Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 ottobre 2007
Ho ordinato un caminetto presso un rivenditore il quale mi ha indicato in un contratto, scritto su carta intestata del negozio, il modello del caminetto, gli accessori, il prezzo finale ivato e il costo del trasporto. Il contratto e' intestato a me ma e' stato sottoscritto da mio marito e quindi ho versato un acconto di 300 euro (riportato sul contratto). Dopo circa due ore, giunta a casa, il rivenditore mi ha contattata telefonicamente dicendomi che si erano sbagliati e che nel contratto l'accessorio da me richiesto non era stato calcolato nel prezzo finale che quindi sarebbe dovuto essere maggiore di come stabilito, e mi invitava a recarmi di nuovo in negozio per regolare il tutto; tale accessorio risulta pero' inserito correttamente con il proprio prezzo nel contratto. Preciso che mi ero gia' recata qualche giorno prima nel negozio per un preventivo che risultava essere quello che poi e' stato alla fine concordato nel contratto finale. Dato che il venditore era diverso da quello della prima volta invitavo lo stesso a contattare il suo collega al telefono e questi confermava il proprio preventivo. Come mi devo comportare? Devo esigere l'adempimento del contratto, magari sollecitandolo con raccomandata? Devo chiedere la restituzione dell'acconto e se si' quale importo dovranno corrispondermi, i 300 euro da me versati o di piu'? Ho altre strade da percorrere? Grazie del vostro interessamento. Distinti saluti.
Marinella, da Torino
Marinella, da Torino
Risposta ADUC
Se la spesa confermata e' quella maggiorata (accessorio aggiunto in un secondo momento), lei puo' scegliere se adempiere alle nuove condizioni o recedere dal contratto concluso per errore e richiedere la restituzione di quanto pagato, eventualmente anche i danni. Tutto tramite messa in mora: clicca qui
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