Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 ottobre 2007
Cara Aduc, innanzitutto complimenti per il vostro sito, utile ed interessante. Vi scrivo per un consiglio, nelle lettere gia' esistenti purtroppo ho trovato casi simili ma non ho trovato risposta ai miei quesiti. nel 2000 dovevo sposarmi e recatami in un negozio ho fermato un abito disponibile gia' in sede con una caparra di 1.000.000 di lire (costo dell'abito 2.700.000) feci all'epoca una prova dove vennero prese le mie misure perche' gli abiti solitamente nel negozio in questione erano disponibili solo in taglie piu' grandi e poi rimodellate sul corpo della sposa. quindi nessuna modifica definitiva venne fatta sull'abito. Il matrimonio salto' ma comunque prima della prova dell'abito su cui poi sarebbero state fatte le modifiche definitive. Alla mia telefonata le commesse dispiaciute per l'accaduto mi dissero che pero' non era possibile la restituzione della caparra, o finivo di pagare e acquistavo l'abito oppure di tenere la ricevuta e, in caso di una nuova data per il matrimonio (cosa in cui per anni ho sperato) avrebbero tenuto conto di una PARTE dei soldi da me versati. Domanda: e' corretto questo comportamento? Non ho nessun diritto alla restituzione della caparra anche se loro l'abito l'anno venduto perche' comunque non modificato? E se non ho diritto alla restituzione della caparra in che misura, ora a distanza di anni ho diritto ad uno riduzione del prezzo in base al denaro da me precedentemente versato. Grazie e cordiali saluti.
Paola, da Trieste
Paola, da Trieste
Risposta ADUC
L'affermazione delle commesse e' corretta. In base alla legge, lei non aveva diritto alla restituzione della caparra. Qui di seguito la nostra scheda informativa sull'argomento: clicca qui L'offerta che le hanno fatto in caso di nuovo matrimonio e' un semplice favore, legittimo.
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