Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 dicembre 2007
Chissà se sono al passo coi tempi? Chissà se sto per scrivere una sequela di lamentele da "ultim'ora"...? Non mi importa. Sono cose importanti, serie, ed anche se le giudicassero giurassiche sono determinanti della vita di chiunque leggerà. Partiamo con un esempio classico: i CARBURANTI. L'altro giorno sono tornato a fare benzina (a dire il vero gasolio), si perché ogni tanto ci vado, ma ahimè questa è una cosa tosta, non è un gioco per deboli di cuore.. Il prezzo non resta mai fermo, neanche giocassimo a rincorrerci. Ho, infatti, comperato un'auto a diesel (usata) sperando di risparmiare qualche euro di benzina, tra i maggiori km che riesce a percorrere e il minore costo della benzina. Ma avrò fatto bene? Un giorno ricordo di avere pagato attorno a 1.271 euro al litro, pochi giorni dopo era già a 1.294 euro al litro (cercando il distributore più economico). E' pazzesco, come all'asilo volti l'occhio un secondo ed ecco che il prezzo dei carburanti "più bassi" d'Europa (...) cercano di mettersi al passo (l'ironia diventa vergogna). Io, come credo il 90% degli italiani, regoliamo attorno ad un bene quale è il carburante, per i mezzi di trasporto, la nostra vita. Se non siamo tanto fortunati da lavorare proprio sotto casa, dobbiamo spostarci per raggiungere il luogo di lavoro. Noi della montagna, poi, siamo stati abituati a spostarci per andare al lavoro, i nostri monti sembrano offrire molto, ma le città vicine sono le mete principali per lavorare, e da moltissimo tempo affolliamo le strade statali per raggiungere il loco lavorativo. Ma oramai si potrebbe dire "eravamo abituati" perché in questi tempi cambiare lavoro, in favore di uno più vicino (magari meno interessante e meno adeguato alle nostre professionalità) è un poco come avere un aumento di stipendio, considerevole. Se poi lo stipendio è comunque basso, si inizia proprio a fare "fatica a lavorare". Ricordo una frase di una mia collega, qualche anno fa, che al limite dello stupore mi domandò se andavo a lavorare per pagarmi la benzina necessaria ad arrivarci.. Aveva ragione, tant'è che quel lavoro lo dovetti lasciare presto. Ed è vero, con gli stipendi attuali anche spostarsi (per andare a lavorare) diviene un lusso - si parla tanto di un popolo dei 1.000 euro al mense, ma moltissimi a fatica raggiungono i 600/700 euro, magari con un secondo lavoro. Ma forse è un intimazione governativa, per la salute? Pensateci bene: così facendo ci invitano ad uno stile di vita corretto, e diviene inutile scrivere articoli su come perseguire un corretto stile di vita, ci pensa già il governo quando ci intima implicitamente a camminare, a riprendere in mano le biciclette, risolvendo così molti problemi gravi del nostro nuovo millennio come inquinamento, obesità dovuta alle cattive abitudine, aggressività, incanalandola nel moto, socializzazione, risparmi energetico, ecc. Insomma a pensarci bene (o meglio: a non pensarci troppo) sarebbero da ringraziare per questi aumenti dei prezzi - persino i beni di prima qualità, badate bene il cibo, il pane e il latte (!) crescono, così si limitano le abbuffate dei soggetti a rischio di un comportamento alimentare scorretto, che si risparmiano così anni di costose terapie (...). Già Grazie. Ma poi pensandoci bene, vedo che molti prezzi aumentano in maniera maggiore dei prezzi delle sigarette e degli alcolici, e ops.. forse vuole dire che mi sono illuso? Ma mi dico che avranno sicuramente altri motivi per questi aumenti sempre ingiustificati, dei quali danno colpa a l'uno e all'altro di turno, o forse non ne hanno nemmeno uno; chissà. Guardiamo, velocemente, come aumenta il prezzo dei carburanti: oggi, stando ad un sito che monitora i prezzi del carburante (www.prezzibenzina.it), la benzina verde più economica è quotata 1.325 euro al litro, il Diesel più economico a 1.240 (ma da noi, il corrispettivo marchio non c'è); il GPL va meglio con 0.603 euro al litro e il metano costa 0.764 al litro (prezzi interessanti, ma molte tasche non hanno i soldi per acquistare un'auto a gas in buono stato per viaggiare tra montagna e città). Navigando, trovo anche altre notizie interessanti (http://www.oraziotassone.com/tag/tasse) che mi insegnano che paghiamo ben un 65% di tasse sulla benzina-carburante! Ci rimango molto male. Significa che su un ipotetico 1.37 euro al litro, 0.94 euro li rivuole indietro lo stato con le tasse (altre tasse? E le mie tasche? Chissà se prendo i pantaloni sprovvisti). Praticamente se acquistassimo il carburante esentasse la pagheremo soltanto 43 centesimi di euro! (Mi stupisco di non conoscere un mercato nero dei carburanti, ma forse sono troppo ignorante) Praticamente, ridotte le tasse in questo particolare caso, si tornerebbe a respirare un pochino, dimezzando il costo della benzina (considerando che almeno un 10/15 centesimi allo stato glie li possiamo lasciare