Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 dicembre 2007
Doppia beffa per i buoni pagatori. Vi voglio far conoscere questa situazione per me paradossale ed emblematica delle amministrazioni pubbliche e, nel caso specifico, del comune dove risiedo, e cioè Manfredonia (FG). Mi chiamo Paolo e residente appunto a Manfredonia (FG). Giorni fa è giunta a mia moglie una cartella di pagamento per parziale versamento ICI per l'anno 2002 in quanto, in seguito a successione per la morte del padre avvenuta a luglio 2002, le case a lui appartenute sono appunto passate a mia moglie ed ai suoi fratelli. Dopo un po' di sconcerto (sono trascorsi più di 5 anni!!!) ho capito che, essendo mia moglie subentrata nella proprietà, avrebbe dovuto giustamente pagare a partire dalla data di morte del padre. Ho detto avrebbe, perché mia moglie per quell'anno 2002 l'ICI non l'ha pagata perché era già stata pagata dal padre a giugno 2002, e quindi prima del suo decesso, non solo come acconto ma addirittura a saldo per tutto l'anno , perché mio suocero non voleva star lì a ricordarsi scadenze e pagamenti quando poteva farne a meno. A questo punto mi direte: qual è il problema? Si va in comune, si rifanno i conti e le compensazioni, e la cartella si cancella. NO!!! Non è così per l'ufficio tributi!!!!Bisogna pagare la cartella, tutte le multe accessorie perché son passati 5 anni (come se non fosse stata pagata alcuna cifra), e poi fare richiesta di rimborso per le somme pagate in più da mio suocero. La compensazione non è prevista. E questa è la prima beffa. La seconda beffa è la scoperta che, poiché sono trascorsi più di 5 anni dal pagamento, non si può più richiedere il rimborso delle somme pagate in più da mio suocero (circa 600 euro). Mia moglie consapevolmente non aveva pagato per quell'anno poiché sapeva bene che il padre già aveva pagato per tutto l'anno, e c'è la ricevuta di pagamento. Ora io mi chiedo: è giusto tutto questo? Perché per me sono scaduti i termini di rimborso e per il comune non sono scaduti i termini per chiedermi soldi che mio suocero aveva già pagato? Come hanno fatto un accertamento su mia moglie, perché non l'hanno fatto anche su mio suocero e non hanno restituito i soldi senza che gli eredi debbano scoprire 5 anni dopo che i pagamenti di mio suocero non valgono, ma vengono incassati e che essi devono pagare, con sovrattasse e multe, sugli stessi appartamenti tasse già pagate dal padre, come se fossero evasori? Io posso accettare una compensazione poiché le aliquote per mia moglie sono da seconda casa, mentre per mio suocero erano come prima casa, ma non che debba pagare come se non avessi pagato nulla per 6 mesi su appartamenti già regolarmente pagati da mio suocero per tutto l'anno!!! Se così fosse, devo dire che noi in Italia stiamo proprio messi male, a dover combattere con queste regole assurde e guarda caso sempre sfavorevoli al cittadino onesto e troppo buon pagatore!!! A questo punto mi verrebbe anche il dubbio che la società esterna Gestor che gestisce per conto del comune gli accertamenti (perché non lo possono fare gli impiegati comunali? Ma questo è un altro discorso), e che presumibilmente prende una percentuale su tutti gli incassi, l'ha fatto apposta a farmi l'accertamento adesso, sapendo che non posso più richiedere il rimborso: con i computer in un attimo vedono la situazione in catasto.perché non hanno visto in un attimo che mio suocero aveva già pagato? Ne hanno avuto di tempo in 5 anni!!!! Noi eravamo tranquilli, perché sapevano di stare in regola con i pagamenti, anzi mio suocero aveva pagato in anticipo!! La società dice che ci vuole tempo per gestire gli arretrati . Io allora dico: all'inizio di ogni anno tu gestore manda una cartella con scritto quanto ogni contribuente deve pagare di ICI, e se per il cittadino non è corretta, viene a spiegare la difformità, si aggiusta la cartella e si paga entro giugno. Niente più contenzioso, niente più multe e sopratasse, nessun disguido, a parte forse un minor introito per qualcuno... In Comune mi hanno detto che, se voglio fare ricorso, devo presentarlo alla Commissione tributaria Provinciale di Foggia: chiaramente per adire in giudizio bisogna far domanda, bisogna iscriversi, farsi assistere magari da un avvocato, perdere giornate di lavoro per andare a Foggia... A questo punto chi fa ricorso? Nessuno!!! Perché non si può risolvere tutto in sede comunale per cifre che sono non indifferenti, ma sempre esigue rispetto a quelle che si perderebbero se si dovesse far ricorso alla Commissione Provinciale? Ecco perché ci ridono in faccia in tutta Europa!!! Siamo ancora alla burocrazia borbonica, con la differenza che i Borboni qualcosa di buono hanno lasciato, mentre adesso noi usiamo solo i loro metodi peggiori. Ma è possibile che possano esistere cose di questo genere? Cosa devo fare? Solo pagare? Sono pronto a fare qualsiasi cosa per non vedere più queste situazioni!!! Scusate la lunghezza della lettera, ma ho creduto di dovervi dare le più ampie delucidazioni sul caso. Distinti saluti.
Paolo, da Manfredonia/Foggia
Paolo, da Manfredonia/Foggia
Risposta ADUC
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