato lo scontrino, lei aveva rispettato la legge e non aveva nulla da temere. Cio' nonostante, tra un insulto e l'altro, apre la cassa e mi restituisce l'intero prezzo! Ebbene rispetto a questa vicenda ho 3semplici quesiti da porre: -nell'ipotesi in questione e in generale in quelle di non conformita' della merce, a prescindere dalla colpa del venditore (che in questo caso e' addirittura dolo), essendo la sostituzione con merce dello stesso tipo impossibile, ovvero non potendo attendere il periodo.
Claudia, da Giugliano in Campania (NA)
Claudia, da Giugliano in Campania (NA)
Risposta ADUC
La sua domanda ci e' giunta incompleta ma presumiamo intendesse chiederci se in caso di non conformita' la legge prevede che il contratto (di acquisto) debba risolversi dato che la sostituzione con un bene analogo e' impossibile. La risposta e' si' e trova tutti i riferimenti in questa scheda e nel codice del consumo (art.128 e segg.):
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