Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 aprile 2001
Domanda 4 aprile 2001
Spett.le Aduc,
mi rivolgo a Voi sebbene non sia sicura di non occupare impropriamente questo spazio, quindi vengo direttamente alla questione.
Ho due cani una setterina inglese di quasi 5 anni e un meticcio di quasi 7 anni, cani di taglia media.
La setterina e' molto tranquilla ed ha un carattere molto dolce, il maschio invece ha un "caratterino" tutto pepe e purtroppo piange quando esco per andare a lavorare e continua cosi' per circa 2 ore (queste le lamentele di un vicino di casa).
Poi per il resto della giornata sembrano non esistere.
Io capisco il mio vicino, pero' lui mi minaccia dicendomi che mi fara' imporre di darlo via.
Il regolamento condominiale pero' non vieta i cani.
A questo punto ho 3 domande da porre:
1) il regolamento condominiale puo' essere cambiato? e come?
2) potrebbe riuscire il vicino di casa nel suo intento?
3) per evitare questo, poiche' io nel modo piu' assoluto non darei mai via il cane c'e' qualcosa che si puo' fare al fine di evitare questo suo pianto che tra l'altro mi fa male perche' capisco che lui soffre in quel momento?
Io d'altra parte mi sono rivolta al veterinario il quale gli ha prescritto dei tranquillanti, ma sembrano funzionare poco.
Forse a Vs. avviso potro' sembrare egoista lo so, ma io e Spanck (questo e' il nome del meticcio) siamo insieme da quando lui aveva 1 mese, abbiamo da circa 1 mese traslocato in questa nuova casa, ho preso una casa con un giardino per evitare la vita giornaliera in appartamento, mi sono rivolta ad un veterinario che mi ha prescritto per lui dei tranquillanti.
Non faccio praticamente alcuna vita sociale senza i miei cani, pero' devo recarmi a lavorare e appena vado via lui piange.
Io ritengo che sarebbe doloroso per me il distacco ma anche per lui.
Capisco anche il mio vicino che si sente disturbato dalle 7.45 (ora in cui esco per andare a lavorare) fino alle 9 a sua detta, pero' non so cosa fare.
Quelle sono le uniche ore in cui sentono il cane e poi non piu'.
Ho bisogno di trovare delle risposte, se non e' la Vs. materia, sapreste indicarmi a chi rivolgermi?

Risposta ADUC
E' buffo come chi ha animali ritenga sempre di dare fastidio o di essere un incomodo, mentre in realta' le problematiche poste sono legittime al pari di tutte le altre. Non si vede come l'affetto verso un animale, al pari di quello verso un figlio, possa essere considerato egoismo.
In primo luogo, occorre specificare che il regolamento deve essere modificato dall'assemblea: all'unanimita' in caso di regolamento contrattuale, e con le dovute maggioranze assembleari se sia stato assunto con delibera -in quest'ultimo caso, non puo' pero' violare i diritti dei singoli e non potrebbe impedirle, in alcun modo, di tenere gli animali.
Questo pero' non vuol dire che lei possa disturbare: resta da chiarire se veramente gli ululati sono tali da creare disturbo. A suo scapito, c'e' da dire che -pur non essendo presto- non sono comunque ancora le 8: per qualche minuto in meno, potrebbe esserle contestato che il momento non sia dei piu' opportuni, tale cioe' da disturbare il riposo e conseguentemente essere in una fascia oraria dove la tolleranza e' inferiore.
Se almeno fossero le 8, gia' sarebbe meglio.
Inoltre, occorre verificare se davvero i lamenti sono tali da costituire fastidio.
Stante il dovere di tolleranza che tutti -lei e gli altri- dovete avere l'un l'altro, esistono rumori tollerabili ed intollerabili. Se il rumore e' tollerabile, il vicino dovra' sopportarlo. Se fosse intollerabile, deve cessare (e' vero che abbaia poco, ma se fosse intollerabile e continuo, e' comunque disturbo). Dunque, in primo luogo potra' far effettuare l'insonorizzazione di una stanza, od almeno far si' che non tutte le mattine il cane abbai, e comunque non sempre alla medesima ora, ad esempio portandoselo qualche volta in macchina al lavoro (e riportandolo poi all'ora di pranzo), o far si' che qualche volta qualcuno gli tenga compagnia, o comunque lasciandolo talvolta con qualche amico o vicino, il tutto finalizzato allo "spezzare" questa continuita'. Non sara' molto facile che possano imporle di separarsi da un affetto -tali misure sono drastiche e la legittimita' e' dubbia- ma cio' pero' non vuol dire che il problema non debba essere risolto, se veramente e' tale.
Occorre distinguere tra pianto ed urlo, ad esempio, capire l'intensita' e l'effettivo rumore che giunge all'orecchio (potrebbe farlo verificare da qualcuno?).
Spezzando la continuita', il problema potrebbe essere ridimensionato.
Inoltre, puo' darsi che si debba abituare al nuovo posto.
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