Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 novembre 2007
Cara Aduc ho un problema molto grave e non so come difendermi. Il problema non riguarda solo me privatamente ma tutto il complesso immobiliare dove attualmente vivo. Nel 2006 ho comprato casa all'interno di un complesso immobiliare di nuova costruzione: tutti gli immobili sono stati completati (salvo le rifiniture) e consegnati ad agosto 2006, o almeno come è scritto sulla dichiarazione di fine lavori e verbale di consegna. Il complesso sorge in una nuova area residenziale, e quindi mancano tutti i servizi primari: Acqua, Luce, Gas, Fognature, Telefono. Ovviamente la ditta costruttrice si è impegnata per sopperire alle mancanze provvedendo con le adeguate - e disponibili
- sostituzioni (bombolone per il gas, depuratore per lo smaltimento acque nere, pozzo per l'acqua, predisposizione per linea telefonica, impianto per l'Enel). Tutti gli impianti quindi sono predisposti per gli allacci delle singole utenze. Il problema è stata la disponibilità della corrente elettrica: la ditta costruttrice al momento di consegnare le case ha promesso - a voce - che la corrente di cantiere sarebbe stata sostituita entro settembre 2006 con l'allaccio definitivo ad una nuova cabina enel costruita appositamente per il complesso. Ad oggi, novembre 2007, la situazione non è ancora cambiata, la cabina elettrica è stata costruita (in ritardo, a maggio 2007), ma tutti noi residenti viviamo ancora usando la corrente di cantiere (che oltretutto non essendo adeguata come disponibilità, ci costringe a vivere con meno di 3 Kw per abitazione). Inoltre, il fatto di usare ancora la corrente di cantiere ci espone a diversi disagi più o meno gravi: la corrente, data la sua "natura" non adatta per usi domestici, non sempre viene erogata regolarmente, spesso ci sono sbalzi che ne causano l'interruzione costringendoci a dover intervenire manualmente sull'interruttore generale del cantiere (con tutti i suoi rischi e pericoli che comporta), tale situazione sta portando ad un usura anticipata degli elettrodomestici, quando non si rompono del tutto. Inoltre, se manca la corrente a tutto il complesso, le pompe del pozzo ovviamente non funzionano con il risultato che oltre a rimanere senza luce non possiamo nemmeno contare sull'acqua corrente. Questi disagi si ripetono troppo spesso, ad esempio ogni volta che piove o la giornata è particolarmente umida siamo certi di rimanere senza luce e acqua! La ditta costruttrice afferma di aver fatto tutto quello che andava fatto per risolvere la situazione, quindi ha "passato la palla" all'Enel, ma noi non abbiamo la possibilità o gli strumenti per verificare se è vero o meno. Chiedo cosa possiamo fare, ovvero:
- se come singoli proprietari possiamo interrogare l'Enel per sapere se esiste o meno una "pratica" di avanzamento per il nostro caso, e nel caso se possiamo rivalerci sull'Enel per l'enorme disservizio che stiamo subendo; - se la ditta costruttrice è obbligata a farci un resoconto dettagliato di come sta procedendo per risolvere la situazione, e quindi possiamo rivalerci sulla ditta per il ritardo nell'eseguire il lavoro;
- a quali problemi andiamo incontro, oltre quelli evidenti, rimanendo in questa situazione, ad esempio se rischiamo un'interruzione definitiva del servizio da parte dell'Enel. Inoltre la corrente erogata fino ad oggi la sta pagando la ditta costruttrice, che non ha ancora chiesto la restituzione delle somme pagate, ma è comunque intenzionata a farlo secondo un "accordo verbale" (fatto però ad agosto del 2006, riferito quindi al rimborso solo per il mese di settembre 2006, e non fino ad oggi!). E' possibile eventualmente richiedere un risarcimento danni, materiali e anche morali? In un paese civile un sacrificio del genere si può accettare per un mese, forse 2, ma per più di un anno diventa veramente insostenibile. Grazie per l'aiuto.
Alessandra, da Ardea
- sostituzioni (bombolone per il gas, depuratore per lo smaltimento acque nere, pozzo per l'acqua, predisposizione per linea telefonica, impianto per l'Enel). Tutti gli impianti quindi sono predisposti per gli allacci delle singole utenze. Il problema è stata la disponibilità della corrente elettrica: la ditta costruttrice al momento di consegnare le case ha promesso - a voce - che la corrente di cantiere sarebbe stata sostituita entro settembre 2006 con l'allaccio definitivo ad una nuova cabina enel costruita appositamente per il complesso. Ad oggi, novembre 2007, la situazione non è ancora cambiata, la cabina elettrica è stata costruita (in ritardo, a maggio 2007), ma tutti noi residenti viviamo ancora usando la corrente di cantiere (che oltretutto non essendo adeguata come disponibilità, ci costringe a vivere con meno di 3 Kw per abitazione). Inoltre, il fatto di usare ancora la corrente di cantiere ci espone a diversi disagi più o meno gravi: la corrente, data la sua "natura" non adatta per usi domestici, non sempre viene erogata regolarmente, spesso ci sono sbalzi che ne causano l'interruzione costringendoci a dover intervenire manualmente sull'interruttore generale del cantiere (con tutti i suoi rischi e pericoli che comporta), tale situazione sta portando ad un usura anticipata degli elettrodomestici, quando non si rompono del tutto. Inoltre, se manca la corrente a tutto il complesso, le pompe del pozzo ovviamente non funzionano con il risultato che oltre a rimanere senza luce non possiamo nemmeno contare sull'acqua corrente. Questi disagi si ripetono troppo spesso, ad esempio ogni volta che piove o la giornata è particolarmente umida siamo certi di rimanere senza luce e acqua! La ditta costruttrice afferma di aver fatto tutto quello che andava fatto per risolvere la situazione, quindi ha "passato la palla" all'Enel, ma noi non abbiamo la possibilità o gli strumenti per verificare se è vero o meno. Chiedo cosa possiamo fare, ovvero:
- se come singoli proprietari possiamo interrogare l'Enel per sapere se esiste o meno una "pratica" di avanzamento per il nostro caso, e nel caso se possiamo rivalerci sull'Enel per l'enorme disservizio che stiamo subendo; - se la ditta costruttrice è obbligata a farci un resoconto dettagliato di come sta procedendo per risolvere la situazione, e quindi possiamo rivalerci sulla ditta per il ritardo nell'eseguire il lavoro;
- a quali problemi andiamo incontro, oltre quelli evidenti, rimanendo in questa situazione, ad esempio se rischiamo un'interruzione definitiva del servizio da parte dell'Enel. Inoltre la corrente erogata fino ad oggi la sta pagando la ditta costruttrice, che non ha ancora chiesto la restituzione delle somme pagate, ma è comunque intenzionata a farlo secondo un "accordo verbale" (fatto però ad agosto del 2006, riferito quindi al rimborso solo per il mese di settembre 2006, e non fino ad oggi!). E' possibile eventualmente richiedere un risarcimento danni, materiali e anche morali? In un paese civile un sacrificio del genere si può accettare per un mese, forse 2, ma per più di un anno diventa veramente insostenibile. Grazie per l'aiuto.
Alessandra, da Ardea
Risposta ADUC
Dovete prima di tutto verificare a cosa era tenuta la ditta costruttrice, da contratto. Spettava a lei chiedere l'allacciamento delle singole utenze all'Enel? Se cosi' e', e lo ha fatto, la "palla" passa davvero all'Enel, che diviene vostro interlocutore. Per chiarire la situazione, contattate direttamente quest'ultima, anche con raccomandata AR.
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