di tassa sul carburante), ed il mio stipendio guadagnerebbe di almeno 100 euro sul costo carburante risparmiato per recarmi al lavoro. Sarebbe come dire che mi hanno dato un aumento. Ricordo che alle scuole medie un insegnante mi spiegò che l'aumento del costo della vita aumenta sempre; però, da come lo ricordo io, gli aumenti dei prezzi devono essere seguiti da aumenti degli stipendi. Negli ultimi tempi abbiamo registrato un aumento, soltanto, del 2,3% sugli stipendi (http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/articoli/articolo389815.shtml), mentre per i prezzi natalizi sono previsti in aumenti dal 9% al 25% (http://www.agi.it/cronaca/notizie/200711271825-cro-rt11175-art.html). Direi che se la matematica non è un'opinione, i conti non tornano proprio tanto. Tra le tante cose, oggi, sono certo che se un politico mi controfirmasse un documento in cui promette di fare il suo lavoro e che, se entro 6 mesi di carica non mi rispetta gli impegni presi, allora scivola via dalla sua poltrona per recarsi in una stalla o ai turni notturni in ceramica, d'inverno con il muletto senza vetri, a lavorare fuori dallo stabile per 5.7 euro l'ora, come fanno molti cittadini; in quel caso Lui (o Lei) avrebbe il mio voto assicurato. Perché mi domando, come credo faccia anche la maggior parte degli italiani, come si possa operare in un paese assurdo come il nostro, dove le correnti politiche si presentano con un programma elettorale che non rispettano mai, promettono di appianare le tasse e sistemare i bugs del sistema, ed invece permangono nel macchinario del "tassa e spendi" rendendo quindi vani gli aumenti delle tasse. Non so, perché non ho verificato, ma non credo siano molti i paesi europei che fanno pagare l'Iva sulle loro stesse tasse: ovvero che su un prezzo l'Iva non è rapportata solo al costo singolo del servizio o del bene, ma anche al surplus delle tasse (costo del bene + tasse + Iva calcolata su entrambi gli addendi). Siamo il paese con i costi politici più elevati d'Europa, e abbiamo un debito pubblico immenso, forse addirittura eterno. Siamo un paese cattolico dove formare una famiglia non è un lusso, E' UN RISCHIO CAPITALE! Non ci sono soldi per noi, figuriamoci per eventuali figli e per l'utopico costo delle case (considerando che per avere un mutuo bisogna avere un buon lavoro: merce rara in Italia). Un paese dove, quando Marco Travaglio (parola più, parola meno) dice ironico "già ti danno da lavorare, vuoi anche che ti paghino?" non sai se ridere o piangere; proprio come quando ti arriva la rara busta paga. Un lavoratore autonomo (co.co.pro. o alternativi, i contratti in voga) prende pochissimo e si ritrova con tasse (a Lui) inutili perché non beneficia di NULLA, e in costante previsione di aumento (le tasse sul suo contratto, non lo stipendio). Io oggi mi accontenterei, visto che di fare le cose per bene non se ne parla mai, purtroppo, di poche cose: la correzione del sistema tasse (tassare solo sul costo del bene originale, e non su quello implementato dalle tasse: ovvero non tasse sulle tasse) e un movimento attivo che imponga una riduzione drastica (e non di 10 centesimi) del prezzo della benzina, perché se il caro benzina non è dovuto all'aumento del costo del petrolio (al quale, però, si da sempre la colpa sperando di tacere le reali motivazioni) ma ad uno stato ipocrita che impone oltre il 60% di tasse a dei poveretti che non arrivano a fine mese, non si può non operare subito e drasticamente! Altrimenti se "domani" scopro che esiste un mercato nero dei carburanti, non solo mi impongo perché questo non venga perseguito, ma (forse) ne divverò anche io cliente.. E' assurdo ma la situazione è insostenibile! Un po' di tempo fa mi stupivo della mancanza di distributori di carburanti alternativi, avevo preso in esame il bio-diesel, ed ecco la risposta implicita che mi sovviene: essendo a impatto ambientale molto basso, ha un sistema di tasse estremamente basso, e siccome non c'è guadagno d'imposta non c'è necessità di promuoverlo. Sarebbe possibile una petizione? Una raccolta firme per eliminare almeno l'80% delle tasse sul costo dei carburanti? C'è qualcuno di abile che ne prenderebbe le fila e proverebbe questa azione in favore dei cittadini? Se fosse un politico sarebbe bello, ma come spesso vediamo, se vogliamo un'azione UTILE al popolo è meglio che ce la facciamo da soli: il popolo paga già moltissimo le persone che dovrebbero lavorare per il popolo, e queste non lo fanno - se non ci riescono è legittimo, ma allora se ne tornino subito a casa. (E meno male che siamo "sempre governati" da governi che dicono di lavorare per il popolo e per le categorie più basse: dimenticando anche, ad esempio, che siamo ultimi in Europa pure per gli aiuti alle famiglie!).
Agostino, da castelnuovo ne Monti/Reggio Emilia
Agostino, da castelnuovo ne Monti/Reggio Emilia
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