Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 dicembre 2007
Buonasera, mi nonna un persona anziana di 90 anni non autosufficiente e invalida al 100% e' in lista d'attesa per entrare in una struttura sanitaria del comune di san Lazzaro (bo), sappiamo che mia nonna partecipera' alla retta mensile della struttura solo in base al suo isee perche' il resto verra' pagato dal comune e dalla regione.
vorrei sapere a quanto ammonta il contributo della regione e del comune perche' abbiamo chiesto di farla entrare privatamente in una di queste strutture convenzionate con comune (in attesa che salga in graduatoria) e ci hanno chiesto 1500 euro esattamente la stessa cifra richiestaci quando entrera' nella struttura grazie alla graduatoria del comune..
perche' con il contributo della regione e del comune mia nonna dovrebbe pagare sempre la stessa cifra???
grazie
francesca, da Castel Maggiore
vorrei sapere a quanto ammonta il contributo della regione e del comune perche' abbiamo chiesto di farla entrare privatamente in una di queste strutture convenzionate con comune (in attesa che salga in graduatoria) e ci hanno chiesto 1500 euro esattamente la stessa cifra richiestaci quando entrera' nella struttura grazie alla graduatoria del comune..
perche' con il contributo della regione e del comune mia nonna dovrebbe pagare sempre la stessa cifra???
grazie
francesca, da Castel Maggiore
Risposta ADUC
Le cure necessarie a sua nonna, ai sensi del D.lgs 502/92, rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza. Ragione per quale sono dovute e non possono essere subordinate ad una lista di attesa.
I costi relativi al ricovero in RSA (art 54, legge 289/02) sono a carico per il 50% (quota sanitaria) del Servizio Sanitario Nazionale e per il 50% del Comune (quota sociale) il quale può chiedere all'utente una compartecipazione percentuale in base al valore dell'ISEE (indicatore Situazione Economica Equivalente) calcolato solo sui redditi dell'anziano.
La informo che proprio oggi il Comune di Bologna ha approvato il seguente ordine del Giorno:.
Vi invio il testo dell’o.d.g. approvato oggi dal Consiglio Comunale di
Bologna.
Inutile esprimere vivissima soddisfazione per un’azione politica che
costituisce un’inversione di rotta sostanziale rispetto ad orientamenti che
dal 1988 permanevano invariati.
Nella sostanza, da oggi inizia un percorso che progressivamente solleverà
molte famiglie bolognesi dai rilevantissimi oneri affrontati per la
compartecipazione alla spese del mantenimento di familiari disabili o
ultrasessantacinquenni non autosufficienti all’interno delle RSA.
Oneri che, giova ricordarlo, prescindevano dall’ISEE e, quindi, da una
effettiva considerazione della situazione economica familiare. Con l’effetto
perverso di impoverire nuclei familiari già pesantemente colpiti.
Finalmente si adotteranno criteri proporzionali al reddito ed al patrimonio
degli assistiti e molte azioni legali promosse contro chi non poteva più
sopportare i pesanti forzosi contributi dovranno essere abbandonate.
Ora, ci attendiamo che anche lo Stato faccia la propria parte versando ciò
che sino ad oggi non è mai giunto nelle casse comunali per garantire i
livelli essenziali di assistenza. Un altro compito che, ci auguriamo, i
nostri parlamentari portino a compimento (come avvenuto per il Passante
Nord).
Un sentito ringraziamento a Gianfranco Mannini per il contributo ed il sostegno dato ai nostri lavori.
Lorenzo
Il Consiglio Comunale
Premesso:.
- che, con la riforma del Titolo V della Costituzione e la relativa modifica dell’art. 117, le Regioni, nelle materie di legislazione concorrente, tra le quali figura la “Tutela della Salute”, hanno acquisito la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali (come i livelli essenziali di assistenza), che resta riservata alla legislazione dello Stato;.
- che le condizioni di salute per le quali si rende astrattamente necessario il ricovero in RSA sono ricollegabili ad attivazione obbligatoria del SSN e, come tali, rientranti tra i livelli essenziali di assistenza (ai sensi del D.Lgs n. 502/92);.
- che la stessa norma citata sancisce che le prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria sono assicurate dalle aziende sanitarie e comprese nei livelli essenziali di assistenza sanitaria secondo le modalità individuate dalla vigente normativa nazionale e regionale;.
- che, in ossequio ed esecuzione della normativa sopra invocata, i Comuni sono tenuti ad erogare le prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, provvedendo al loro finanziamento di concerto con le Regioni di appartenenza;.
