Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 novembre 2007
Sono Salvatore rappresentante dei genitori del cdd di Ghisalba (Bg) e le voglio raccontare la nostra storia. Da anni I nostri ragazzi frequentano il centro e dal 2000 abbiamo chiesto all'Asl di fatturare il servizio non alla famiglia bensì all'utente in virtù della legge 130/2000 art.3 comma 2ter. La cosa è sempre stata ignorata fino al momento che l'Asl con un primo provvedimento voleva dimettere I ragazzi(2001) minaccia subito rientrata, e successivamente facendoci ingiunzione di pagamento subito impugnata e con decisione del giudice di illeggittimità da parte dell'Asl di richiedere soldi alla famiglia (2004). Nel luglio 2006 la Cooperativa Itaca, che aveva sempre gestito il servizio, è stata accreditata dalla Regione Lombardia per la completa gestione del servizio(vincolata sempre da fondi pubblici ASL, comuni ,e ambiti ed eventuale compartecipazione degli utenti). Si stabilisce con un accordo tra rappresentanza dei sindaci e confcooperative la ripartizione dei costi ovvero su 96 euro pro capite giornaliere l'utente deve pagare 8,62 euro al giorno.Noi abbiamo sempre contestato questo contratto non ancora sottoscritto, in virtù della sopracitata legge 130/2000 e non abbiamo firmato il contratto con la coop.Itaca. A giugno 2007 riceviamo raccomandata dalla coop.Itaca con la minaccia di sospendere il servizio mattutino di trasporto casa-cdd se non avessimo pagato la retta di frequenza al centro. Dal 2 Luglio 2007 la coop.Itaca è stata di parola e I nostri ragazzi non frequentano il centro. Avendo la notizia trovato spazio su tv.giornali e Internet sono stato contattato da una coop. Sociale che per circa 1 mese ha garantito il servizio gratuito ai nostri ragazzi.Dal 3 al 20 agosto il cdd chiude per ferie e da quel momento siamo senza trasporto e ci siamo rivolti ad un avvocato che ha presentato ricorso ex art.700 ed attendiamo per fine mese l'esito del giudice. Il quesito che le pongo è questo: La cooperativa in un primo momento ha spedito la fattura riferita a Luglio e Agosto e successivamente ha mandato una nota di credito a storno di quelle stesse fatture come se in corso d'opera il contratto stipulato non riguardasse più la frequenza del centro bensì il pagamento del trasporto!! Noi riteniamo che ai sensi della legge 104/92,la legge sui livelli essenziali di assistenza e la già ribadita legge 130/2000 la cooperativa doveva rivalersi sui comuni che poi eventualmente si potevano rivalere sugli utenti. Secondo lei l'azione della Coop.Itaca è legittima?in caso del rigetto del ricorso del giudice cosa possiamo fare? Aggiungo anche che I nostri comuni (con lettere protocollate) hanno condiviso l'azione della coop.Itaca. Grato del suo sicuro interessamento le porgo cordiali saluti.
Salvatore, da Martinengo
Salvatore, da Martinengo
Risposta ADUC
La legge 289/02 (art. 54) dispone che i costi dei servizi a favore dei disabili sono a carico per il 70% del SSN (servizio Sanitario Nazionale) e per il 30% del Comune (con l'eventuale compartecipazione dell'utente in base al valore ISEE calcolato sui suoi soli redditi. Premesso che nè l'indennità di accompagnamento, nè la pensione sociale rientrano nel calcolo ISEE, quasi sempre, questo risulta pari a zero. Condizione per la quale risultano esenti dalla compartecipazione. Detto questo, pare ovvio che la cooperativa deve essere pagata dal Comune il quale, se sussistono le condizione, può chiedere un contributo all'utente. A parer mio la coop Itaca ha agito illegalmente e, sempre a parer mio, ritengo che il Giudice vi darà ragione. Le chiedo la cortesia di tenermi informato. Cordiali saluti
Gianfranco Mannini
Gianfranco Mannini
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