Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 aprile 2001
Con la presente porto a vostra conoscenza quanto mi e' accaduto ieri, 3 aprile 2001 a Roma presso la stazione delle metropolitana linea A di Piazza Barberini.
Sono un funzionario dipendente della Camera di Commercio I.A.A. di Udine e ieri mi sono recata in missione presso la sede dell'Unioncamere nazionale - piazza Sallustio - Roma. Al termine della giornata di lavoro ho pensato di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere da Roma l'aeroporto di Fiumicino e prendere il volo delle 21.25 per Ronchi dei Legionari (TS) e dunque fare rientro a casa.
Come certamente saprete, quando un dipendente e' in missione, puo' ottenere il rimborso delle spese vive sostenute dietro presentazione di tutte le pezze giustificative (fatture, ricevute, scontrini, eccetera), tra cui anche il biglietto della metropolitana per raggiungere la stazione Termini e da li' Fiumicino.
Alla stazione della metro A di Piazza Barberini oblitero il biglietto senza tuttavia accertarmi della effettiva avvenuta obliterazione da parte della macchina obliteratrice (ahime'!) e dunque proseguo per il treno. Discesa dalle scale mobili, uno dei due bigliettai, presenti due ispettori-controllori, mi chiede di vedere il biglietto. Io glielo porgo e lui mi dice che non e' stato obliterato. Controbatto che non e' possibile visto che sono sicura di averlo obliterato. Evidentemente c'e' qualche problema nel funzionamento della macchina obliteratrice. Mi dice di rivolgermi ad uno dei due ispettori li' presenti con un documento di identita'. Seguo le sue istruzioni e spiego la situazione all'ispettore, il quale mi dice che lui e' tenuto solo a farmi la contravvenzione. Prima di me, identico caso al signore - cliente Atac - dientro il quale ero in fila, in attesa di parlare con l'ispettore. Evidentemente eravamo transitati entrambi per la stessa corsia dove era posta la macchina obliteratrice che non funzionava (ma sono sicura che aveva la luce verde accesa!). Spiego all'ispettore il motivo per cui sono a Roma, precisando che era evidente che non avevo nessuna ragione per non obliterare il biglietto, visto che proprio quella pezza giustificativa poteva provare la spesa di ben Lire 1.500 di cui chiedere il rimborso alla mia amministrazione!!!
Io e il cliente di cui sopra, che scopro chiamarsi Civitella Renato (verbale di contravvenzione n. 566704), chiediamo all'ispettore di recarsi con noi alla macchina obliteratrice incriminata e verificare il suo non corretto funzionamento. Ci risponde che non e' compito suo. Nel frattempo l'ispettore tratteneva il mio documento di identita', facendomi perdere ben tre treni metropolitani (alla fine sono riuscita letteralmente al volo a raggiungere Termini e salire sul treno per Fiumicino...praticamente in corsa! Chi avrebbe pagato le spese di vitto e alloggio a Roma, in caso di perdita dell'ultimo volo per Trieste???
Si e' venuta cosi' a creare una situazione a dir poco grottesca, dove un cittadino che intende dimostrare le sue ragioni non viene ascoltato....perche' non e' compito dell'ispettore????!!!!! L'evidenza poi della mia situazione conduceva a conclusioni inequivocabili!!! Com'e' possibile che io debba pagare una multa per un non corretto funzionamento di uno strumento su cui e' l'ATAC SPA a dover vigilare???? E poi le mie ragioni non devono essere ascoltate anche dinanzi a dimostrazioni inequivocabili??? Che interesse potevo avere a non obliterare il biglietto? Forse fare risarmiare alla mia amministrazione Lire 1.500???? A cosa devo la rigidita' del comportamento di quell'ispettore di cui non conosco neppure il nome, poiche' nel verbale che ha redatto la sua firma e' illeggibile e non compaiono le sue generalita' ma solo le mie? Certo che posso fare ricorso, come dice la legge, ma sono sicura che il cavillo della mia negligenza nel non avere controllato l'effettiva avvenuta obliterazione fara' si' che il mio ricorso sara' del tutto vano, ritrovandomi a pagare non solo la multa di ben Lire 100.000 + 1.500 del biglietto + le spese postali Lire 1.200 + le spese del procedimento (di cui non conosco l'importo).
Cara mi e' costata questa giornata di lavoro a Roma!
