Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 novembre 2007
Cara Aduc, mi è stato notificato un preavviso di fermo di beni mobili registrati, per mancato pagamento di cartelle esattoriali "regolarmente" notificate. Vi è allegato un bollettino pre-compilato per il pagamento. Le cartelle cui si riferisce il preavviso sono tre: due sono collegate probabilmente a bolli auto non pagati, anche se la "regolare" notifica di fatto non è avvenuta. Comunque, per queste, ho deciso di pagare, visto che mi è difficile provare la mancata notifica (di sicuro la notifica è stata fatta mediante deposito in Comune, ma in Comune non si trova niente). Una terza cartella, invece, si riferisce ad una contravvenzione per violazione del codice della strada, che io avrei commesso a Napoli (dove non sono mai stata in vita mia) in una data in cui la mia macchina era già ricoverata da circa una settimana (e per tutto il mese seguente) presso un'autocarrozzeria perché - a seguito di incidente - aveva riportato lo sfondamento dell'avantreno, che le impediva nel modo più assoluto di circolare. Poiché quanto sopra era documentabile, inoltrai ricorso - in termini - alla Prefettura di Napoli, per il tramite del Comando di Polizia municipale, chiedendo l'annullamento della contravvenzione; nel ricorso era allegata tutta la documentazione atta a provare quanto sopra detto, oltre a copia della denuncia da me effettuata presso la Questura di Siracusa, per salvaguardarmi dai danni che potevano derivarmi dalla circolazione di vetture con la mia targa clonata. Della sorte del ricorso non ho saputo più niente: ad onta dei principi legislativi sul giusto procedimento, infatti, non mi fu comunicato né l'accoglimento né il rigetto (ma non dovrebbe formarsi il silenzio-assenso?). Invece, dopo circa quattro anni dal ricorso, mi fu notificata una cartella esattoriale che mi ingiungeva il pagamento della sanzione (lievitata nel frattempo da euro 28,05 ad euro 76,90). Inoltrai allora ricorso al Giudice di Pace di Napoli, allegando sempre tutta la documentazione e chiedendo espressamente la sospensione e revoca della cartella esattoriale. Naturalmente, non ho alcun domicilio a Napoli, né ho nominato difensore, pertanto anche di questo ricorso non ho saputo niente. Adesso mi arriva il fermo amministrativo. Sul vostro sito leggo che gli atti e le procedure possono essere impugnati alla Commissione tributaria provinciale solo per vizi propri, di forma o di notifica, e non per vizi di merito e inoltre che i soggetti privati possono stare in giudizio solo con l'assistenza di un difensore abilitato. Un ricorso alla Commissione tributaria mi sembra quindi inutile oltre che dispendioso. Per sfinimento, potrei anche rassegnarmi a pagare, se non che ho paura che - con l'automezzo con targa falsificata - sia stato commesso qualche reato di cui potrei essere chiamata a rispondere e che il pagamento equivarrebbe, in questo caso, come un'ammissione implicita di colpa. Cosa posso fare, vista la perentorietà dei termini prescritti per evitare il fermo? Devo pagare e poi fare un ulteriore ricorso? E a chi? Qual è l'organo di giustizia di ambito europeo al quale potrei chiedere un risarcimento dei danni? Vi chiederei, cortesemente e se possibile, di rispondere con urgenza. Grazie.
Adriana, da Palazzolo Acreide
Adriana, da Palazzolo Acreide
Risposta ADUC
Purtroppo lei non e' stata precisa nella sua vicenda, perche' i ricorsi non vanno presentati e basta, ma vanno seguiti, anche per eventualmente rilevare inadempienze di notifica dell'autorita', inadempienze che hanno limiti di tempo entro cui rilevarle. Questo vale per il ricorso in prefettura e per quello al giudice di pace. Allo stato non le resta che pagare quanto richiesto. Per evitare rogne future dall'eventuale falsificazione della sua targa, puo' solo cambiare la stessa.
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