- che la legge regionale n. 2/2003, all’art. 49, prevede che l’Assemblea Legislativa regionale, con propria direttiva, definisca i criteri per la determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni del sistema integrato sulla base del principio di progressività in ragione della capacità economica dei soggetti e nel rispetto dei principi di cui al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109;.
- che, pertanto, è la Regione a definire i criteri di partecipazione degli utenti alla spesa in rapporto ai singoli interventi, fatto salvo quanto previsto per le prestazioni sanitarie dal decreto legislativo 130/2000 (applicabilità dell’ISEE dell’utente), ovvero dalla normativa sull’ISEE che lo stesso rinvia a disciplina regolamentare;.
- che, riguardo persone con disabilità gravi ed ultrasessantacinquenni non autosufficienti certificati dalla Aziende sanitarie, la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto immediatamente applicabile l’art. 3, comma 2 ter, del D.Lgs. n. 130/00;.
- che, in via di sintesi, emerge a chiare lettere come l’ente erogante le prestazioni debba fare unicamente riferimento ai parametri ISEE dell’interessato nel definire la compartecipazione;.
RILEVATO INOLTRE :.
- che le famiglie delle persone anziane e disabili, gravemente non autosufficienti, anche a causa dell’attuale aggravamento della situazione economica delle famiglie stesse, segnalano una progressiva difficoltà nel sostenere il costo dei servizi, con particolare riferimento alle tariffe per il ricovero in RSA.
INVITA.
l’Amministrazione regionale a definire quanto prima criteri per un sistema tariffario dei servizi sociali e sociosanitari basato sull’ISEE dell’utente, almeno per quanto riguarda l’area dei servizi afferenti al programma degli interventi per la non autosufficienza;.
l’Amministrazione Comunale ad attivare il Comitato di Distretto ed il Direttore di Distretto affinché concordino un programma di intervento a favore delle persone non autosufficienti per l’anno 2008 e per quelli futuri;
l’Amministrazione Comunale, nell’ambito della prossima Istruttoria Pubblica sull’handicap, a valutare le azioni più adeguate per migliorare la qualità della vita della persone ricoverate in strutture residenziali e ad aggiornare la pianificazione dei servizi e ad aumentare i contributi economici in favore delle famiglie impegnate nel meritevole sforzo di mantenere i propri congiunti non autosufficienti a domicilio .
l’Amministrazione Comunale a promuovere ogni azione politica tesa a porre nel nulla ogni atto e/o determinazione confliggente con i principi sopra menzionati, dispensando e sollevando, soprattutto per invalidi al 100% ed ultrasessantacinquenni non autosufficienti certificati dalle Aziende sanitarie, i relativi familiari dalle azioni di rivalsa in corso e dalle compartecipazioni alle rette per il mantenimento di invalidi e anziani ricoverati all’interno delle RSA.
Quindi, pretenda di pagare una quota uguale a quanto pagherebbe in una rsa convenzionata.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Gianfranco Mannini
I costi relativi al ricovero in RSA (art 54, legge 289/02) sono a carico per il 50% (quota sanitaria) del Servizio Sanitario Nazionale e per il 50% del Comune (quota sociale) il quale può chiedere all'utente una compartecipazione percentuale in base al valore dell'ISEE (indicatore Situazione Economica Equivalente) calcolato solo sui redditi dell'anziano.
La informo che proprio oggi il Comune di Bologna ha approvato il seguente ordine del Giorno:.
Vi invio il testo dell’o.d.g. approvato oggi dal Consiglio Comunale di
Bologna.
Inutile esprimere vivissima soddisfazione per un’azione politica che
costituisce un’inversione di rotta sostanziale rispetto ad orientamenti che
dal 1988 permanevano invariati.
Nella sostanza, da oggi inizia un percorso che progressivamente solleverà
molte famiglie bolognesi dai rilevantissimi oneri affrontati per la
compartecipazione alla spese del mantenimento di familiari disabili o
ultrasessantacinquenni non autosufficienti all’interno delle RSA.
Oneri che, giova ricordarlo, prescindevano dall’ISEE e, quindi, da una
effettiva considerazione della situazione economica familiare. Con l’effetto
perverso di impoverire nuclei familiari già pesantemente colpiti.
Finalmente si adotteranno criteri proporzionali al reddito ed al patrimonio
degli assistiti e molte azioni legali promosse contro chi non poteva più
sopportare i pesanti forzosi contributi dovranno essere abbandonate.
