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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 novembre 2007
Domanda 20 novembre 2007
Salve, riporto il testo di una mail inviato alla AEM e ai suoi amministratori. E' vergognoso e immorale l'atteggiamento dell'azienda e intendo denunciarla presso e farle causa. Vorrei sapere da voi se ci sono gli estremi. E' ora di porre un freno allo strapotere di aziende come questa, che calpestano i diritti dei propri clienti, in forza di un regolamento che non tiene in conto la salute degli stessi. Testo della mail: Gentilissimi Sigg. sono amareggiato per un incredibile e inspiegabile, nonche' drammaticissima situazione venutasi a creare con la vostra azienda. Venerdi' mattina la mia compagnia mi avverte che alle ore 9.30 hanno smesso di funzionare il riscaldamento e il boiler per l'acqua calda, entrambe a gas. Non avvenendomi che uno degli interruttori termostatici era saltato, a causa di lavori ai contatori elettrici, togliendo di conseguenza la corrente agli apparecchi, scendo a controllare il contatore del gas, che trovo in posizione regolare. Con la chiave provo ad aprire e chiudere, contemporaneamente verificando se la fornitura riprende, per cercare di comprendere se il problema poteva essere li'. Al terzo tentativo il rubinetto si blocca in posizione - mi diranno poi i tecnici - di "taglio" o qualcosa di simile. A quel punto la mia chiave non riesce piu' ad aprirlo. Salgo in casa e scopro che mancava corrente. Io e la mia compagnia avvertiamo il pronto soccorso gas. Arriva l'unita' che riapre il rubinetto e che viene informata di quello che ha portato alla chiusura dello stesso, ma avendolo trovato in posizione chiusa (per l'utente) chiama in centrale per un controllo e viene detto all'operatore di richiuderlo. Mi dicono poi di contattare il commerciale per capire la causa. Il commerciale ci tiene al tel. un'ora, per concludere che siamo perfettamente regolari con gli ultimi pagamenti. A questo punto l'incaricato al telefono ci comunica che fara' un fax al pronto soccorso gas per la riapertura. Veniamo richiamati dallo stesso incaricato qualche ora dopo, il quale ci dice che e' tutto a posto e che passeranno in giornata, suggerendoci di chiamare lo per fissare l'intervento. Chiamiamo e prenotiamo l'uscita. A distanza di qualche ora nulla accade; quindi richiamiamo e ci viene detto che i tecnici usciranno a breve. Richiamiamo alle 19, congelati dal freddo, senza neanche aver potuto fare una doccia a causa della fornitura interrotta. Ci dicono che manderanno i tecnici entro due ore. Intanto niente riscaldamento. Nota: ABBIAMO COSTANTEMENTE SEGNALATO CHE IL COMMERCIALE CI AVEVA GARANTITO LA RIAPERTURA, IN QUANTO NON SIAMO MOROSI NEI CONFRONTI DI AEM ABBIAMO INOLTRE FATTO NOTARE LA PRESENZA DI BAMBINI E LA CONDIZIONE DI ASSOLUTA URGENZA PER IL FREDDO. Finalmente alle ore 22:00 arrivano i tecnici, i quali chiedono disposizioni in ufficio. A questo punto il capo sala (turno serale di venerdi' 16 novembre 2007), con assoluta insensibilita', senza considerare le nostre necessita' e senza comprendere (ahinoi!!!) che abbiamo di fronte un week end freddo e che lo passeremo al gelo senza il riscaldamento e l'acqua calda, NON AUTORIZZA la riapertura e non vuole sentire ragioni. Alla mia, lecita e legittima, richiesta dei suoi dati, mi dice che non mi dira' il suo nome. Qui nasce una discussione, secondo il principio, non solo mio ma universale, che NON SI PUO' LASCIARE UNA FAMIGLIA SENZA RISCALDAMENTO IN AUTUNNO/INVERNO per l'intero week-end; specialmente se non ci sono motivi per farlo, data la nostra posizione regolare. Minaccio allora una sacrosanta denuncia, che intendo realmente fare, nei confronti di AEM e dello stesso capo sala. Da questo nasce una riflessione: che non lavoriate per noi ma per voi. Che non ve ne freghi nulla dell'utente, giovane, anziano, neonato e che altro. Provvedero' ad informare gli organi di stampa e le associazioni consumatori, inoltrando loro questa stessa mail.
Marco, da Milano

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