Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 aprile 2001
Domanda 4 aprile 2001
Egregi Signori,
Vi scrivo per chiedere aiuto nel mettere in evidenza il comportamento disonesto da parte di venditori di animali che con pochi scrupoli truffano le persone guadagnando sulla pelle di povere bestiole che si fanno pagare a peso d'oro.
Brevemente racconto quanto capitatomi:
deciso a regalare un cucciolo di gatto a mia figlia, sono entrato in un negozio di animali "Milleamici" di Mestre Ve.
Visto un cucciolo decido di acquistarlo.
La scelta avviene tra due cuccioli: lire 650.000 per quello con pedigree - lire 550.000 per quello senza. Il venditore mi dice che il pedigree serve solo se volessi partecipare a qualche concorso, inoltre visto che la scelta era capitata sul cucciolo senza pedigree fin ancora prima di conoscere tale notizia, mi assicura sia che il cucciolo e' di razza pura sia che lo stato di salute e' perfetto.
Al momento del pagamento mi presenta un foglio da firmare ove si impegnano a sostituire la bestola, qualora, sottoposto a visita veterinaria entro 48 ore, venissero riscontrate patologia particolari quali cimurro...ecc. ecc.
Inoltre viene dichiarato nero su bianco che il cucciolo e' considerato sano.
Mi sono recato dal veterinario il quale ha riscontrato nella bestiola uno stato di salute pessimo, anche se non preoccupante, ma comunque necessitante di tutta una serie di cure innegabili con relativi farmaci di un certo costo. (riscontrata otite parassitaria, affezzione alla trachea ed infiammazione agli occhi, idiarre e probaile gastointerite, ferita da morso ad una zampa, pulci ovunque) Tale era lo stato che ha ritenuto non idoneo effettuare il primo vaccino.
Mi sono recato di nuovo dal commerciante solo per soddisfare la mia curosita' di sentire cosa aveva da dirmi in proposito:
il risultato e' stato che il veterinario e' stato deinito un incompetente e che da "buon venditore" mi proponeva di riportargli l'aminale per la restituzione di quanto avevo pagato.
Da amante degli animali gli ho risposto che il cucciolo lo avrei tenuto qualunque fossero state le spese che avri dovuto sostenere, e che sista parlando di un essere vivente non di un bambolotto di peluche che si riporta indietro al negozio perche' difettoso.
Vi chiedo di mettere in luce tali situazioni che permettono a commercianti poco seri di fare quattrini offrendo animali mal tenuti, ammalati e non curati, per poi giocare il tutto sul buon cuore ed l'emotivita' di chi veramente ama gli animali.
Inoltre Vi chiedo se sia legale vendere un animale definendolo e dichiarando per iscritto sano.

Risposta ADUC
Le facciamo i nostri complimenti, poiche' gia' abbiamo ricevuto contestazioni simili, ma dietro un apparente interesse per l'animale, la preoccupazione di molti risultava essere solo per i soldi spesi: il che e' deprecabile.
L'unico modo per ottenere qualche svolta e' che in casi in cui si verificano situazioni di supposto maltrattamento, sfruttamento, incuria ed altro, si provveda a presentare un esposto in magistratura -od almeno segnalare il fatto alle associazioni di protezione degli animali.
Causa civile puo' inoltre essere intentata se si dimostrasse che l'animale dichiarato sano non lo fosse in realta'.
La invitiamo comunque a rendere noto il comportamento ed il nominativo -se non vuole presentare esposti- alle associazioni animaliste ed alla stessa Camera di Commercio (esponendo il fatto in modo tranquillo, oggettivo e semplicemente, raccontandolo senza commenti od illazioni, chiedendo a loro di valutare).
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