Ora, ci attendiamo che anche lo Stato faccia la propria parte versando ciò
che sino ad oggi non è mai giunto nelle casse comunali per garantire i
livelli essenziali di assistenza. Un altro compito che, ci auguriamo, i
nostri parlamentari portino a compimento (come avvenuto per il Passante
Nord).
Un sentito ringraziamento a Gianfranco Mannini per il contributo ed il sostegno dato ai nostri lavori.
Lorenzo
Il Consiglio Comunale
Premesso:.
- che, con la riforma del Titolo V della Costituzione e la relativa modifica dell’art. 117, le Regioni, nelle materie di legislazione concorrente, tra le quali figura la “Tutela della Salute”, hanno acquisito la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali (come i livelli essenziali di assistenza), che resta riservata alla legislazione dello Stato;.
- che le condizioni di salute per le quali si rende astrattamente necessario il ricovero in RSA sono ricollegabili ad attivazione obbligatoria del SSN e, come tali, rientranti tra i livelli essenziali di assistenza (ai sensi del D.Lgs n. 502/92);.
- che la stessa norma citata sancisce che le prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria sono assicurate dalle aziende sanitarie e comprese nei livelli essenziali di assistenza sanitaria secondo le modalità individuate dalla vigente normativa nazionale e regionale;.
- che, in ossequio ed esecuzione della normativa sopra invocata, i Comuni sono tenuti ad erogare le prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, provvedendo al loro finanziamento di concerto con le Regioni di appartenenza;.
- che la legge regionale n. 2/2003, all’art. 49, prevede che l’Assemblea Legislativa regionale, con propria direttiva, definisca i criteri per la determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni del sistema integrato sulla base del principio di progressività in ragione della capacità economica dei soggetti e nel rispetto dei principi di cui al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109;.
- che, pertanto, è la Regione a definire i criteri di partecipazione degli utenti alla spesa in rapporto ai singoli interventi, fatto salvo quanto previsto per le prestazioni sanitarie dal decreto legislativo 130/2000 (applicabilità dell’ISEE dell’utente), ovvero dalla normativa sull’ISEE che lo stesso rinvia a disciplina regolamentare;.
- che, riguardo persone con disabilità gravi ed ultrasessantacinquenni non autosufficienti certificati dalla Aziende sanitarie, la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto immediatamente applicabile l’art. 3, comma 2 ter, del D.Lgs. n. 130/00;.
- che, in via di sintesi, emerge a chiare lettere come l’ente erogante le prestazioni debba fare unicamente riferimento ai parametri ISEE dell’interessato nel definire la compartecipazione;.
RILEVATO INOLTRE :.
- che le famiglie delle persone anziane e disabili, gravemente non autosufficienti, anche a causa dell’attuale aggravamento della situazione economica delle famiglie stesse, segnalano una progressiva difficoltà nel sostenere il costo dei servizi, con particolare riferimento alle tariffe per il ricovero in RSA.
INVITA.
l’Amministrazione regionale a definire quanto prima criteri per un sistema tariffario dei servizi sociali e sociosanitari basato sull’ISEE dell’utente, almeno per quanto riguarda l’area dei servizi afferenti al programma degli interventi per la non autosufficienza;.
l’Amministrazione Comunale ad attivare il Comitato di Distretto ed il Direttore di Distretto affinché concordino un programma di intervento a favore delle persone non autosufficienti per l’anno 2008 e per quelli futuri;
l’Amministrazione Comunale, nell’ambito della prossima Istruttoria Pubblica sull’handicap, a valutare le azioni più adeguate per migliorare la qualità della vita della persone ricoverate in strutture residenziali e ad aggiornare la pianificazione dei servizi e ad aumentare i contributi economici in favore delle famiglie impegnate nel meritevole sforzo di mantenere i propri congiunti non autosufficienti a domicilio .
l’Amministrazione Comunale a promuovere ogni azione politica tesa a porre nel nulla ogni atto e/o determinazione confliggente con i principi sopra menzionati, dispensando e sollevando, soprattutto per invalidi al 100% ed ultrasessantacinquenni non autosufficienti certificati dalle Aziende sanitarie, i relativi familiari dalle azioni di rivalsa in corso e dalle compartecipazioni alle rette per il mantenimento di invalidi e anziani ricoverati all’interno delle RSA.
Quindi, pretenda di pagare una quota uguale a quanto pagherebbe in una rsa convenzionata.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Gianfranco Mannini
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