Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 ottobre 2007
Mi chiamo Alessandra sono proprietaria di una Ford Ka assicurata con la Linear Assicurazioni. Fino all'anno scorso convivevo con i miei genitori e - per motivi economici - l'auto e l'assicurazione erano intestatarie a mio padre. Quando sono andata a stare per conto mio ho fatto il passaggio di proprieta' dell'auto ed ho sottoscritto un nuovo contratto assicurativo a mio nome. L'operatore telefonico della Linear mi ha comunicato tutti i dati per fare il versamento semestrale di Euro 477 che ho prontamente eseguito e del quale ho inviato copia della ricevuta all'ufficio preposto. Mi inviano il certificato provvisorio via email ma il contratto e il contrassegno definitivo a distanza di settimane non arrivavano. Ho pensato fosse un problema relativo al cambio di residenza, cosi' ho contattato la Linear per verificare cosa fosse successo. Mi dicono che risulta un errore nella cifra del pagamento che invece di 477 doveva essere 497 euro. Comunico all'operatore la mia perplessita' rispetto al fatto che non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito e che stiamo parlando della cosa solo perche' io ho chiamato per chiedere notizie della documentazione che non arriva. Provvedo comunque a pagare l'integrazione di 20 euro e invio la ricevuta alla Linear che - a questo punto - mi invia i documenti del contratto. Passano alcuni mesi senza che io riceva nessun avviso di scadenza e in prossimita' del termine semestrale chiamo la Linear che mi dice che ci sono dei problemi nel conteggio del premio. Dopo numerose telefonate (mie) ricevo comunicazione che la cifra e' effettivamente Euro 497 e che l'irregolarita' e' nell'integrazione di 20 Euro che non risulta mai accreditata. Cerco la ricevuta, ma non la trovo, nel frattempo richiamo la Linear che mi rassicura "ci scusi, e' tutto a posto, la posizione e' regolare provvediamo all'invio dei documenti". Seguono una decina di telefonate con operatori diversi che, alternativamente, dicono "tutto a posto", oppure "manca l'integrazione". Decido percio' di tagliare la testa al toro e pagare di nuovo l'integrazione, come suggeritomi dall'operatore che mi rassicura "intanto mi invia la ricevuta e sblocchiamo la cosa, se poi trova l'altro bollettino, l'anno prossimo lo detraiamo dal premio, oppure lo rimborsiamo se chiude il contratto". Pago i 20 Euro, invio la ricevuta, telfono per verificare la ricezione "tutto ok, documentazione arrivata" sia telefonicamente che per sms. Chiedo l'invio del contrassegno provvisorio, ma nel frattempo e' venerdi' pomeriggio e l'ufficio e' chiuso. "Provvediamo lunedi'". Passano i giorni e il contrassegno non arriva, chiamo nuovamente e mi comunicano che l'ufficio amministrativo ha deciso di attendere l'accredito dell'integrazione. Non ce la faccio piu', mi arrabbio e chiedo lumi al Customer Care, sottolineando il fatto che tutto e' originato da un loro errore sul calcolo del premio e che parliamo di integrare il semestre ormai scaduto, che l'attuale e' pagato correttamente e che - nonostante mi avessero garantito che potevo circolare regolarmente, esibendo la ricevuta del bollettino postale - ho rimediato 50 euro di multa e - soprattutto - che sono stufa di correre per colpa loro. Cosa mi consigliate? Non c'e' modo di tutelarsi su cio' che dicono gli operatori, dato che poi il successivo cambia versione o nega cio' che il collega ha comunicato? Grazie.
Alessandra, da Madignano
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Un operatore molto gentile, con la data approssimativa della prima integrazione ha fatto una ricerca, trovando diversi pagamenti non attribuibili ad alcun utente; ho chiesto cosa voleva dire e lui "visti i personaggi che operano, con il suo cognome (Ignoto) non vorrei mai che."
Alessandra, da Madignano
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Un operatore molto gentile, con la data approssimativa della prima integrazione ha fatto una ricerca, trovando diversi pagamenti non attribuibili ad alcun utente; ho chiesto cosa voleva dire e lui "visti i personaggi che operano, con il suo cognome (Ignoto) non vorrei mai che."
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