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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 novembre 2007
Domanda 3 novembre 2007
E' Alessandro che Le scrive. Vivo in un piccolo comune della Puglia, Rocchetta S. Antonio, e dall'età di 18 anni, per garantire un minimo reddito alla mia famiglia, ho intrapreso il mestiere di venditore Ambulante Itinerante. In seguito alla legge 114 del 1998 mi sentii finalmente sorretto dallo Stato per poter operare al meglio in tutta Italia, seguendo una sola norma che disciplina il commercio su aree pubbliche. A distanza di dieci anni mi ritrovo sulle mie spalle, grazie a questa legge, un numero imprecisato di sanzioni pecuniarie a causa di una distorta interpretazione, da parte dei comuni, del decreto legislativo 114/98. Difatti la mia euforia e voglia di lavorare viene continuamente stroncata da agenti di polizia municipale che contestano il commercio in forma itinerante, non per motivi di intralcio al traffico, di deturpazione ambientale o per limiti in aree d'interesse storico, ma con il solo scopo di agevolare le attività esistenti in loco. Come si evince dai principi generali della legge " La disciplina in materia di commercio persegue le seguenti finalità":
a) la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà d'impresa e la libera circolazione di merci.
b) la tutela del consumatore, con particolare riguardo all'informazione, alla possibilità di approvvigionamento, al servizio di prossimità, all'assortimento e alla sicurezza dei prodotti.
c) l'efficienza, la modernizzazione e lo sviluppo della rete distributiva, nonché l'evoluzione tecnologica dell'offerta, anche al fine del contenimento dei prezzi.
d) il pluralismo e l'equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e le diverse forme di vendita, con particolare riguardo al riconoscimento e alla valorizzazione del ruolo delle piccole e medie imprese.
e) la valorizzazione e la salvaguardia del servizio commerciale nelle aree urbane, rurali, montane, insulari.
Belle parole che purtroppo tutto oggi non vengono applicate, ai danni dei giovani come me, ma soprattutto dei consumatori finali che sono costretti, sia nei piccoli centri sia nelle grandi metropoli, ad acquistare merci a costi elevati tenendo conto dei costi reali e dei costi alla fonte del prodotto. Scendendo in un semplice esempio della mia vita, io vendo un prodotto che nonostante il cambio dell'euro, il rincaro dei costi fissi, le imposte e ecc., propongo al cliente con un prezzo bloccato per difetto all'anno 2000 (prima dell'avvento dell'euro esempio 6 paia di calze £ 10.000 oggi sei paia di calze 5.00 euro). I prodotti in questione provvengono da grandi aziende italiane, aiutando così l'intera economia del Paese. Purtroppo nonostante queste premesse è diventato un incubo per me lavorare visto che, ogni Comune ha adottato un regolamento interno che mi vieta di operare. Nei molteplici verbali riscontro sempre la stessa violazione, ossia 31 marzo 1998 n. 114. art. 28 comma 16. Analizzando il comma 16" nella deliberazione di cui al comma 15 vengono individuate altresì le aree aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale nelle quali l'esercizio del commercio di cui al presente articolo è vietato o sottoposto a condizioni particolari ai fini della salvaguardia delle aree predette. Possono essere stabiliti divieti e limitazioni dell'esercizio anche per motivi di viabilità, di carattere igienico sanitario o per altri motivi di pubblico interesse[...]. In tutti i casi dove ho ricevuto i verbali, non mi trovavo in nessun contesto evidenziato dal comma proprio perchè sostavo in aree parcheggio e quindi non intralciavo il traffico, mi trovo in zone non d'interesse storico (tra cui periferie e contesti residenziali di nuova costruzione), e nonostante le mie continue spiegazioni agli agenti venivo e vengo multato, umiliato e cacciato anche con mezzi poco professionali. In tutto questo periodo per garantire un minimo di reddito non ho avuto il tempo materiale per contestare i verbali, soprattutto perchè non so chi rivolgermi.
Alessandro

Risposta ADUC
Ci spiace di non poterla aiutare, ma non abbiamo competenza sulla materia del suo problema. Noi siamo un'associazione di consumatori, mentre le occorrerebbe un'associazione che difende i diritti degli ambulanti, specifica o facente parte di una piu' grande organizzazione di commercianti.
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