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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 novembre 2007
Domanda 27 novembre 2007
In questi giorni ho ricevuto il preavviso di parcella di un avvocato con il quale nel 1996 ho presentato due ricorsi consecutivi al TAR, con istanza di sospensiva, per ottenere una autorizzazione non concessa da un ufficio regionale. Dopo il rigetto della seconda istanza di sospensione, avvenuto nel 1997, espressi verbalmente, al legale, nel corso di un incontro, la volonta' di non proseguire nel ricorso in quanto non potevo permettermi di aspettare 4-5 anni per la risoluzione del problema. Ovviamente all'avvocato venne pagato tutto quanto richiesto fino ad allora. Dopo dieci anni privi di qualsiasi contatto o comunicazione, il legale mi invio' una lettera chiedendomi se avessi intenzione o meno di presentare nuova istanza al TAR altrimenti la causa sarebbe andata in estinzione automatica per perenzione. In seguito ad una mia telefonata con la quale ribadivo nessun interesse a proseguire la causa ho ricevuto il preavviso di parcella per una somma di oltre seimila euro, iva compresa. Ricordo benissimo che gli onorari pattuiti erano molto inferiori a quanto richiesto oggi ed ho sempre avuto la convinzione di aver saldato quanto dovuto.
Successivamente ad una mia nota, con la quale contestavo la somma richiesta ed eccepivo la prescrizione ai sensi degli art. 2956-2957 del c. c., l'avvocato mi invio' un sollecito di pagamento, con termine di sette giorni, nel quale si ammette che le somma e' richiesta per prestazioni effettuate fino al 1997, che i diritti sono calcolati in base ai tariffari di allora e gli onorari sono invece aggiornati ai minimi del tariffario attuale; inoltre nella stessa raccomandata l'avvocato afferma che dopo tale data niente ha fatto perche' niente c'era da fare se non attendere il merito. Infine mi precisa che per la parcella si sarebbe dovuto necessariamente aspettare la sentenza e che la prescrizione scatta solo dopo quest'ultima.
Domande.
Il C. C. Prevede la prescrizione dopo 3 anni: " Il termine decorre, in generale, dalla prestazione. Per gli avvocati puo' decorrere dalla sentenza passata in giudicato, dall' accordo conciliativo o dalla revoca del mandato. Per tutti gli affari non terminati la prescrizione decorre dall'ultima prestazione" 1) L'estinzione automatica della causa per perenzione e' considerata una sentenza passata in giudicato?
2) Poiche' l'ultima prestazione, come ammette lo stesso avvocato, e' del 1997 e' legittimo chiedere gli onorari relativi a distanza di dieci anni, col tariffario aggiornato, e senza aver fatto niente altro in questo arco di tempo? Secondo l'avvocato nessuna prescrizione puo' compiersi su degli onorari e diritti, che possono essere richiesti solo al momento della conclusione della causa.
3) E' corretto eccepire la prescrizione in questo caso?
Grazie.
Mario, da Sassari

Risposta ADUC
Il credito dell'avvocato e' chiaramente prescritto. Lo eccepisca con una raccomandata AR.
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