Sono un funzionario dipendente della Camera di Commercio I.A.A. di Udine e ieri mi sono recata in missione presso la sede dell'Unioncamere nazionale - piazza Sallustio - Roma. Al termine della giornata di lavoro ho pensato di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere da Roma l'aeroporto di Fiumicino e prendere il volo delle 21.25 per Ronchi dei Legionari (TS) e dunque fare rientro a casa.
Come certamente saprete, quando un dipendente e' in missione, puo' ottenere il rimborso delle spese vive sostenute dietro presentazione di tutte le pezze giustificative (fatture, ricevute, scontrini, eccetera), tra cui anche il biglietto della metropolitana per raggiungere la stazione Termini e da li' Fiumicino.
Alla stazione della metro A di Piazza Barberini oblitero il biglietto senza tuttavia accertarmi della effettiva avvenuta obliterazione da parte della macchina obliteratrice (ahime'!) e dunque proseguo per il treno. Discesa dalle scale mobili, uno dei due bigliettai, presenti due ispettori-controllori, mi chiede di vedere il biglietto. Io glielo porgo e lui mi dice che non e' stato obliterato. Controbatto che non e' possibile visto che sono sicura di averlo obliterato. Evidentemente c'e' qualche problema nel funzionamento della macchina obliteratrice. Mi dice di rivolgermi ad uno dei due ispettori li' presenti con un documento di identita'. Seguo le sue istruzioni e spiego la situazione all'ispettore, il quale mi dice che lui e' tenuto solo a farmi la contravvenzione. Prima di me, identico caso al signore - cliente Atac - dientro il quale ero in fila, in attesa di parlare con l'ispettore. Evidentemente eravamo transitati entrambi per la stessa corsia dove era posta la macchina obliteratrice che non funzionava (ma sono sicura che aveva la luce verde accesa!). Spiego all'ispettore il motivo per cui sono a Roma, precisando che era evidente che non avevo nessuna ragione per non obliterare il biglietto, visto che proprio quella pezza giustificativa poteva provare la spesa di ben Lire 1.500 di cui chiedere il rimborso alla mia amministrazione!!!
Io e il cliente di cui sopra, che scopro chiamarsi Civitella Renato (verbale di contravvenzione n. 566704), chiediamo all'ispettore di recarsi con noi alla macchina obliteratrice incriminata e verificare il suo non corretto funzionamento. Ci risponde che non e' compito suo. Nel frattempo l'ispettore tratteneva il mio documento di identita', facendomi perdere ben tre treni metropolitani (alla fine sono riuscita letteralmente al volo a raggiungere Termini e salire sul treno per Fiumicino...praticamente in corsa! Chi avrebbe pagato le spese di vitto e alloggio a Roma, in caso di perdita dell'ultimo volo per Trieste???
Si e' venuta cosi' a creare una situazione a dir poco grottesca, dove un cittadino che intende dimostrare le sue ragioni non viene ascoltato....perche' non e' compito dell'ispettore????!!!!! L'evidenza poi della mia situazione conduceva a conclusioni inequivocabili!!! Com'e' possibile che io debba pagare una multa per un non corretto funzionamento di uno strumento su cui e' l'ATAC SPA a dover vigilare???? E poi le mie ragioni non devono essere ascoltate anche dinanzi a dimostrazioni inequivocabili??? Che interesse potevo avere a non obliterare il biglietto? Forse fare risarmiare alla mia amministrazione Lire 1.500???? A cosa devo la rigidita' del comportamento di quell'ispettore di cui non conosco neppure il nome, poiche' nel verbale che ha redatto la sua firma e' illeggibile e non compaiono le sue generalita' ma solo le mie? Certo che posso fare ricorso, come dice la legge, ma sono sicura che il cavillo della mia negligenza nel non avere controllato l'effettiva avvenuta obliterazione fara' si' che il mio ricorso sara' del tutto vano, ritrovandomi a pagare non solo la multa di ben Lire 100.000 + 1.500 del biglietto + le spese postali Lire 1.200 + le spese del procedimento (di cui non conosco l'importo).
Cara mi e' costata questa giornata di lavoro a Roma!
Risposta ADUC
Se potesse mostrare delle prove in grado di confermare quanto sostiene, potrebbe ricorrere. Poiche' pero' si suppone che non sia molto facile provare il mancato funzionamento, forse e' piu' opportuno limitarsi a segnalare il comportamento scorretto dell'ispettore, indicando come anche altri soggetti siano ugualmente stati colpiti (e dunque possano confermare le modalita') e sperando cosi' in un intervento da parte della Direzione.
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