Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 novembre 2007
Questo il caso: Madre usufruttuaria dell'immobile in cui risiede e nel quale ha la residenza il figlio (per il quale ora e' stata richiesta la cancellazione presso il Comune), che pero' non vi abita piu' da diversi anni, nudo proprietario. E' stato fatto un pignoramento mobiliare contro il figlio su mobili di proprieta' della madre, la quale ha impugnato l'atto davanti ad un giudice. La madre per dimostrare la proprieta' dei mobili ha prodotto le seguenti prove: certificato di garanzia, scontrino e dichiarazione del venditore per il televisore nuovo, per i due mobili eredita' di famiglia (la casa e' quella di famiglia e nella quale il figlio e' nato) sono state portate testimonianze (anche se i test non sono stati ammessi), copia della successione nella quale c'e' scritto che il figlio eredita solo l'immobile, dichiarazione del perito che ha fatto le divisioni e che testimonia che i mobili erano nella casa da lungo tempo, Sono state portate inoltre: copie di intestazioni telefoniche del figlio su altre abitazioni, certificato che la madre e' in cura per depressione poiche' al momento del pignoramento e' caduta in stato confusionale e non ha dichiarato nulla, del resto nemmeno gli e' stato chiesto se aveva qualcosa da dichiarare, presente l'altro figlio, non residente, al quale per motivi di privacy non e' stato consentito ne di parlare ne di leggere gli atti. Ora la situazione e' questa: pare che le prove fornite non siano valide dal punto di vista legale e che quindi, in forza di legge, si presume che i mobili siano di proprieta' del figlio. C'e' un modo per dimostrare che un mobile antico, proprieta' di famiglia da anni, e costruito a mano da un avo (il valore economico e' molto basso) e' di proprieta' della signora? Non esiste niente di scritto e le testimonianze pare non siano valide. La ringrazio.
Elisa, da Montone
Elisa, da Montone
Risposta ADUC
Il quesito che ci pone piu' che di diritto di consumatori tratta di procedura civile, peraltro riferendosi ad una procedura gia' in corso. In una situazione del genere un nostro consiglio dovrebbe poggiarsi sull'esame dei documenti della procedura e comporterebbe un vero e proprio parere legale, attivita' che la nostra associazione non presta agli utenti. Le consigliamo di "girare" queste domande al suo legale, che conoscendo gli atti potra' darle delle risposte puntuali.
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