Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 dicembre 2007
Domanda 7 dicembre 2007
Buongiorno a chi legge, desidero informarVi, e penso sia mio dovere di cittadina italiana, anche se attualmente residente negli USA, di un episodio alquanto spiacevole avvenuto al mio arrivo dagli Stati Uniti all'aeroporto di Roma-Fiumicino il 2 dicembre. Siamo atterrati alle 6,30 a.m. Ho subito chiesto all'impiegata del servizio assistenza passeggeri se c'era a disposizione un mezzo per arrivare alla stazione Termini,da cui avrei poi proseguito per S.Maria Capua Vetere (Ce). Mi ha risposto che c'erano i taxi e ho pensato che a quell'ora fossero i soli mezzi a disposizione. Ho chiesto ad un tassista quanto costasse arrivare alla stazione Termini; non ho avuto una risposta precisa; solo-"Dipende da cosa segna il tassametro". Ho insistito per sapere una cifra approssimativa . Non lo sapeva; ho chiesto se almeno mi potesse dire quanto costava accompagnarmi direttamente a S.Maria C.V. ma non era disposto a farlo,considerato che io avevo solo dollari Usa e non era conveniente per lui. E comunque mi sarebbe costato -diceva - piu' di 300,00 dollari e io ne avevo circa 350.00. Abbiamo deciso di andare alla stazione Termini e durante il viaggio il tassista,parlando al telefono, comunicava a qualcuno la sua decisione di non andare piu' lontano, ma di fermarsi al "Termini". Finalmente siamo arrivati ed ho notato una ben diversa stazione, piccola ,e non come la ricordavo; gli ho chiesto "Dov'e' la stazione?". Ha risposto:"Qua vicino c'e' l'entrata". Io ho pensato fosse un'entrata aggiunta per facilitare i viaggiatori da quel lato della citta'. Il suo tassametro segnava 87,00 Euro e mi ha ricordato il basso valore del dollaro , e , alla fine di qualche discussione, ho sborsato 140,00 Dollari. Mi ha lasciata e sono rimasta con due bagagli e una grande borsa veramente pesanti, considerando la mia eta', la stanchezza, e il diabete di cui sono affetta che cominciava a farsi sentire; anche il tassista ha notato il mio malessere quando mi ha aiutato ad uscire dalla macchina. Sono entrata in questa stazione e al botteghino, ho chiesto quanto costava il biglietto per la mia destinazione. Mi hanno risposto che il treno interessato partiva dalla Stazione Termini. Quasi scioccata dalla meraviglia, ho chiesto: "Dove siamo?" Mi hanno risposto Roma - Ostiense: E mi hanno detto che comunque non avrebbero accettato dollari. Nell'area circostante non ho trovato un cambio o una banca, ma ho trovato un autobus, che malgrado non avessi euro, mi ha portato alla stazione Termini. Li' ho cambiato la moneta e per la modesta cifra di 5,00 euro , mi sono garantita l'arrivo a casa. La stanchezza di 24 ore di viaggio (tre scali) e la mia malattia, mi hanno impedito purtroppo di avere la prontezza di annotare a quale compagnia appartenesse il suddetto taxi. Era comunque un'autovettura autorizzata, con tassametro e insegna regolare. Durante i tragitti, sia sull'autobus che sui treni, raccontando cio' che mi era accaduto,e la spesa subita, sono stata colpita dalla reazione di sdegno di quelle persone che con voce fremente mi hanno incoraggiata a denunciare il fatto e a renderlo pubblico, perche' molto probabilmente cio' accade a molti turisti stranieri e italiani, che per via dell'eta', capacita' di capire la lingua o anche solo per evitare discussioni, subiscono questo sopruso lasciando cosi' una immagine negativa nei confronti delle persone che si occupano dei turisti, i quali rappresentano una forza della nostra economia. Il mio rammarico, benche' dispiaciuta di aver dovuto pagare il doppio per un servizio pubblico, deriva dall'essere stata abbandonata in una zona a me sconosciuta e non rispondente alla destinazione pattuita. Grazie per avermi ascoltata, spero si prendano provvedimenti a riguardo e che l'accaduto sia reso di pubblico dominio.
Maria, da Waukeska/Usa

Risposta ADUC
La ringraziamo del racconto della sua vicenda che pubblichiamo in Cara Aduc.
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